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Festival Internazionale del Film di Roma: “Gods behaving badly” di Marc Turtletaub (Fuori concorso)

Nel film troviamo star come Sharon Stone, Oliver Platt, Christopher Walken e John Turturro calati nei ruoli delle divinità. Eppure, nonostante le premesse interessanti, questo film delude le aspettative scatenando più di una volta risate non previste dalla sceneggiatura

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Anno : 2013

Durata : 83’

Genere : Commedia

Nazionalità : Usa

Regia : Marc Turtletaub

 

Gli dei della comicità involontaria

Dopo aver perso quasi tutti i loro poteri, gli dei dell’Olimpo si sono rifugiati a Manhattan e vivono rinchiusi in una villetta spendendo il loro tempo in futili schermaglie. Furiosa dopo l’ennesimo tradimento, Afrodite ordina al figlio Eros di scagliare il suo dardo contro l’amato Apollo, ma il piano assume risvolti inaspettati ed Apollo si innamora di una mortale, Kate, coinvolgendo quindi due mortali, Kate ed il suo spasimante Neil, nelle faccende degli dei.

Che questi siano gli anni dell’Urban fantasy è fuori discussione, la letteratura ed il cinema si stanno scatenando a caccia di nuovi frutti di questo filone, e anche questo nuovo film si inserisce nel contesto, essendo tra l’altro tratto proprio da un libro scritto da Marie Phillips. L’idea di osservare quelli che una volta erano esseri onnipotenti ed ora vivono come reclusi è intrigante, e di certo il fatto di avere a disposizione un cast incredibile ha aiutato ad incrementare le possibilità narrative. Nel film troviamo star come Sharon Stone, Oliver Platt, Christopher Walken e John Turturro calati nei ruoli delle divinità, mentre Alicia Silverstone ed Ebon Moss-Bachrach interpretano i due umani vittime involontarie dei capricci dei primi. Eppure, nonostante le premesse interessanti, questo film delude le aspettative scatenando più di una volta risate non previste dalla sceneggiatura. Quali sono i motivi? Voci off che vanno e vengono cercando di colmare buchi evidenti nella narrazione, effetti speciali degni di un B movie di infima categoria ed una storia sviluppata in fretta e furia in poco più di un’ora. Non bastano i guizzi di caratteristi d’eccezione come Walken e Turturro, che con i loro esilaranti duetti regalano un po’ di dinamismo alla pellicola, a risollevare un’impalcatura debole costruita su basi troppo fragili.

Certo, l’immagine di Zeus paranoico che vive in soffitta rimane impressa, ma più che altro ciò che resta alla fine è il senso di insoddisfazione per una commedia romantica che poteva essere originale e coinvolgente, ma ha bruciato tutto il suo potere, così come gli dei di cui parla.

Emiliano Longobardi

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