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Smetto Quando Voglio: è possibile creare una saga in Italia!
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10 mesi agoon
In uno scenario stagnante come quello della cinematografia italiana, dove è rarissimo trovare qualcosa di realmente innovativo e fiorente, è ancora più raro trovare un regista giovane capace di emergere. Circa alla metà degli anni 2010, nello specifico contesto del mercato italiano, sono venute meno alcune dinamiche che si davano per assodate da tempo. I cinepanettoni capaci di dominare il box office per oltre trent’anni hanno iniziato a perdere colpi, crollando a picco, passando lo scettro di campione di incassi a Checco Zalone. Con il suo Cado dalle nubi (2009) Zalone ha iniziato una scalata che raramente si ricorda in Italia.
In questo scenario di forte cambiamento sono riusciti a farsi notare alcune figure. Diversi titoli fanno ancora discutere a quasi dieci anni dalla loro uscita: Lo Chiamavano Jeeg Robot (2016) di Gabriele Mainetti, Perfetti Sconosciuti (2016) di Paolo Genovese, il candidato a quattro premi Oscar Chiamami col tuo nome (2017) di Luca Guadagnino e il vincitore di Oscar e Golden Globe come miglior film straniero nel 2014 La Grande Bellezza diretto da Paolo Sorrentino (premio che mancava all’Italia da 15 anni e che continua a mancare da allora). Questi film hanno contribuito a rappresentare un faro di speranza nel catastrofico panorama del cinema italiano.
L’auspicata rivoluzione però non sembra avvenuta, lanciando solamente le carriere di determinati autori, non si è riusciti a creare un vero e proprio movimento. L’industria italiana stenta a partire, i successi sono più da ricercarsi in singoli exploit come quello di Paola Cortellesi nel 2023 con C’è ancora Domani (recentemente presentato negli Stati Uniti) o come il fenomeno Me contro Te.
Ritratto generazionale
Sydney Sibilia, classe 1981, nato a Salerno ma emigrato a Roma, rientra perfettamente in questo processo di rinnovamento del cinema italiano. Insieme a Matteo Rovere (1982), creano quello che possiamo definire senza dubbio uno dei ritratti maggiormente rappresentativi della Generazione X. Generazione nata tra metà anni ’60 e il 1980, volendo potremmo anche includere i primi nati negli anni ’80 come gli stessi Rovere e Sibilia (di fatto Millenials).
Con Smetto Quando Voglio Rovere e Sibilia riescono in una missione impossibile: produrre un film che non solo diventi manifesto dei disagi e delle difficoltà di un epoca, ma anche a creare una saga (cosa difficilissima in Italia). Tutto questo è ancora più incredibile se consideriamo che si tratta di un’opera prima.
Scelta ancora più vincente risulta quella di rappresentare i disagi di questa generazione in chiave di commedia. La Gen X, successiva a quella del boom economico, è stata la prima ad affrontare la precarietà lavorativa, ad aver visto il collasso dell’URSS e il consolidarsi del potere statunitense, a fare i conti con un primo calo delle nascite. In Italia ha vissuto lo sviluppo della TV commerciale e la fine della Prima Repubblica.
Fantozzi e Pietro Zinni
La generazione che ha riso di Fantozzi, rappresentante massimo dei disagi degli stessi Boomer, ha generato forse qualcosa di peggio. Nel 1975 i botteghini italiani venivano dominati dal ragioniere più famoso del cinema. Sono passati cinquant’anni esatti da allora (di recente è tornato in sala proprio per l’anniversario) e nulla sembra cambiato, anzi, se possibile la condizioni di molti italiani è peggiorata. Senza sfociare in un basso pietismo possiamo notare come la condizione generale di Pietro Zinni, protagonista della saga di Smetto Quando Voglio, non sia cosi rosea e il paragone con il personaggio di Villaggio non sia casuale.
Pietro Zinni, dopo anni di studio, non ha ancora una posizione, non ha uno stipendio fisso, non può permettersi un nuovo elettrodomestico, figuriamoci una famiglia. Vediamo sempre più presente quel servilismo fantozziano che tanto ha divertito le generazioni precedenti.
La sveglia fantoziana “al limite delle possibilità umane” non era il paradiso, ma dava un senso di tranquillità; una mostruosa stabilità s’intende, fatta di soprusi e mancanza di merito, arrivismo sfrenato e servilismo più bieco. Mentre il riscatto di Fantozzi avveniva, seppur molto raramente, dalle sue capacità, oggi non c’è spazio per questo; tutto è già deciso ed è impossibile smuovere qualcosa (proprio come nel cinema italiano, tra l’altro). Per farcela ci si deve arrangiare con i propri mezzi, è questo che pensano Zinni e gli altri della banda dei Ricercatori. Le iperboli fantozziane non ci sono più, tutto è ricondotto a una rappresentazione tristemente reale che non concede spazio alle esasperazioni.
Walter White e Pietro Zinni
Tutto questo avvicina la saga a una delle serie TV più apprezzate di sempre, Breaking Bad (2008-2013). Walter White sembra avere una spinta in più rispetto alla svolta di Pietro Zinni. Le cure per il tumore lo obbligano (diciamo così) a intraprendere la strada dell’illegalità. Zinni non ha nemmeno questa scusante, è mosso solo dalla rabbia per la mancanza di riconoscimenti di uno Stato che non premia i propri talenti. Anche la giustificazione dei due è la stessa: quel “l’ho fatto per noi” che Zinni e Walter White rivolgono alle persone care per giustificare il loro operato risulta identico.
Smetto Quando Voglio
Rifacendosi alla grandissima tradizione della commedia all’italiana (sopratutto a capolavori come I soliti ignoti), Sibilia usa i toni della commedia, smorzando con intelligenza il tenore di quello che sarebbe potuto essere un film molto meno digeribile e anche meno interessante. Ovviamente questo connubio è possibile grazie a performance attoriali di livello con protagonisti capaci di alternarsi tra i toni comici e quelli più drammatici.
Il cast
L’ottimo cast spazia da nomi più legati al cinema mainstream, miscelandoli alla perfezione con volti noti della televisione, come quelli della serie cult Boris (anch’essa fortemente critica del sistema cinematografico italiano). Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Pietro Sermonti provengono da lì, al loro fianco Stefano Fresi e Edoardo Leo nei panni del protagonista. Si aggiungeranno poi Neri Marcorè, Greta Scarano, Francesco Acquaroli e Luigi Lo Cascio.
Fare industria: nasce Groenlandia
Nel 2014 Sibilia e Rovere fondano una nuova realtà produttiva, Groenlandia. Oltre a diversi titoli produrrà i due sequel della saga di Smetto Quando Voglio, entrambi distribuiti nel corso del 2017.
Fare saga in Italia, Smetto Quando Voglio – Masterclass
Senza particolari forzature Smetto Quando Voglio risulta essere un film di impostazione ricco di spunti che verranno sviluppati nei successivi capitoli.
Smetto Quando Voglio – Masterclass e Smetto Quando Voglio – Ad Honorem, grazie a un budget maggiore, hanno possibilità più grandi in termini di scene action e di location. La stessa squadra viene ampliata e migliorata. Sibilia rende suoi mezzi sdoganati dal cinema hollywoodiano con elementi prelevati direttamente da capisaldi del cinema action come Ocean’s Eleven, Mission Impossible e classici come La Stangata. Fughe, progetti, collaborazioni con la polizia, villain, origin story comparabili a quelle dei cinecomics, sono presenti addirittura rimandi diretti a Godzilla (2014) e a alla serie cult Lost (2004-2010). Tutto questo viene perfettamente calato nel contesto italiano senza alcun tipo di problematica. Anche la stessa forma filmica ricalca dinamiche da saga: il finale stesso del secondo capitolo presenta un cliffhanger che non può che lasciare il pubblico in attesa del capitolo successivo.
Distribuzione peculiare e chiusura del cerchio
Smetto Quando Voglio – ad Honorem distribuito nelle sala a distanza di pochi mesi da Masterclass chiude la trilogia. Torneranno personaggi già visti nei precedenti film con momenti cruciali della saga riproposti sotto un’altra luce. Qui abbiamo l’espansione totale del progetto che finisce per diventare molto più grande di come appariva nel primo capitolo. Da film d’esordio focalizzato su problematiche sociali ad action movie in cui i protagonisti rimangono coinvolti in lotte tra bande e tentativi di attentati.
Altri progetti di Sidney Sibilia
Dopo questa straordinaria avventura, Sibilia si dedica ad altri progetti peculiari. Le sue idee sono quasi sempre una ventata d’aria fresca nel panorama italiano. L’incredibile storia dell’isola delle rose (2020) e Mixed By Erry (2023) sono due esempi perfetti di un cineasta che vuole portare sul grande schermo diversi episodi legati alla storia italiana. Partendo da uno spunto semplice arrivano sempre a trattare di problematiche enormi, molto più grandi degli stessi protagonisti. Oltre a questo nel 2024 ottiene un grandissimo successo la serie TV Hanno Ucciso l’uomo ragno – La leggendaria storia degli 883 che ha contribuito a riportare al centro delle discussioni il duo formato da Max Pezzali e Mauro Repetto. Al momento siamo in attesa della seconda stagione già confermata da Sibilia.