The outrun – Le isole estreme, l’opera di Nora Fingscheidt, arriva dal 1° aprile su Netflix. Presentato alla Berlinale 2024, nella categoria Panorama, la sceneggiatura è stata scritta in collaborazione con Amy Liptrot, autrice dell’autobiografia da cui è tratto il film.
Nel cast sono presenti Saoirse Ronan, Paapa Essiedu, Stephen Dillane, Saskia Reeves e Nabil Elouahabi.
Il film è una co-produzione Regno Unito-Germania, prodotto da Brock Media, Arcade Pictures e BBC Film .
La trama di ‘The outrun – Le isole estreme’
Dopo più di 10 anni Rona ritorna nella sua terra natale, le isole Orcadi, in Scozia. Qui riscopre i paesaggi della sua infanzia, iniziando a riflettere sulle sue esperienze giovanili ed adulte, in particolare legate alla sua dipendenza, sviluppata durante i dolorosi anni passati a Londra. Un passo alla volta, nel sospeso paesaggio scozzese, la donna avrà la possibilità di ristabilire un ordine nella sua vita.
Il film si basa sull’autobiografia di Amy Liptot, in particolare nel suo utilizzo di numerosi flashback per raccontare lo sviluppo della dipendenza ed il duro programma di riabilitazione. Il punto di forza dell’opera è da ricercarsi nella sua messa in scena della liberazione dai demoni interiori, catalizzata dal contatto con la natura e con i luoghi dell’infanzia.
La regista
Nata in Germania nel 1983, Nora Fingscheidt, ha studiato tra l’Europa e l’Argentina. Ha collabora con la scuola di cinema auto-organizzata di filmArche, a Berlino e, contemporaneamente, ha studiato per diventare attrice. Successivamente ha frequentato la Filmakademie Baden-Württemberg, che le ha permesso di realizzare, nel 2017, il documentario Ohne diese Welt, che vince alcuni premi. Il suo debutto vero e proprio avviene con System crasher, del 2019, che vince l’Alfred Bauer Award alla Berlinale e numerosi altri premi, ottenendo anche un discreto successo di pubblico. Questo le permette, nel 2020, di girare il suo primo film per un pubblico internazionale, The unforgivable, con Sandra Bullock.