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‘Peaky Blinders’ 4 motivi per (ri)guardare la serie

Perché guardare e riguardare la serie ora disponibile su Netflix?

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Quali sono 4 motivi per guardare e riguardare Peaky Blinders? Eccoli di seguito.

Un elenco dei motivi per (ri)guardare Peaky Blinders

Quella arrivata il 10 giugno su Netflix è l’ultima stagione di una serie che ha rappresentato e rappresenta una delle punte più alte del catalogo della piattaforma.

Partita inizialmente in sordina, con il passare delle stagioni Peaky Blinders si è imposta come una delle serie più importanti e più attese, stagione dopo stagione, tanto che il lungo buco creato dalla pandemia, ha creato un certo allarme, facendo temere ad un certo punto che la saga potesse interrompersi. Fortunatamente così non è stato: sebbene con un paio d’anni di ritardo, il sesto ciclo di puntate (già trasmesso in UK) è finalmente pronto.

L’inizio di tutto

Nel 2013 Peaky Blinders fece la sua comparsa su BBC Two, annunciato come una sorta di Boardwak Empire in salsa britannica.

Quando la serie prende il via siamo nel 1919, la Prima Guerra Mondiale è appena finita e la Gran Bretagna sembrerebbe sull’orlo di una rivoluzione bolscevica, almeno a giudicare da alcune scuole di pensiero: scioperi a raffica, il movimento delle suffragette che imperversa e la situazione in Irlanda, tra le altre cose, rendevano il Regno Unito un posto non certo tranquillo e la città di Birmingham in particolare non proprio la più sicura in cui vivere, tra gangster talmente forti da scorrazzare senza ritegno alla luce del sole, un mercato illegale delle scommesse sempre più fiorente e soldati appena rientrati dal fronte, armati e talvolta un po’ squilibrati, che rendevano la situazione incandescente.

È in questo clima torrido che si dipanano le vicende di Tommy Shelby e della sua gang, i Peaky Blinders appunto. Ed ecco, quindi, qualche valida ragione e tanti buoni motivi per guardare, o magari ripassare, Peaky Blinders.

I motivi per guardare Peaky Blinders

  1. Innanzitutto il cast: il già citato protagonista è uno straordinario Cillian Murphy, cui fa il paio, a partire dalla seconda stagione, l’affascinante Tom Hardy. Altri nomi e volti che potrebbero dirvi qualcosa: Sam Neill, nei panni del poliziotto di Belfast inviato da Winston Churchill a sistemare le cose a Birmingham, e poi Annabelle WallisJoe Cole (Gangs of London). Ma anche tanti altri attori come la compianta Helen McCrory, Paul Anderson e Sophie Rundle su tutti, cui si uniscono nel corso degli anni anche Adrien Brody, Anya Taylor-Joy alias la Regina degli Scacchi, Aidan Gillen del Trono di Spade e tanti altri.
  2. Un’altra ragione per scegliere Peaky Blinders è la colonna sonora, che include un eclettico mix non sempre coerente con l’ambientazione storica, ma perfetto per punteggiare le vicende narrate
  3. Il cosiddetto production value, perché non si vede tanto spesso una serie europea così ben realizzata e che non bada a spese
  4. E ancora l’estetica sopraffina, dalla scelta delle luci, ma anche del trucco, parrucco compresi i costumi e i cappelli caratteristici, che danno anche il titolo alla serie: peaky sta per appuntito, in riferimento al fatto che i personaggi al centro delle vicende usavano nascondere affilatissime lamette da barba proprio nelle blinders, ovvero nelle visiere dei loro copricapi, che diventavano così vere e proprie armi.

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