72 Festival di Cannes: A hidden life di Terrence Malick (Concorso)

È un coinvolgente affresco storico accompagnato da una profonda riflessione esistenziale e spirituale il nuovo lavoro di Terrence Malick, A Hidden Life. Il regista mantiene i tratti distintivi del suo stile e della sua poetica, che in questo caso appaiono maggiormente funzionali alla drammaticità e all’importanza del discorso, rendendo l’opera più suggestiva

72 Festival di Cannes: Bull di Anne Silverstein (Un Certain Regard)

La regista californiana Anne Silverstein, già vincitrice a Cannes 2014 del Prix della Cinéfondation con un cortometraggio, torna a raccontare un’America squallida e disillusa, che abbandona i suoi figli più bisognosi al proprio destino. Intensi gli attori, in particolare l’ombrosa Amber Harvard, nel ruolo di Kris, e il bravo Rob Morgan nei panni di Abe

72 Festival di Cannes: Sorry We Missed You di Ken Loach (Concorso)

Il nuovo film di Ken Loach denuncia un sistema che stritola le nostre vite e il tempo del quotidiano, distruggendo a poco a poco le relazioni umane e i rapporti familiari. “Spesso, purtroppo – afferma il regista – non è data una vera scelta: i debiti, l’affitto, la vita di ogni giorno, i prestiti e la speranza di avere prima o poi una casa di proprietà creano delle vere e proprie trappole”

72 Festival di Cannes: Atlantique di Mati Diop (Concorso)

Atlantique è dedicato a tutti coloro che muoiono in mare, ma anche a chi resta, alle donne, alle madri, fidanzate e sorelle dei tanti che partono per non ritornare. Prima donna africana ad avere un film selezionato in Concorso a Cannes, Mati Diop sceglie Dakar come luogo simbolo per ambientare il suo primo lungometraggio

72 Festival di Cannes: Les Miserables di Ladj Ly (Concorso)

Di nuovo Victor Hugo è tirato in ballo per descrivere una situazione di marginalità, disperazione e sopraffazione, ambientata, in questo caso, nella periferia parigina. Les Miserables, diretto e co-sceneggiato dal documentarista Ladj Ly, al suo primo lungometraggio, racconta la dura vita di strada delle banlieu

Skepto Film Fest: The Last Embrace di Saman Hosseinpuor

The Last Embrace del giovanissimo Saman Hosseinpuor oppone vita e morte, alienazione ed espressività, presenza e assenza. Tutto questo in quattro minuti. Piccola perla da vedere e custodire preziosamente, quindi, questo incantevole lavoro di origine curda, che sarebbe bello avesse una buona distribuzione

Skepto Film Fest: El Aguacate di Darwin Serink

El Aguacate di Darwin Serink è un grido gentile che sceglie un punto di vista intimo e individuale per denunciare l’ingiustizia dell’attuale amministrazione USA in materia di immigrazione e le ondate di sottocultura nazionalista e razzista su cui fin troppo spesso affonda le sue radici. Il tutto senza la minima ombra di alcuna argomentazione politica. Solo due persone

Skepto Film Fest: Cerdita di Carlota Pereda

Cerdita sorprende per una sceneggiatura che distribuisce in modo equilibrato i nessi di causa-effetto, con la macchina da presa che resta sempre sulla protagonista, mentre gli altri personaggi le girano intorno come dei fastidiosi tafani. Carlota Pereda riesce a trasmettere il caldo oppressivo e la sensazione di solitudine della protagonista attraverso una visione materica e una pulsione scopica verso il suo corpo attoriale

Skepto Film Fest: Downunder di Fernando González Gómez

Downunder è un colorato omaggio pop a un immaginario cinematografico che l’autore spagnolo Fernando González Gómez conosce molto bene e che sfoggia senza nessun limite, in un parossismo contenutistico e formale. Ma, alla fine, risulta essere un’operazione un po’ fine a se stessa, che si trasforma ben presto in un esercizio di stile molto superficiale

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