Venezia 76: Mondo Sexy di Mario Sesti (Giornate degli Autori – Eventi Speciali)

Mario Sesti con Mondo Sexy, il nuovo film presentato alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia alle Giornate degli Autori – Eventi Speciali, prende in ostaggio lo sguardo dello spettatore imponendogli di riposizionarsi rispetto a un immaginario cinematografico troppo spesso non considerato con l’opportuna attenzione. Il filone dei documentari che negli anni ’60, stuzzicando gli

Venezia 76: Wasp Network di Olivier Assayas (Concorso)

L’Avana, 1990. René González, pilota cubano, ruba un aereo e fugge dall’isola, lasciandosi dietro l’amata moglie Olga e sua figlia Irma per cominciare una nuova vita a Miami. Successivamente, altri uomini seguono l’esempio di González e avviano una rete di spionaggio. La loro missione è quella di infiltrarsi nelle organizzazioni anti-Castro, responsabili di diversi attacchi

Venezia 76: The New Pope di Paolo Sorrentino (Fuori Concorso)

The New Pope continua la ricerca di Paolo Sorrentino dell’anima dietro la Chiesa, nel disperato tentativo di capire l’essenza dell’uomo smarrito di fronte all’Immanente. Astrazioni, quadri visivi di potente fascinazione, flash inquietanti: ancora una volta una grande seduzione sul piano formale

Venezia 76: Se c’è un aldilà sono fottuto – Vita e cinema di Claudio Caligari di Simone Isola e Fausto Trombetta (Venezia Classici Documentari)

Se c’è un aldilà sono fottuto – Vita e cinema di Claudio Caligari è molto più di un documentario, piuttosto è un gesto d’amore e un omaggio poetico a uno dei registi più significativi del nostro paese: un uomo, Caligari, la cui vita, come giustamente recita il titolo del film, non può essere disgiunta dalla Settima Arte, poiché entrambe convissero in lui giustapposte, compenetrandosi

Venezia 76: The end of love di Keren Ben Rafael (Biennale college cinema)

The end of love di Keren Ben Rafael è uno dei progetti selezionati e realizzati per Biennale college cinema, iniziativa che valorizza giovani talenti internazionali del cinema finanziando lo sviluppo dei migliori progetti visivi e narrativi capaci di superare la rispettiva selezione. Secondo lungometraggio della regista israeliana classe 1978, dopo il debutto di Virgins (2018).

Venezia 76: Passatempo di Gianni Amelio (Settimana Internazionale della Critica)

Passatempo è l’ultimo lavoro di Gianni Amelio, presentato alla 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, all’interno della 34a Settimana Internazionale della Critica, evento speciale e apertura del concorso cortometraggi, che affronta con estrema eleganza e poesia il doppio tema del confronto tra giovani e anziani e quello del confronto culturale. Un anziano professore (un bravo

72 Locarno Film Festival: Pardo d’oro al film tratto dalla vita vera di Vitalina Varela, che ha vinto anche per la migliore interpretazione femminile (Concorso internazionale)

Le statuette del Pardo d’oro e del Pardo per la migliore interpretazione femminile illuminano l’opera notturna di Pedro Costa dal titolo Vitalina Varela. Tratto da una triste storia vera, il film obbliga gli spettatori ad allargare le pupille sia in senso fisico sia in senso metaforico, attraverso più di due ore di immersione nelle tenebre.

72 Locarno Film Festival : Yorgos Lanthimos dirige Matt Dillon in Nimic, proiettato in prima mondiale tra i cortometraggi (Fuori concorso)

All’inizio della sua brillante carriera Yorgos Lanthimos aveva scelto il genere del film breve. Poi ha inanellato una serie di spiazzanti lungometraggi, facendosi portare al successo internazionale dai provocatori The lobster e Il sacrificio del cervo sacro. Ora, dopo aver incamerato i due Oscar vinti da La Favorita, sceglie di tornare al cortometraggio con Nimic,

72 Locarno Film Festival: Giraffe di Anna Sofie Hartmann racconta la caducità dell’essere umano (Fuori concorso)

Presentato fuori concorso al 72 Locarno Film Festival, Giraffe, secondo lungometraggio di Anna Sofie Hartmann mette in scena le trasformazioni di un territorio durante la costruzione di un tunnel tra la Danimarca e la Germania. La regista riesce a rendere la malinconia di un mondo perduto in un eterno divenire contrapponendo la naturalità dell’immagine con la levità dei sentimenti umani

72 Locarno Film Festival: Bergmal di Rúnar Rúnarsson mette in scena un mosaico di varia umanità sulla società di oggi (Concorso)

Il giovane regista islandese Rúnar Rúnarsson irrompe con il suo terzo lungometraggio, Bergmal (Echo), nel Concorso internazionale al 72° Locarno Film Festival con un cinema di perfezione visiva. Costituito da cinquantasei scene, il film racconta episodi di vita dell’estrema isola nordica durante le feste di Natale, rivelandosi un’opera di grande fascino, impeccabile nella sua forma e di forti emozioni, si proponene come un serio candidato a uno dei premi finali

72 Locarno Film Festival: Yokogao di Koji Fukada, un thriller che racconta di un castigo senza delitto (Concorso)

Un rapimento, una condanna da parte della società solo per i legami di parentela che costringono la protagonista ad abbandonare la sua vita felice sono al centro di Yokogao di Koji Fukada, presentato in concorso al 72 Locarno Film Festival. Il settimo lungometraggio del regista nipponico si rivela un’altra opera di spessore e originalità di sguardo del malessere dell’individuo contemporaneo

72 Locarno Film Festival: Ham on Rye di Tyler Taormina racconta il passaggio dell’adolescenza all’età adulta (Cineasti del presente)

Ham on Rye di Tyler Taormina mette in scena il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di differenti gruppi di ragazzi e ragazze della provincia californiana. Presentato nella sezione dei Cineasti del Presente al 72° Locarno Film Festival, Ham on Rye appare come un American Graffiti aggiornato agli anni Dieci di questo secolo

72 Locarno Film Festival: La Fille au Bracelet di Stéphane Demoustier mette in scena il mistero dell’adolescenza (Piazza Grande)

Presentato al 72° Locarno Film Festival in Piazza Grande, La Fille au Bracelet è un’opera preziosa, in cui Demoustier è capace di tradurre la profondità del contenuto attraverso una forma visiva coerente e di forte impatto visivo. La storia del processo alla protagonista diventa un’operazione sul corpo sociale, sul suo tessuto emotivo, dove a incidere la carne è il bisturi-morale di una società che non comprende più i giovani e i loro comportamenti.

72 Locarno Film Festival: Magari di Ginevra Elkann apre ufficialmente la manifestazione in Piazza Grande

Magari di Ginevra Elkann è il film che apre ufficialmente il 72° Locarno Film Festival, opera prima proiettata in Piazza Grande. Una tranche de vie, il cui punto di vista delle vicende sullo schermo è quello di Alma, una bambina di nove anni alle prese con i primi vagheggiamenti amorosi, traumatizzata dalla separazione dei genitori, che vorrebbe riuniti, e aspirante alla “normalità” di una famiglia tradizionalista, raccontando le vacanze natalizie passate a Sabaudia insieme ai due fratelli maggiori

Cisterna Film Festival: Gagarin, mi mancherai di Domenico De Orsi

Premio alla Migliore Regia nella selezione di corti italiani della Settimana Internazionale della Critica di Venezia 75, Gagarin, mi mancherai (2018) di Domenico De Orsi è un viaggio fatto di percezioni tra il “senso e non senso” che si allontana tantissimo dagli schemi tradizionali dei film già visti. Quella raccontata da De Orsi non è

Cisterna Film Festival: Boca de Fogo di Luciano Pérez Fernández

L’importanza della parola è data dal suo essere una struttura peculiare dell’essere umano. Lo diceva già Aristotele quando argomentava che la parola serve ad indicare l’utile e il giusto. La parola crea convivenza. Il parlare, l’azione comunicativa, è partecipazione e scambio. La parola è un mezzo, così come un mezzo è una radiocronaca. Serve a

Cisterna Film Festival: Laissez-moi danser di Valérie Leroy

Alla quinta edizione del Cisterna Film Festival, il cortometraggio Laissez-moi danser vince il premio per la migliore interpretazione di Camille Le Gall. Lei e la giovane regista Valérie Leroy riescono, in soli diciassette minuti, a rendere con decisione e delicatezza temi importantissimi come l’identità di genere e l’omofobia

Cisterna Film Festival: The silent child di Chris Overton

Joanne (Rachel Shenton) è un’insegnante a domicilio, chiamata per istruire la piccola Libby (Maisie Sly), quest’ultima sordomuta e per la famiglia con evidenti problemi di apprendimento. The silent child (2017), per la regia di Chris Overton, Oscar al miglior cortometraggio nel 2018, non è solo la storia di una bambina isolata dal mondo, ma una denuncia

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