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Rendez-Vous 2018, Festival del Nuovo Cinema Francese: Jeune Femme di Léonor Serraille

Pur senza raggiungere lo stesso livello d’astrazione, appare evidente come Léonor Seraille organizzi la narrazione secondo quella deriva tipica della Nouvelle vague, nella quale l’andare a zonzo dei personaggi diventa il modo per esprimerne la condizione esistenziale. Jeune Femme è anche e soprattutto l’occasione per verificare le capacità interpretative di Laetitia Dosch, attrice in ascesa di cui sentiremo ancora ancora parlare

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28 FCAAAL: Legend of The Demon Cat di Chen Kaige chiude il festival milanese come evento speciale

Legend of The Demon Cat è un film barocco nel termine peggiore del termine, dove si gioca sul riempimento dell’inquadratura, sacrificando sia la recitazione sia l’andamento della fabula, con continui flashback e flashforward, cut up, in un tourbillon che diventa un esercizio sterile, fine a se stesso, dedito a una superficiale spettacolarità che non lascia niente e appiattisce qualsiasi emozione e partecipazione dello spettatore

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28 FCAAAL: On The Beach At Night Alone di Hong Sang-soo continua nella messa in scena del poema visivo della condizione umana

Hong Sang-soo racconta le situazioni minimali di personaggi che sono simboli della quotidianità, mettendo in scena la mediocrità, le insicurezze profonde dell’essere umano. La rappresentazione della realtà, in cui agiscono i personaggi, è in ambienti spogli, essenziali, isolati, metafora della solitudine esistenziale in una ricerca di felicità sempre irrisolta, rappresentante la difficoltà del vivere

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28 FCAAAL: Une Saison en France di Mahamat-Saleh Haroun apre il Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina

Une Saison en France affronta il tema contemporaneo dell’emigrazione forzata, puntando sulla storia personale di Abbas, professore di francese, fuggito dal suo villaggio in Africa centrale, dove ha perso la mogliea causa della guerra. Il tema forte del film non è tanto, e solo, quello dell’immigrazione, ma dell’invisibilità. Girato senza alcun compiacimento moralistico, ma restando sempre sui personaggi, la macchina da presa di Mahamat-Saleh Haroun si muove felpata negli interni, scorrendo tra le pareti come un osservatore onnisciente

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Trieste Film Festival 2018: intervista a Stefano Cravero e Pietro Jona, gli autori di Country for Old Men, il documentario insignito con una menzione speciale

In un’edizione del Trieste Film Festival che ha visto i documentari decisamente sugli scudi, Country for Old Men è tra quelli che ci hanno colpito di più. L’intervista realizzata con gli autori, Stefano Cravero e Pietro Jona, ha messo in luce altri aspetti, tutti degni nota, del film insignito con una menzione speciale

ROMENO

Trieste Film Festival 2018: Reconstituirea di Lucian Pintilie, uno dei primi capolavori del grande maestro del cinema rumeno

Tra le chicche del 29° Trieste Film Festival da registrare anche la proiezione, in pellicola, di uno dei primi capolavori del rumeno Lucian Pintilie. Reconstituirea è un piccolo gioiello che presenta “in nuce” tutte le qualità, sia stilistiche che narrative e filosofiche, sviluppate poi nella filmografia di questo grande maestro del cinema rumeno

Soviet

Trieste Film Festival 2018: Soviet Hippies di Terje Toomistu, un documentario sorprendente nei contenuti, brioso ed eclettico nella forma

Esistevano gli hippie in Unione Sovietica? La risposta arriva da questo sorprendente documentario, realizzato in Estonia e presentato in anteprima al Trieste Film Festival. Soviet Hippies è un documentario sorprendente nei contenuti, brioso ed eclettico nella forma, maturo nelle chiavi di lettura (anche politiche) ivi proposte e lievemente malinconico nel tracciare le conclusioni

Ofelia non annega

FuoriNorma: Ofelia non annega di Francesca Fini, suggestivo esempio di cinema neosperimentale italiano, porta la Performance Art sul grande schermo

Il film ispirato all’icona femminile di Amleto procede senza narrazione, attivando simboli per poi svilupparli e risolverli, tramite ingegnose performance montate insieme a preziosi scampoli di pellicola trovati nell’archivio dell’Istituto Luce. Con un filo rosso a collegare il tutto, gomitolo di lana scarlatta che diventa nastro d’inchiostro intriso di sangue, filo per chiudersi in una gabbia ideale o corda per costruire reti da pesca.

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35 Torino Film Festival: Un beau soleil interieur di Claire Denis è un prezioso esempio del più elegante cinema francese contemporaneo

Probabilmente Un beau soleil interieur, ultima fatica di Claire Denis, è l’opera più preziosa vista al 35esimo Torino Film Festival. Straordinaria interpretazione di Juliette Binoche che incarna impeccabilmente la solitudine di una donna cui è andata male e non riesce a trovare il suo posto nel difficile mondo dei sentimenti

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35 Torino Film Festival: arrivano gli zombie con Les Affamès e The Cured

Al 35° Torino Film Festival nella sezione collaterale After Hours sono state presentate due pellicole con protagonisti gli zombie: Les Affamès del canadese Robin Aubert e il film irlandese The Cured di David Freyne. Presi singolarmente le due opere non aggiungono nulla di nuovo al sottogenere horror creato nell’era moderna dal genio di George Romero. Forse diventa difficile trovare nuove strade da seguire e il sottogenere sugli zombi inizia a mostrare la corda. Che sia l’inizio di una crisi? Restiamo in attesa di essere smentiti

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35 Torino Film Festival: They di Anahita Ghazvinizadeh, una riuscita e intensa elegia sulla ricerca di identità

They non è solo un film su un transgender e sulla sua complessa formazione dell’ identità. È molto di più: la storia di J è una sineddoche per mettere in scena una serie di ibridazioni, di confronti e passaggi identitari. È un’opera delicata, curata nella messa in scena e con una sceneggiatura scritta in modo intelligente. Uno dei migliori film presenti al 35° Torino Film Festival

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