72 Locarno Film Festival: Pardo d’oro al film tratto dalla vita vera di Vitalina Varela, che ha vinto anche per la migliore interpretazione femminile (Concorso internazionale)

Le statuette del Pardo d’oro e del Pardo per la migliore interpretazione femminile illuminano l’opera notturna di Pedro Costa dal titolo Vitalina Varela. Tratto da una triste storia vera, il film obbliga gli spettatori ad allargare le pupille sia in senso fisico sia in senso metaforico, attraverso più di due ore di immersione nelle tenebre.

72 Locarno Film Festival : Yorgos Lanthimos dirige Matt Dillon in Nimic, proiettato in prima mondiale tra i cortometraggi (Fuori concorso)

All’inizio della sua brillante carriera Yorgos Lanthimos aveva scelto il genere del film breve. Poi ha inanellato una serie di spiazzanti lungometraggi, facendosi portare al successo internazionale dai provocatori The lobster e Il sacrificio del cervo sacro. Ora, dopo aver incamerato i due Oscar vinti da La Favorita, sceglie di tornare al cortometraggio con Nimic,

72 Locarno Film Festival: Giraffe di Anna Sofie Hartmann racconta la caducità dell’essere umano (Fuori concorso)

Presentato fuori concorso al 72 Locarno Film Festival, Giraffe, secondo lungometraggio di Anna Sofie Hartmann mette in scena le trasformazioni di un territorio durante la costruzione di un tunnel tra la Danimarca e la Germania. La regista riesce a rendere la malinconia di un mondo perduto in un eterno divenire contrapponendo la naturalità dell’immagine con la levità dei sentimenti umani

72 Locarno Film Festival: Bergmal di Rúnar Rúnarsson mette in scena un mosaico di varia umanità sulla società di oggi (Concorso)

Il giovane regista islandese Rúnar Rúnarsson irrompe con il suo terzo lungometraggio, Bergmal (Echo), nel Concorso internazionale al 72° Locarno Film Festival con un cinema di perfezione visiva. Costituito da cinquantasei scene, il film racconta episodi di vita dell’estrema isola nordica durante le feste di Natale, rivelandosi un’opera di grande fascino, impeccabile nella sua forma e di forti emozioni, si proponene come un serio candidato a uno dei premi finali

72 Locarno Film Festival: Yokogao di Koji Fukada, un thriller che racconta di un castigo senza delitto (Concorso)

Un rapimento, una condanna da parte della società solo per i legami di parentela che costringono la protagonista ad abbandonare la sua vita felice sono al centro di Yokogao di Koji Fukada, presentato in concorso al 72 Locarno Film Festival. Il settimo lungometraggio del regista nipponico si rivela un’altra opera di spessore e originalità di sguardo del malessere dell’individuo contemporaneo

72 Locarno Film Festival: Ham on Rye di Tyler Taormina racconta il passaggio dell’adolescenza all’età adulta (Cineasti del presente)

Ham on Rye di Tyler Taormina mette in scena il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di differenti gruppi di ragazzi e ragazze della provincia californiana. Presentato nella sezione dei Cineasti del Presente al 72° Locarno Film Festival, Ham on Rye appare come un American Graffiti aggiornato agli anni Dieci di questo secolo

72 Locarno Film Festival: La Fille au Bracelet di Stéphane Demoustier mette in scena il mistero dell’adolescenza (Piazza Grande)

Presentato al 72° Locarno Film Festival in Piazza Grande, La Fille au Bracelet è un’opera preziosa, in cui Demoustier è capace di tradurre la profondità del contenuto attraverso una forma visiva coerente e di forte impatto visivo. La storia del processo alla protagonista diventa un’operazione sul corpo sociale, sul suo tessuto emotivo, dove a incidere la carne è il bisturi-morale di una società che non comprende più i giovani e i loro comportamenti.

72 Locarno Film Festival: Magari di Ginevra Elkann apre ufficialmente la manifestazione in Piazza Grande

Magari di Ginevra Elkann è il film che apre ufficialmente il 72° Locarno Film Festival, opera prima proiettata in Piazza Grande. Una tranche de vie, il cui punto di vista delle vicende sullo schermo è quello di Alma, una bambina di nove anni alle prese con i primi vagheggiamenti amorosi, traumatizzata dalla separazione dei genitori, che vorrebbe riuniti, e aspirante alla “normalità” di una famiglia tradizionalista, raccontando le vacanze natalizie passate a Sabaudia insieme ai due fratelli maggiori

Cisterna Film Festival: Gagarin, mi mancherai di Domenico De Orsi

Premio alla Migliore Regia nella selezione di corti italiani della Settimana Internazionale della Critica di Venezia 75, Gagarin, mi mancherai (2018) di Domenico De Orsi è un viaggio fatto di percezioni tra il “senso e non senso” che si allontana tantissimo dagli schemi tradizionali dei film già visti. Quella raccontata da De Orsi non è

Cisterna Film Festival: Boca de Fogo di Luciano Pérez Fernández

L’importanza della parola è data dal suo essere una struttura peculiare dell’essere umano. Lo diceva già Aristotele quando argomentava che la parola serve ad indicare l’utile e il giusto. La parola crea convivenza. Il parlare, l’azione comunicativa, è partecipazione e scambio. La parola è un mezzo, così come un mezzo è una radiocronaca. Serve a

Cisterna Film Festival: Laissez-moi danser di Valérie Leroy

Alla quinta edizione del Cisterna Film Festival, il cortometraggio Laissez-moi danser vince il premio per la migliore interpretazione di Camille Le Gall. Lei e la giovane regista Valérie Leroy riescono, in soli diciassette minuti, a rendere con decisione e delicatezza temi importantissimi come l’identità di genere e l’omofobia

Cisterna Film Festival: The silent child di Chris Overton

Joanne (Rachel Shenton) è un’insegnante a domicilio, chiamata per istruire la piccola Libby (Maisie Sly), quest’ultima sordomuta e per la famiglia con evidenti problemi di apprendimento. The silent child (2017), per la regia di Chris Overton, Oscar al miglior cortometraggio nel 2018, non è solo la storia di una bambina isolata dal mondo, ma una denuncia

Agenda Brasil: O Beijo no Asfalto di Murilo Benicio, opera prima sulla costruzione dei pregiudizi nell’opinione pubblica

Agenda Brasil, Festival Internazionale di Cinema Brasiliano, ha aperto i battenti ieri al MIC – Museo Interattivo del Cinema a Milano con la proiezione di O Beijo no Asfalto di Murilo Benicio, giovane attore, famoso come interprete di telenovelas, che dà una prova di grande maturità compositiva e di controllo della materia che rende la sua opera prima una vera rivelazione

Sguardi Altrove: Bad Bad Winter di Olga Korotko, un thriller compatto nell’inverno kazako

Presentato in concorso all’ultimo Sguardi Altrove International Women’s Film Festival, dedicato al cinema al femminile, Bad Bad Winter risulta essere un’opera compatta e un unicum di una cinematografia, come quella kazaka, priva di mezzi e di mercato, il cui risultato finale lo si deve alla bravura della troupe e del giovane cast che si cimentano in una soddisfacente prova drammatica

22 Festival CinemAmbiente: Mirabilia Urbis di Milo Adami

Mirabilia Urbis, presentato al Festival di CinemaAmbiente 2019, è un documentario scritto e diretto da Milo Adami, un immaginario viaggio a ritroso tra le fotografie, gli appunti, le lettere, i ricordi, i pensieri e gli articoli scritti da Antonio Cederna sul disarmonico sviluppo urbanistico della città di Roma

Oltre lo specchio: Seeds di Owen Long, horror metafisico sulla pedofilia e l’incesto

In concorso al Festival Oltre lo specchio, Seeds di Owen Long mostra i tormenti di un uomo alle prese con il demone della propria depravazione sessuale. Il regista costruisce un’opera prima compatta, ricca di simboli e metafore in cui l’orrore si nasconde dentro di noi, nella famiglia, all’interno stesso dei legami parentali e cresce nutrendosi delle pulsioni sessuali che si sviluppano nell’individuo. Una vera rivelazione e un autore da tenere d’occhio.

22 Festival Cinemambiente: Anthropocene – The Human Epoch di Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier ed Edward Burtynsky

Terza porzione di una trilogia con Manufactured Landscapes (2006) and Watermark (2013), il lavoro dei canadesi Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier ed Edward Burtynsky è uno straordinario e terribile viaggio nell’anthropocene, l’epoca geologica attuale condizionata nella involuzione dall’azione dell’uomo, dagli scempi prodotti al suo stesso pianeta

Oltre lo specchio: Endzeit – Ever After di Carolina Hellsgard, zombi horror ecologista e femminista

Presentato al Festival Oltre lo specchio, Endzeit- Ever After di Carolina Hellsgard esclama che il futuro è donna. La civiltà morente, se non morta, può rinascere con un ritorno ancestrale alla tradizione matriarcale delle origini dell’umanità, in una fertilità onnisciente, creatrice di vita. Una novità per i temi trattati e la rielaborazione di topoi, di un sottogenere come quello degli zombi, con eleganza e delicatezza tra istanze ecologiste e femministe.

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