Across Asia Film Festival: The terrorists, l’intenso documentario del regista thailandese Thunska Pansittivorakul

The Terrorists di Thunska Pansittivorakul è un film di resistenza e rivoluzione, politica, sessuale, intellettuale che grida oltre i confini thailandesi realtà troppo ignorate e misconosciute all’interno dei confini stessi, che cerca di scuotere con l’aggressività di realtà scomode e con la grazia di una delle scene più liriche nella sua semplicità

Inizia con Killing di Shinya Tsukamoto l’Across Asia Film Festival

Killing è un film estremamente complesso, esistenziale, con una narrazione esigua ed essenziale, da assaporare tutto attraverso le suggestioni evocate dalle immagini e attraverso l’astrazione delle stesse, lasciandosi andare alle libere percezioni visive, sensoriali, emotive, senza soffermarsi troppo a pensare, ma seguendo il flusso potente del fascino e della luce enigmatica quanto avvolgente che emana

36 Torino Film Festival: La casa delle bambole – Ghostland di Pascal Laugier, un horror tra metafisica e realtà di grande effetto

Presentato in anteprima nella sezione After Hours al 36 Torino Film Festival, La casa delle bambole – Ghostland è l’ultimo lavoro del regista francese Pascal Laugier. Autore del capolavoro horror Martyrs nel 2008, che ha ridisegnato il genere, Laugier è stato uno degli autori della nouvelle vague horror francese all’inizio del nuovo millennio, insieme a

36 Torino Film Festival: Il mangiatore di pietre di Nicola Bellucci, noir di frontiera senza mordente

Tratto dal secondo omonimo romanzo di Davide Longo, Il mangiatore di pietre è un noir ambientato nelle valli piemontesi al confine con la Francia, in quella terra dove agiscono i passeur come il protagonista, Cesare, che trasporta uomini e merci attraverso i passi di montagna. La mancanza di una vera e propria suspense e i personaggi secondari poco approfonditi rendono il film senza nerbo e un vero centro di interesse e risulta essere un’occasione mancata e poco più di un prodotto adatto per il piccolo schermo.

36 Torino Film Festival: Drive Me Home di Simone Catania, dramma generazionale alla riscoperta delle proprie radici familiari

Drive Me Home, presentato al 36 Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile/Film Commission Torino Piemonte, è un film che mette in scena una storia di amicizia e di crisi generazionale rappresentata dai due protagonisti della storia. Le interpretazioni di Vinicio Marchioni e di Marco d’Amore sorreggono egregiamente tutto il peso del film, dall’inizio alla fine, rendendo simpatici questi due ragazzi invecchiati e sopravvissuti alla vita

36 Torino Film Festival: Oiktos (Compassione) di Babis Makridis

Compassione: (dal latino cum patior – soffro con – e dal greco συμπἀθεια , sym patheia – “simpatia” provare emozioni con..) è un sentimento per il quale un individuo percepisce emozionalmente la sofferenza altrui desiderando di alleviarla. Atteggiamento comprensivo e soccorrevole verso uno stato penoso: umana cosa è l’avere compassione. Il concetto di compassione richiama quello di empatia dal

36 Torino Film Festival: Mandy di Panos Cosmatos, un viaggio psichedelico tra sangue e vendetta

Mandy di Panos Cosmatos è una delle scoperte presenti nella sezione After Hours viste al 36 Torino Film Festival. La pellicola è un patchwork citazionistico, un collage di un immaginario filmico e popolare degli ultimi trent’anni, in cui Nicolas Cage si cala letteralmente con la sua fissità interpretativa che riesce a valorizzarsi all’interno della fluidità dell’immagine. Il film risulta senza spazi vuoti, dove la lentezza delle sequenze dilata i tempi della visione e l’irrealtà delle immagini rende reale il viaggio filmico dello spettatore

36 Torino Film Festival: Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius, un’elegia di due perdenti, opera poetica e intensa

Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius è la sorpresa italiana del 36 Torino Film Festival. Presentato nella sezione Festa Mobile, l’opera terza del regista sardo racconta le vicissitudini di due anime perse e sole che si trovano per un breve momento dando senso alle loro vite. Un’opera tesa e compatta, senza sbavature, in cui l’occhio della cinepresa diventa attivo rendendo magmatica e fascinosa la visione filmica fino alla commozione finale del primo piano del protagonista, sconfitto e vittorioso allo stesso tempo

36 Torino Film Festival: L’ultima notte di Francesco Barozzi, un noir in salsa padana dal sapore insipido

L’ultima notte di Francesco Barozzi presentato al 36 Torino Film Festival nella sezione After Hours è un noir tratto da un fatto di cronaca relativamente recente (si parla del 2012) ambientato nelle campagne modenesi. Il film non convince e risulta un’occasione mancata e sprecata per un regista pieno di velleità, ma dai pochi mezzi espressivi e con un cast imbambolato e monocorde per tutta la durata della pellicola

36 Torino Film Festival: Wildlife di Paul Dano rivela un nuovo autore in un dramma familiare e sociale

Wildlife è il debutto dell’attore Paul Dano dietro la macchina da presa. Produttore e co-sceneggiatore (insieme alla fidanzata Zoe Kazan), Dano traduce in immagini il soggetto tratto dal romanzo Incendi di Richard Ford con una certa bravura visiva e una ricercata direzione degli attori. Presentato in concorso al 36 Torino Film Festival, Wildlife di Paul Dano rivela un nuovo autore e si candida come uno dei migliori lungometraggi della manifestazione.

36 Torino Film Festival: L’ospite di Duccio Chiarini, commedia diretta con garbo e leggerezza

L’ospite è una pellicola fatta di parole, corpi e volti più che di immagini, dove i dialoghi sono preponderanti rispetto a un’azione passiva se non del tutto assente. Chiarini narra l’incertezza di una generazione, forse simile a tante altre nel passato, restando sempre all’interno delle dinamiche emotive dei personaggi con un certo garbo e leggerezza, sottovoce, mai urlando

MedFilm Festival: Sofia di Meryem Benm’Barek, il ritratto di un matriarcato sotteso

Sofia, premio alla miglior sceneggiatura nella sezione Un certain regard del Festival di Cannes e presentato al Concorso Ufficiale – Premio Amore & Psiche del MedFilm Festival, è il notevole esordio della regista algerina Meryem Benm’Barek. Un solido racconto dai toni noir che, sollevando il velo sul delicato tema delle madri nubili nella civiltà islamica, rivela le dinamiche di potere che regolano le differenti classi sociali del Marocco.

MedFilm Festival: Piombo fuso di Stefano Savona

Antonio Savona, trovandosi in Palestina per documentare l’offensiva israeliana in terra palestinese (denominata appunto Piombo fuso), ha trovato il modo di entrare nella striscia di Gaza, riuscendo a evitare l’embargo che impediva a giornalisti e cineoperatori di penetrare nei territori bombardati per filmare ciò che stava accadendo

MedFilm Festival: Amin di Philippe Faucon

Se fosse di una qualche utilità stabilire il grado di appartenenza di un film alle linee guida di una manifestazione cinematografica, non c’è dubbio che il nuovo lungometraggio di Philippe Faucon figurerebbe  in cima alla lista dei film selezionati dal MedFilm Festival. Amin, infatti, mette al centro del proprio interesse l’immigrazione intesa sia come mutazione geografica sia quale luogo dell’anima

Festival dei Popoli: Studio 54 di Matt Tyrnauer

Studio 54 di Steve Rubell e Ian Schragerha ha il pregio di offrire allo spettatore un quadro reale e non edulcorato della celebre discoteca newyorkese che, alla fine degli anni Settanta, rappresentò il riferimento iconografico della generazione cresciuta nel mito di film come La febbre del sabato sera

Festival dei popoli: The Deminer di Hogir Hirori 

I registi di The Deminer, Hogir Hirori e Shinwar Kamal, si rendono  artefici di un’operazione per certi versi simili a quelle fatte da Herzog in Grizzly Man e da Laura Poitras in Citizen Four. Un film che produce un pathos e un coinvolgimento che nessun thriller è in grado di raggiungere

Ravenna Nightmare Film Festival: Bravo, Virtuoso! di Levon Minasian vince l’Anello d’oro, il massimo premio della manifestazione

Bravo, Virtuoso! l’opera prima di Lévon Minasian vince l’Anello d’oro al XVI° Ravenna Nightmare Film Festival. Film dai molteplici registri e con un melange di differenti generi è una pellicola divertente e godibilissima che in modo intelligente mette in scena una denuncia politica attraverso il filtro di una pura narrazione. Un’opera matura che provoca lacrime e sorrisi

Ravenna Nightmare Film Festival: Horizons di Svetislav Dragomirovic noir narra in modo originale il dramma di una famiglia

Presentato in concorso al XVI° Ravenna Nightmare Film Festival, Svetislav Dragomirović con Horizons crea un’opera densa e disturbante, in cui l’essere umano ne esce con tutte le sue debolezze e ipocrisie irrisolte e irrisolvibili. Il giovane regista serbo compie una scelta stilistica nell’utilizzo del montaggio che crea uno scarto di originalità rendendo l’opera di grande interesse.

Ravenna Nightmare Film Festival: Totem di Jakub Charon mette in scena il rapporto tra due fratelli criminali nella Polonia di oggi

Opera seconda di Jakub Charon presentata in concorso al XVI° Ravenna Nightmare Film Festival, Totem, pur con i suoi difetti, è però anche una dimostrazione del talento del suo autore che mette in scena un drammatico thriller, un crime movie contemporaneo, dove non esiste salvezza per nessuno né redenzione, fino all’ultima inquadratura dove la madre dei fratelli si trasforma in una moderna Medea

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