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71 Locarno Festival: Glaubenberg di Thomas Imbach racconta l’ossessione incestuosa di un’adolescente per il fratello maggiore

Glaubenberg di Thomas Imbach racconta il rapporto contrastato dell’amore che la giovane Lena – un’adolescente di sedici anni – prova per il fratello maggiore Noah, che la porta fino all’annullamento di se stessa. Opera di eccessiva lunghezza con sequenze e una mancata fusione tra reale e sogno che dà adito a un film caduco e noioso

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71 Locarno Festival: Coincoin et les Z’inhumains, la nuova serie tv di Bruno Dumont alle prese con un invasione aliena tra il grottesco e il filosofico

Tra citazioni di classici della fantascienza degli anni Cinquanta – L’invasione degli Ultracorpi e Blob, il fluido mortale – e una rappresentazione di personaggi che assomigliano sempre alle maschere felliniane, Bruno Dumon mette in scena una commedia grottesca sulla fine dell’umanità e l’affermazione dell’ottusità Male

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71 Locarno Festival: Ray & Liz di Richard Billingham racconta il disagio sociale di una famiglia inglese

Il film del regista inglese se da un lato ha dei debiti con il cinema sociale inglese, in particolare quello di Mike Leigh e di Ken Loach, dall’altro si discosta da queste radici andando oltre, entrando nel campo del sogno e della memoria. Ma se esteticamente Ray & Liz risulta essere opera impeccabile, non convince la glorificazione di una vita il cui unico scopo è la di sopravvivenza, senza mai cercare di elevarsi

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Ischia Film Festival 2018: The Greenaway Alphabet di Saskia Boddeke

Chissà se Saskia Boddeke ha letto i Sillabari di Goffredo Parise, in cui l’autore italiano dispose in ordine alfabetico una serie di racconti dedicati ai sentimenti umani, prima di girare il suo personalissimo abbecedario coinvolgendo le due persone a lei più care, ovvero suo marito Peter Greenaway, regista di fama internazionale, e la loro figlia

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71 Festival di Cannes: Capharnaüm di Nadine Labaki, l’infanzia maltrattata, abusata e privata di ogni diritto a crescere

L’infanzia maltrattata, abusata, privata di ogni diritto a crescere, il dramma dei migranti e le cause dei loro viaggi disperati, l’urlo silente di un’umanità invisibile, calpestata, le cui vite e le cui sofferenze non è dato neppure immaginare in questa parte del mondo, il razzismo e la paura della diversità, il bisogno ed il diritto

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71 Festival di Cannes: Girl di Lukas Dhont, un film profondo, intimista e dal valore sociale al tempo stesso (Un Certain Regard)

La sezione Un Certain Regard propone sempre delle sorprese e delle opere prime originali: uno dei film rivelazione della selezione 2018 è senza dubbio l’opera prima del ventiseienne regista Lukas Dhont (non si può non fare un paragone con un altro énfant prodige, Xavier Dolan), che costruisce un film profondo, intimista e dal valore sociale al tempo

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71 Festival di Cannes: Se roch di Jafar Panahi (Concorso)

Questa del Festival di Cannes può veramente essere considerata un’edizione che valorizza le donne e le loro cause, le più evolute e le più basilari. Anche l’atteso film di Jafar Panahi selezionato nella competizione ufficiale a Cannes, Se roch, mette a fuoco la questione del femminile

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CinemaSpagna 2018: Demonios tus Ojos di Pedro Aguilera

Formatosi sui set di autori come Amat Escalante e Carlos Reygadas, Pedro Aguilera sembra averne ereditato la radicalità con cui porta avanti l’idea di un cinema nel quale le pulsioni della carne si mescolano con quelle della mente, per raccontare la perdita dell’innocenza dei suoi personaggi. Un film del genere meriterebbe di trovare regolare distribuzione anche da noi

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