L’angelo del crimine di Luis Ortega: la gratuità del male, tra Kubrick e Haneke

L’angelo del crimine racconta la storia vera del criminale Carlos Robledo Puch, nato a Buenos Aires il 19 gennaio 1952. Condannato per undici omicidi, un tentato omicidio, diciassette rapine, uno stupro, un abuso sessuale, due sottrazioni di minorenne e due furti. Detenuto dal 1973; a Gennaio del 2019, avendo trascorso 45 anni in prigione, è diventato il prigioniero più longevo in Argentina

Sauvage di Camille Vidal Naquet, un viaggio desolante nel mondo della prostituzione maschile

Dopo anni di inchiesta nel mondo della prostituzione maschile, Camille Vidal Naquet ci offre una rappresentazione di una cronaca di degrado umano-esistenziale che non conosce, non cerca e intuisce nessuna alternativa. Il vuoto pieno di rinuncia costruito da una solitudine che non è la disperazione, ma una sorta di assenza di gravità di chi si trova a muoversi in una società dove lo spazio di condivisione è in disuso, dove non c’è messaggio che regga

Rendez-Vous. Nuovo cinema francese: I feel good di Benoît Delépine e Gustave Kervern

Benoît Delépine e Gustave Kervern, esperti di cinema a sfondo sociale, in cui abbondano le dinamiche della disoccupazione, dello sfruttamento, del lavoro e dei meccanismi del capitalismo, non esitano neanche questa volta a trattare il tema in maniera sorprendentemente efficace, proprio in virtù di una rappresentazione bizzarra e grottesca

Border di Ali Abbasi, un film che rivela il confine tra Mito e Logos

Opera seconda di Ali Abbasi, danese di origini iraniane, Border è tratto da una novella di John Ajvide Lindqvist, autore del noto Lasciami entrare, nel quale era già evidente il messaggio del rapporto perso tra umano e naturale e del fecondo significato delle differenze. Il film, che è un condensato concentrato sul tema del limite, della disuguaglianza, della diversità e della differenza, rivela il confine tra il Mito e il Logos

36 Torino Film Festival: Oiktos (Compassione) di Babis Makridis

Compassione: (dal latino cum patior – soffro con – e dal greco συμπἀθεια , sym patheia – “simpatia” provare emozioni con..) è un sentimento per il quale un individuo percepisce emozionalmente la sofferenza altrui desiderando di alleviarla. Atteggiamento comprensivo e soccorrevole verso uno stato penoso: umana cosa è l’avere compassione. Il concetto di compassione richiama quello di empatia dal

Sunset di Laszlo Nemes: una gabbia artistico-estetica di grande consapevolezza stilistica, frustrante e ipnotica, generosa ed esigente

Un’opera sofisticatissima, senza concessioni interpretative, nella quale si fonde il rapporto di assoluta complementarietà di bios e thanatos, convogliato dalla malinconia di ciò che si sta per perdere e l’angoscia per l’ineluttabilità enigmatica degli eventi: una mutilazione narrativa che non esita ad amputare qualunque semplificazione per incastrare lo spettatore in una visione altrimenti indecifrabile

Nocturama di Bertrand Bonello, la messa in scena dell’alienazione radicale che ha perso ogni traccia di sé

Nocturama di Bertrand Bonello svela, con sofisticato mistero artistico, che tutti i valori sono regolati da un mercato mascherato da entità metafisica invisibile che incide pesantemente sulle vite senza che la più organizzata ribellione possa minimamente scalfirlo. L’esito è quello della strumentalizzazione della pseudoribellione: la globalizzazione assorbe in sé, nelle maglie dell’economia, anche la nostalgica lotta tra il servo e il padrone, i quali non hanno più modo di contrastarsi ma solo di allearsi

The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos: la sofferenza è il vero godimento, e nel sacrificio c’è la possibilità inconscia del riscatto, aggirando il pericolo della scelta

Yorgos Lanthimos ha confezionato il suo sacrificio: ha indossato lo sguardo del Super-io, ha lacerato ogni velo, ha penetrato ogni orifizio, ha infilzato da parte a parte ogni residuo umano, ne ha raccolto i frammenti e lo ha spietatamente fotografato. Lo ha ricomposto chirurgicamente per effettuare l’esame autoptico. Referto: morte celebrale

The square di Ruben Östlund inscena un esperimento sociale dall’esito incerto, nel quale qualunque forma di ottimismo egocentrico cerca di rappresentare la propria disarticolata avventura

The square di Ruben Östlund inscena un esperimento sociale dall’esito incerto, nel quale qualunque forma di ottimismo egocentrico va alla ricerca della nicchia adeguata dove poter rappresentare la propria disarticolata avventura. Un’infinità di scene indimenticabili, piene di tensione, humor cinico e raggelante, accompagnano una narrazione attraverso una ricorrenza di topoi ben definiti con i quali rintracciare in modo microchirurgico le nefandezze di una torbida umanità

L’inganno di Sofia Coppola, ovvero la messa in scena dell’incontro impossibile tra maschile e femminile

“Una donna che sa fare la donna, sa anche giocare con la sua maschera, sa giocare con il sembiante femminile, sa essere il “sintomo di un uomo”, il che significa che sa godere nel tenere la posizione dell’oggetto nel fantasma maschile”, sosteneva Jacques Lacan. Il remake de La notte brava del soldato Jonathan è solo un pretesto che Sofia Coppola usa per rappresentare il mistero di cui il maschile non sa neanche immaginare il codice: il mondo femminile

Personal Shopper di Olivier Assayas

Assayas da Grande Inquisitore imbastisce un gioco impeccabile, sadico, mostruosamente ingegnoso nel quale non esiste alcun soggetto ma solo oggetti del suo sguardo attonito e disincantato, imbarazzato e divertito; una presenza sarcastica, la sua, che incombe sul film con una risata satanica

La región salvaje di Amat Escalante

La región salvaje di Amat Escalante: il feticismo sessuale genera evoluzione, dipendenza o morte. Una narrazione concentrata sul principio del piacere: politica, sbalorditiva, insolita, inquietante

Silence di Martin Scorsese

Tra torture, crocifissioni, intemperie e condizioni geografiche impervie, Martin Scorsese è riuscito a raccontare una storia di fede e religione. Il tempo e lo spazio del film sono condizionati dal bisogno di mostrare e spiegare l’idea: un cinema, il suo, capace di riprodurre la complessità del pensiero nel rispetto della piena libertà espressiva, usando la macchina da presa come una penna, una sorta di letteratura cinematografica capace di esprimere il pensiero in modo versatile ed efficace

Los Decentes di Lukas Valenta Rinner

Originalissima e a tratti umoristica, quest’opera si distingue per la capacità caricaturale che assume come motore immobile di una realtà troppo ottusa per un’eventuale capacità autoanalitica. Apparentemente insensibile e freddo il film dichiara spudoratamente la sua provocatorietà più estrema

La mujer del animal di Victorio Gaviria

Un film che inchioda, lacera, violenta, che insulta chi non si fa carico della realtà dei fatti, chi non si fa carico di una storia realmente accaduta pochi anni fa, come ne accadono molte ancora oggi. Un film ruvido sul rozzo e atavico sessismo disfunzionale per una società che si pretenda civile; un film sul primordiale e a tratti incomprensibile istinto di conservazione degli oppressi

The bad batch di Ana Lily Amirpour

The bad batch di Ana Lily Amirpour: un film che inquieta senza esitazioni di forma, grande colonna sonora, ambientazione sublime. L’arte mette la firma.

Brimstone di Martin Koolhoven

Fare un film western riuscendo a creare qualcosa di unico e particolarmente originale sembrerebbe impossibile, invece Koolhoven, in virtù della sua adorazione per questo genere, è riuscito a realizzare un’opera straordinaria

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