36 Torino Film Festival: Oiktos (Compassione) di Babis Makridis

Compassione: (dal latino cum patior – soffro con – e dal greco συμπἀθεια , sym patheia – “simpatia” provare emozioni con..) è un sentimento per il quale un individuo percepisce emozionalmente la sofferenza altrui desiderando di alleviarla. Atteggiamento comprensivo e soccorrevole verso uno stato penoso: umana cosa è l’avere compassione. Il concetto di compassione richiama quello di empatia dal

Sunset di Laszlo Nemes: una gabbia artistico-estetica di grande consapevolezza stilistica, frustrante e ipnotica, generosa ed esigente

Un’opera sofisticatissima, senza concessioni interpretative, nella quale si fonde il rapporto di assoluta complementarietà di bios e thanatos, convogliato dalla malinconia di ciò che si sta per perdere e l’angoscia per l’ineluttabilità enigmatica degli eventi: una mutilazione narrativa che non esita ad amputare qualunque semplificazione per incastrare lo spettatore in una visione altrimenti indecifrabile

Nocturama di Bertrand Bonello, la messa in scena dell’alienazione radicale che ha perso ogni traccia di sé

Nocturama di Bertrand Bonello svela, con sofisticato mistero artistico, che tutti i valori sono regolati da un mercato mascherato da entità metafisica invisibile che incide pesantemente sulle vite senza che la più organizzata ribellione possa minimamente scalfirlo. L’esito è quello della strumentalizzazione della pseudoribellione: la globalizzazione assorbe in sé, nelle maglie dell’economia, anche la nostalgica lotta tra il servo e il padrone, i quali non hanno più modo di contrastarsi ma solo di allearsi

The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos: la sofferenza è il vero godimento, e nel sacrificio c’è la possibilità inconscia del riscatto, aggirando il pericolo della scelta

Yorgos Lanthimos ha confezionato il suo sacrificio: ha indossato lo sguardo del Super-io, ha lacerato ogni velo, ha penetrato ogni orifizio, ha infilzato da parte a parte ogni residuo umano, ne ha raccolto i frammenti e lo ha spietatamente fotografato. Lo ha ricomposto chirurgicamente per effettuare l’esame autoptico. Referto: morte celebrale

The square di Ruben Östlund inscena un esperimento sociale dall’esito incerto, nel quale qualunque forma di ottimismo egocentrico cerca di rappresentare la propria disarticolata avventura

The square di Ruben Östlund inscena un esperimento sociale dall’esito incerto, nel quale qualunque forma di ottimismo egocentrico va alla ricerca della nicchia adeguata dove poter rappresentare la propria disarticolata avventura. Un’infinità di scene indimenticabili, piene di tensione, humor cinico e raggelante, accompagnano una narrazione attraverso una ricorrenza di topoi ben definiti con i quali rintracciare in modo microchirurgico le nefandezze di una torbida umanità

L’inganno di Sofia Coppola, ovvero la messa in scena dell’incontro impossibile tra maschile e femminile

“Una donna che sa fare la donna, sa anche giocare con la sua maschera, sa giocare con il sembiante femminile, sa essere il “sintomo di un uomo”, il che significa che sa godere nel tenere la posizione dell’oggetto nel fantasma maschile”, sosteneva Jacques Lacan. Il remake de La notte brava del soldato Jonathan è solo un pretesto che Sofia Coppola usa per rappresentare il mistero di cui il maschile non sa neanche immaginare il codice: il mondo femminile

Personal Shopper di Olivier Assayas

Assayas da Grande Inquisitore imbastisce un gioco impeccabile, sadico, mostruosamente ingegnoso nel quale non esiste alcun soggetto ma solo oggetti del suo sguardo attonito e disincantato, imbarazzato e divertito; una presenza sarcastica, la sua, che incombe sul film con una risata satanica

La región salvaje di Amat Escalante

La región salvaje di Amat Escalante: il feticismo sessuale genera evoluzione, dipendenza o morte. Una narrazione concentrata sul principio del piacere: politica, sbalorditiva, insolita, inquietante

Silence di Martin Scorsese

Tra torture, crocifissioni, intemperie e condizioni geografiche impervie, Martin Scorsese è riuscito a raccontare una storia di fede e religione. Il tempo e lo spazio del film sono condizionati dal bisogno di mostrare e spiegare l’idea: un cinema, il suo, capace di riprodurre la complessità del pensiero nel rispetto della piena libertà espressiva, usando la macchina da presa come una penna, una sorta di letteratura cinematografica capace di esprimere il pensiero in modo versatile ed efficace

Los Decentes di Lukas Valenta Rinner

Originalissima e a tratti umoristica, quest’opera si distingue per la capacità caricaturale che assume come motore immobile di una realtà troppo ottusa per un’eventuale capacità autoanalitica. Apparentemente insensibile e freddo il film dichiara spudoratamente la sua provocatorietà più estrema

La mujer del animal di Victorio Gaviria

Un film che inchioda, lacera, violenta, che insulta chi non si fa carico della realtà dei fatti, chi non si fa carico di una storia realmente accaduta pochi anni fa, come ne accadono molte ancora oggi. Un film ruvido sul rozzo e atavico sessismo disfunzionale per una società che si pretenda civile; un film sul primordiale e a tratti incomprensibile istinto di conservazione degli oppressi

The bad batch di Ana Lily Amirpour

The bad batch di Ana Lily Amirpour: un film che inquieta senza esitazioni di forma, grande colonna sonora, ambientazione sublime. L’arte mette la firma.

Brimstone di Martin Koolhoven

Fare un film western riuscendo a creare qualcosa di unico e particolarmente originale sembrerebbe impossibile, invece Koolhoven, in virtù della sua adorazione per questo genere, è riuscito a realizzare un’opera straordinaria

Only God Forgives di Nicolas Winding Refn

Only God Forgives è una magica istallazione d’arte contemporanea sui toni del rosso inferno/sangue, blu elettrico a tratti barocco ma soprattutto minimalista, che non esita a calarsi nella tragedia di stampo greco, con ambientazione asiatica che va da Sion Sono a Kim Ki Duk, da Takeshi Miike a Park Chan Wook, da Takeshi Kitano a Tarantino

The Neon Demon

Ancora su The Neond Demon di Nicolas Winding Refn. Beatrice Bianchini si produce in una personalissima analisi dell’ultimo discusso lungometraggio del regista danese

The Culpable (Verfehlung) di Gerd Schneider

Jacob è un uomo perseguitato dal peccato, la sua preghiera continua ed ossessiva fa scorgere sin dall’inizio un segreto che forse lo accompagna e che apre a tutto il non detto e il non esplicitato di questo film. In The Culpable tutto ciò che è fenomenicamente visto e raccontato non esaurisce se non parzialmente tutto ciò che è noumenicamente rimandato al non detto, al non visto.

…E ora parliamo di Kevin

Questo è un film che corrode, che assolutizza una prospettiva aprendone infinite, che provoca reazioni, che scombina convinzioni, che setaccia, insulta, travolge, contamina, inquieta. È la storia che fa riflettere sulla dimensione che assume l’enigma contemporaneo del rapporto genitori/figli. Non consente di restare immuni, ogni scena rimane tatuata sulla pelle, ogni parola scolpita nelle ossa. Il film lascia una cicatrice che ha tutte le caratteristiche per restare aperta

Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti

Una favola urbana travolgente, strabordante, cupa e sorprendentemente divertente che spolpa, setaccia e condisce con ingredienti di alta cucina artistica i generi più furbi e consumati dal grande pubblico. Un film che riconcilia con la creatività del cinema italiano, eclettico, frastornante, inquieto, dissacrante, invadente, incisivo, tagliente, ironico, accogliente, sarcastico, violento e profondamente eroico

La grande scommessa di Adam McKay

Adattamento del libro di Michael Lewis, La grande scommessa riesce a spiegare lo slang finanziario al grande pubblico e sebbene possa sembrare, a tratti, di difficile comprensione, McKay sa essere particolarmente creativo e eccentrico: tra vasche piene di schiuma e tavoli da gioco di Las Vegas confeziona metafore pittoresche decisamente esplicative

Keeper di Guillaume Senez

Un film, Keeper, del quale è difficile smettere di parlare, che occorre vedere, perché racconta senza esitazione la passione, la scoperta della sessualità, spesso anticipata, che svela la ricerca di un assoluto da dominare, confondendosi con esso.

El club di Pablo Larraín

L’ironia di Larraín racconta la misera crudeltà, la disgustosa ambiguità, la garanzia di impunità dei soldati della chiesa che cercano altri capri espiatori sui quali infierire, per stordire e ubriacare la propria incolumità

Marguerite di Xavier Giannoli

La comicità crudele di cui si riveste il fondo di questo film fa trasparire la sublime e spaventosa tragedia di un’esistenza stonata rispetto alle convenzioni. Marguerite finge di non fingere. Perché come diceva Nietzsche “l’ideale del vero è la finzione più profonda” e solo l’arte ci consente di non morire di verità

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