Caccia al tesoro, l’ultimo film dei fratelli Vanzina è un omaggio all’arte sacra del raccontare

Caccia al Tesoro è una commedia sulla Commedia della vita, sui mille mascheramenti che mettiamo in atto quotidianamente per cercare di tirarci fuori da situazioni difficili, a volte anche disperate

  • Anno: 2017
  • Durata: 90'
  • Distribuzione: Medusa
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Carlo Vanzina
  • Data di uscita: 23-November-2017

Caccia al tesoro, ultimo film di Enrico e Carlo Vanzina, che ne firmano soggetto e sceneggiatura e diretto dallo stesso Carlo, che attraverso una trama ricca e articolata, fatta di imprevisti rocamboleschi, ci ricordano, alla maniera dei padri (e del loro padre) che la vita è una grande Commedia.

Domenico (Vincenzo Salemme), attore di teatro, in ritardo di tre anni col pagamento dell’affitto teatro, sta tentando di portare in scena senza successo, L’Avaro di Molière in napoletano; deve aiutare la cognata Rosetta (Serena Rossi), vedova di suo fratello, e il figlio di lei, il suo adorato nipotino Antonio di dieci anni, molto malato, a sottoporsi a un’importante operazione in America.

L’incidente scatenante dell’operazione del piccolo Antonio mette in moto una trama decisamente ben scritta, intrisa di situazioni, luoghi, personaggi e numerosi mascheramenti, a ricordarci costantemente che la vita è una Commedia di cui siamo tutti attori, a volte protagonisti, a volte secondari e  a volte comparse; senza che però si perda di vista l’obiettivo del protagonista Domenico.

Domenico e Rosetta vanno a chiedere la grazia a San Gennaro, e, mentre sono in chiesa una voce (di dentro o di fuorichissà), che sembra essere proprio quella del santo, li esorta a rubare un gioiello della sua mitra, che fa parte del famoso tesoro custodito nella cripta; accanto a loro, a chiedere anche lui la grazia per pagare i costosissimi alimenti alla moglie, c’è Ferdinando (Carlo Buccirosso), che ha capito le intenzioni di Domenico e Rosetta e li minaccia: o il colpo lo fanno insieme oppure andrà a denunciarli alla polizia.

Domenico, Rosetta e Ferdinando trovano il modo di recuperare i soldi, facendo affidamento sulla ben nota scaramanzia napoletana, e mettono in piedi un piano che li faccia agire indisturbati.

Come da copione, le cose non vanno proprio come previste e l’operazione San Gennaro, rivisitata in chiave omerica con tanto di cavallo di Troia, lascia Napoli per spostarsi a nord, ma prima si arricchisce di altri due membri: Cesare (Max Tortora), un ladruncolo romano in trasferta, alla ricerca del colpo grosso che gli sistemi la vita, e la sua ragazza Claudia (Christiane Filangieri) che ha una laurea ma non ha potuto metterla a frutto perché fingersi ucraina per fare la spogliarellista la faceva guadagnare di più.

Tra un mascheramento e l’altro, con uno sguardo al passato (l’omaggio alla famiglia Scarpetta) e uno al presente (il tradimento di Higuain che dal Napoli è passato alla Juve),  una serie di equivoci tipici della commedia, e un moderno escamotage, impensabile per i padri della Commedia, i nostri si ritrovano in Costa Azzurra, dove la trama si intreccia con la presenza di un temutissimo boss campano (Francesco Di Leva), che potrebbe essere un riferimento più che mai attuale alla serie tv Gomorra, ma con qualche sorpresa.

Caccia al Tesoro è una commedia sulla Commedia della vita, sui mille travestimenti che mettiamo in atto quotidianamente per cercare di tirarci fuori da situazioni difficili, a volte anche disperate; i dialoghi sono impreziositi da citazioni che guardano sicuramente al passato (come la vendita del Vesuvio agli stranieri, di cui racconta Ferdinando e che rimanda subito a Totò che vende la fontana di Trevi agli americani) ma raccontano il tempo presente. E oggi come ieri (e come sarà domani) è l’arte sacra del raccontare, che quando è ben fatta, riesce a darci sollievo dalle miserie quotidiane, e anche perché a volte le cose finte possono diventare vere.

GUARDA IL TRAILER >>



Condividi