Stasera in tv su Italia 1 alle 23,20 Dark Shadows di Tim Burton, con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Eva Green e Michelle Pfeiffer

Dark Shadows è un film insolito e originale, capace di far rivivere generi differenti come l’horror, la commedia e la soap opera, rispettando la purezza di ognuno. È l'ibridazione di queste varie anime a renderlo sempre interessante

  • Anno: 2012
  • Durata: 113'
  • Distribuzione: Warner Bros.
  • Genere: Commedia, Horror
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Tim Burton

Stasera in tv su Italia 1 alle 23,20 Dark Shadows, un film del 2012 diretto da Tim Burton e con protagonisti Johnny Depp, Eva Green, Michelle Pfeiffer, Jonny Lee Miller ed Helena Bonham Carter. La sceneggiatura del film, scritta da Seth Grahame-Smith, si basa sull’omonima soap opera degli anni sessanta creata da Dan Curtis.

Sinossi
Sul finire del Settecento, il ricco e prepotente Barnabas (Johnny Depp), playboy incallito e figlio di una coppia di immigrati inglesi che hanno fatto fortuna in America, viene trasformato in vampiro e seppellito vivo dalla bella Angelique (Eva Green), una strega che lo punisce per averle spezzato il cuore. Due secoli dopo, nel 1972, uscito dalla bara aperta da degli scavi, si mette sulle tracce dei suoi discendenti, ritrovandosi alle prese con una serie di inquietanti personaggi e con oscuri segreti che hanno spinto la matriarca Elizabeth (Michelle Pfeiffer) a chiedere l’aiuto della psichiatra Julia Hoffman (Helena Bonham Carter).

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C’erano una volta I Collins, una famiglia facoltosa che dalla grigia Liverpool decise di trasferirsi in America per intraprendere una nuova attività nel campo ittico. Ben presto accumularono tanta fortuna da diventare i padroni della città. Tutto sembrava andare per il meglio fino a quando Barnabas (Johnny Depp), il primogenito della famiglia, cadde nel tranello della strega Angelique Bouchard (Eva Green), la quale, afflitta dall’amore non ricambiato dal ricco playboy, ricorse alle sue arti oscure per uccidere i suoi genitori, la ragazza di cui era innamorato (Bella Heathcote) e, infine, trasformare il suo oggetto d’amore in vampiro e seppellirlo vivo. Dopo circa duecento anni, la tomba del primogenito viene ritrovata e, una volta aperta, il vampiro si ritrova catapultato negli anni ’70. Tutto è cambiato, anche l’antica dimora dei Collins, ormai in rovina, abitata dagli ultimi superstiti della famiglia: Elizabeth (Michelle Pfeiffer), suo fratello, Roger Collins (Johnny Lee Miller), la ribelle figlia adolescente di Elizabeth, Carolyn Stoddard (Chloe Greace Moretz)  e il disturbato figlio di Roger, David Collins (Gulliver McGrath), seguito dalla sua psicoanalista personale, interpretata da Helena Bonham Carter. Barnabas riprende le redini dei Collins e tenta di recuperare la fortuna di famiglia. Ovviamente a ostacolarlo ci sarà Angelique, la quale, strega immortale, ha acquisito successo, togliendo pian piano denaro e felicità ai Collins.

Dopo un incipit che, onestamente, non fa sperare per il meglio, perché contiene troppo di quel nuovo manierismo burtoniano tutto sontuosità e poco contenuto, ecco che Dark Shadows si trasforma in qualcosa d’insolito e originale, capace di far rivivere generi differenti come l’horror, la commedia e la soap opera, rispettando la purezza di ognuno. Il nuovo Barnabas, un vampiro di fine ‘700, si ritrova a vivere gli anni ’70, rappresentati scrupolosamente in ogni dettaglio, dalla musica, l’avanzare del rock, dal movimento hippie, gli arredamenti colorati, la Chevrolet e via dicendo. Questo accostamento tra atmosfera gotica e ultrapop crea dinamismo e ironia in un film che si preannunciava come la solita favola burtoniana. Vi è tanto invece dell’umorismo demenziale ma intelligente appartenente al vecchio stile Burton, abilmente supportato da un grande cast, in particolare dall’interpretazione di Depp, l’attore feticcio, perfettamente calato nel ruolo del suo vampiro preferito. Sì, perché, per chi non lo sapesse, Dark Shadows è innanzitutto il nome di una soap opera statunitense degli anni ’60, che divenne un vero e proprio cult e, naturalmente, Depp e Burton ne erano fan appassionati. Proprio da Depp, infatti, è nata l’idea di farci un film, e risulta persino banale spiegare perché si sia rivolto a Burton.

Ad ogni modo, è l’ibridazione delle varie anime presenti che rende il film interessante. La trama, senza il supporto dell’universo Burton/Depp, senza lo spirito dei seventies, il contrasto musicale di Danny Elfman e la matrice soapoperistica, non avrebbe convinto alcuno. Questa volta, quindi, la confezione sontuosa mostra qualcosa in più e, seppure qualcuno potrà non apprezzare, ne sarà comunque divertito.

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