L’ora più buia: biopic anomalo su Winston Churchill con Gary Oldman in una superlativa interpretazione

Una superlativa prova attoriale di Gary Oldman nell'interpretazione di Winston Churchill nel film di Joe Wright, biopic anomalo sullo statista inglese

  • Anno: 2017
  • Durata: 125'
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Regno Unito
  • Regia: Joe Wright
  • Data di uscita: 18-January-2018

Al suo settimo lungometraggio, in L’ora più buia il regista inglese Joe Wright continua nella rappresentazione storiografica-letteraria del suo paese natale – dopo Orgoglio e Pregiudizio ed Espiazione – raccontando un evento cruciale per il suo paese e per la Storia del Novecento.

L’ora più buia mette in scena i primi trenta giorni – in quel fatidico maggio 1940 – in cui è nominato Premier Winston Churchill. Wright si concentra in media res, in un momento cruciale della vita politica e personale di Churchill, con il nemico tedesco alle porte e lo scacco di Dunkerque delle truppe anglo-francesi in rotta dopo che l’esercito tedesco praticamente in pochi mesi conquista quasi tutta l’Europa. Il premier inglese deve fare i conti con i conflitti interni del suo partito che gli vede contrari l’ex primo ministro Chamberlain e il Visconte di Halifax, propensi a scendere a patti con Hitler e contrari a un conflitto con la Germania che avrebbe portato a una sicura disfatta il paese con l’intero esercito britannico bloccato nel cul de sac della spiaggia di Dunkerque.

Il giovane regista si focalizza però sull’individuo Winston, con le sue apprensioni, i dubbi, le idiosincrasie, il rapporto paritetico con la moglie Clementine “Clemmie” Hozier (Kristin Scott Thomas), che gli è consigliera anche in campo politico. La sceneggiatura di Anthony McCarten è puntuale nella ricostruzione storica di quei giorni e fa sfoggio di almeno due discorsi famosi, quello alla radio, per tranquillizzare gli inglesi sul pessimo andamento della guerra, e il più famoso declamato in parlamento quando promise “lacrime, sudore e sangue” per raggiungere la vittoria contro Hitler. Da quel momento in poi il Regno Unito non si sarebbe arreso, emargina le posizioni di Chamberlain e Halifax e ottiene l’appoggio incondizionato di Re Giorgio VI che in un primo momento non lo voleva, ma poi si ricredette sulle capacità dello statista di far fronte agli eventi drammatici. In L’ora più buia il salvataggio di gran parte dell’esercito inglese con l’evacuazione di Dunkerque viene mostrato per sineddoche, con il sacrificio della guarnigione di Calais e l’organizzazione della missione Dynamo, che vede la partecipazione di chiunque avesse una barca da diporto per raccogliere i soldati inglesi dalla spiaggia e riportarli in patria. I dialoghi sono fitti, i personaggi ben tratteggiati, i costumi e le scenografie sono stati realizzati con certosina professionalità e alcune sequenze sono state girate a Westminster (caso più unico che raro, approvate dal governo inglese).

Ma su tutto e tutti L’ora più buia si ricorda per la monumentale interpretazione di Gary Oldman che dà dello statista inglese: sotto un trucco particolare creato appositamente dall’artista giapponese Kazuhiro Tsuji (convinto dallo stesso attore a partecipare al film), Oldman non effettua solo un’operazione di mimetismo perfetto, ma riesce a compiere un lavoro incredibile sulla pronuncia e sulle pause oratorie e creare una sopraffina mobilità della bocca e dello sguardo, lasciati liberi dal make-up, fornendo una prova attoriale superlativa, vero valore aggiunto della pellicola.

Joe Wright poi riesce a rendere emotivamente coinvolgente i fatti narrati con un montaggio sincopato (di Valerio Bonelli) e l’utilizzo della musica composta dal suo consueto collaboratore Dario Marianelli (al loro quinto film insieme e vincitore del premio Oscar per la colonna sonora di Espiazione) che avvolge come una fitta coperta di note i movimenti del cast all’interno delle sequenze. Wright poi sceglie il punto di vista della segretaria di Churchill, giovane donna, per mostrare l’ammirazione del popolo per lo statista.

L’ora più buia risulta così essere un prodotto ottimamente confezionato, non un normale biopic, anche se a volte pecca di una certa agiografia e di una perfezione del profilmico che rasenta l’affettazione, ma che alla fine riesce a spettacolarizzare e rendere interessante un momento storico vissuto nelle stanze del potere in cui si decisero le sorti della Seconda Guerra Mondiale.

GUARDA IL TRAILER >>



Condividi