Al 35 Torino Film Festival è andato in scena Trabalho de Concetraçao, la raffazzonata performance di Asia Argento & Co.

Taxidrivers_Asia Argento_35 Torino Film Festival

L'attesa performance di Asia Argento aveva tutte le premesse per creare interesse o quanto meno scalpore positivo dopo il tornado mediatico delle molestie sessuali. Ma, purtroppo, si è rivelata un’esperienza un po’ raffazzonata

Sala 1 del Cinema Massimo trasformata in arteria pulsante, grazie a due enormi stativi con frost scarlatti e puntati sul piccolo palco a ridosso dello schermo, per accogliere Trabalho de Concentraçao (sez. AmeriKana) la tanto attesa performance di Asia Argento affiancata da Emma de Caunes e Joana Preiss assieme a cinque ragazze, tutte scalze, in gonna e maglietta bianca.

Dopo un training respiratorio, ha inizio la cerimonia purificatrice in cui la stessa Argento, da un leggio che diventa pulpito (accanto alla postazione di Bertrand Bonello, esecutore delle musiche elettroniche) inizia a urlare: «Lesbian Jesus! Lady Jesus!» mentre le ragazze alternano passi di danza a ululati, sospiri e versi alla Linda Blair. Un po’ Suspiria, un po’ Biennale Arte ma senza il tono surreale del primo e quello, a volte, dissacratorio della seconda.

Finito il sermone, che ha tutte le caratteristiche di una messa pagana, le ragazze invitano il pubblico a mettersi in fila per essere benedetto da Argento, de Caunes e Preiss, con tanto di croce cresimale sulla fronte e scambio di energia spirituale: rito al quale si sono sottoposti anche Emanuela Martini (direttrice del festival) e Anthony Bourdain (compagno di Asia).

«Ora siete purificati», chiosa Argento stremata da tanta concentrazione, «Benedico ogni donna, uomo, bambino». Così, tra l’incredulo e l’annoiato, il (poco) pubblico presente si è lasciato andare a un flebile applauso finale. L’intento aveva tutte le premesse per creare interesse o quanto meno scalpore positivo dopo il tornado mediatico delle molestie sessuali. Ma, purtroppo, si è rivelata un’esperienza un po’ raffazzonata, come se avessero inserito all’ultimo momento il progetto all’interno del programma. Complice di ciò, anche un contesto penalizzante come la scelta della sala utilizzata, in cui la visione di alcuni spettatori ne ha risentito parecchio.



Condividi