Stasera in tv su Rai Movie alle 22,55 La buca di Daniele Ciprì, con Sergio Castellitto, Rocco Papaleo e Valeria Bruni Tedeschi

La forza di Ciprì è la capacità di creare dal vero contesti e scenografie quasi irreali che la sapiente fotografia da egli stesso curata riescono a rendere davvero notevoli. Tutto è opera del regista: il soggetto, la splendida fotografia, l'ottima conduzione degli attori, con un Castellitto mattatore

  • Anno: 2014
  • Durata: 90'
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Daniele Ciprì

Stasera in tv su Rai Movie alle 22,55 La buca, un film di Daniele Ciprì del 2014, con Sergio Castellitto, Rocco Papaleo, Valeria Bruni Tedeschi, Jacopo Cullin e Ivan Franek.

Sinossi
Morso da un cane arruffato, Oscar (Sergio Castellitto), avvocato burbero costantemente alla ricerca di spunti truffaldini, vorrebbe trarre profitto dalla situazione e tentare di far causa ad Armando (Rocco Papaleo), il malcapitato proprietario dell’animale. Quando però scopre che Armando è in realtà un disgraziato appena uscito da trent’anni di ingiusta galera, Oscar cambia proposito ed alza la posta in gioco, decidendo di fare causa allo Stato. Alla ricerca di prove ed indizi, Oscar e Armando danno vita ad un’improbabile amicizia, in cui si inserisce anche Carmen (Valeria Bruni Tedeschi), una barista dall’animo sensibile.

Un vero e proprio cratere, più che una buca: quello che si apre poco prima dei titoli d’apertura, colorati e d’animazione, nell’avvio onirico e sarcastico, piuttosto riuscito, dell’ultima fatica di Daniele Ciprì. Ed un cratere perché è in grado di inghiottire praticamente chiunque nella diffusione di un malcostume e di quella attitudine ad approfittarsi delle disgrazie altrui divenendo, ognuno a suo modo e col proprio stile, un professionista della truffa e del malaffare. Tutto attorno la cornice di un paese che possiede i tratti contemporanei (palazzoni a schiera alti e dai colori sgargianti, piazzali incolti pieni di rifiuti tutt’altro che biodegradabili) così come quelli del medesimo posto cinquat’anni prima (autobus ed autovetture da metropoli cubana).

La forza di Ciprì è la capacità di creare dal vero contesti e scenografie quasi irreali che la sapiente fotografia da egli stesso curata riescono a rendere davvero notevoli. Tutto è opera del regista: il soggetto, la splendida fotografia, l’ottima conduzione degli attori, peraltro di per sè già di livello, con un Castellitto mattatore; l’insieme è sostenuto e avvolto dalla colonna sonora di Donaggio e Gabaglio e interventi di piano di Stefano Bollani, che è un valore aggiunto al film, con brani classici inframmezzati a musiche originali degli autori, spesso roboanti, ma paradossalmente adatte alla complessa visione dei fatti, da onirica a surreale a grottesca a drammatica. Ciprì ha la sua cifra e qui l’ha espressa nel più esteso e complicato dei modi, in un film cesellato da apprezzare anche nei dettagli.

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