Spider-man: Homecoming, un Uomo Ragno impacciato e inadeguato per un amabile film che è anche un piccolo racconto di formazione

Tra una battuta e l’altra (il film ne è pieno), lo spettatore, a tempo debito, può assistere alle sgangherate, ma assai avvincenti, gesta del suo super eroe preferito. Spider-man: Homecoming è un grande spettacolo che vi intratterrà per oltre due ore, senza mai annoiarvi

  • Anno: 2017
  • Durata: 133'
  • Distribuzione: Sony Pictures
  • Genere: Fantastico, Azione, Avventura
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Jon Watts

Dopo la fortunata trilogia di Sam Raimi e il ‘dittico’ di Marc Webb (di cui si era atteso invano il terzo capitolo), dopo Toby Maguire e Andrew Garfield (il prete indomito del recente Silence di Martin Scorsese), Spider-man riparte da zero, con Jon Watts alla regia e lo scoppiettante Tom Holland a dare nuova linfa al ragazzo prodigio, in possesso di alcuni incredibili poteri, che tenta, nonostante l’inesperienza e la giovane età (non ha ancora compiuto 15 anni), di fornire il proprio contributo per arginare il crimine nella città di New York. I tanti sceneggiatori impiegati (Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers) per imbastire una nuova, originale storia, in modo da rigenerare un personaggio già parecchio sovraesposto, hanno dato corpo a tanto valido materiale, creando una sarabanda di situazioni in cui confluiscono molti stilemi tipici del cinema americano. Il Peter Parker di Holland, tanto per dirne una, contiene molti caratteri del Marty McFly (Michael J. Fox) di Ritorno al futuro, in particolare una consistente mal destrezza che lo rende del tutto inadeguato a ricoprire il difficile ruolo di super eroe. In questo senso, Spider-man: Homecoming può essere considerato, anche e soprattutto, un divertente racconto di formazione, in cui seguiamo un giovanissimo, controllato a distanza dallo sguardo paterno di Tony Stark (il sempre magnetico e convincente Robert Downey Jr.), alle prese con un duro percorso da compiere per riuscire a comprendere fino in fondo il senso della delicata missione cui è destinato.

A completare il sontuoso cast concorrono Michael Keaton, assolutamente calzante nel ruolo di cattivo (ma non troppo), e Marisa Tomei, una zia giovane che può ben comprendere le difficoltà del nipote, sempre in affanno rispetto a una vita che lo richiama a far fronte a situazioni spesso inaspettate. Così, tra una battuta e l’altra (il film ne è pieno), lo spettatore, a tempo debito, può assistere alle sgangherate, ma assai spettacolari, gesta del suo super eroe preferito. Come per le precedenti versioni, prosegue la tendenza a smitizzare l’aura tipica dell’eroe, di colui che, in quanto paladino della comunità, dovrebbe, in conformità con l’immaginario comune, possedere un’integrità morale inattaccabile. Ma Peter è solo un ragazzo, deve farsi le ossa, ed è proprio questa riduzione (se non proprio l’annullamento) della distanza tra noi e lui ad agevolare una salutare empatia: in questa prospettiva, essere salvati risulta ‘più accettabile’, nel senso che non si avverte un senso di inferiorità, da figli nei confronti di un padre onnipotente e premuroso. Spider-man, per fortuna, è uno di noi, e allora ben venga il suo provvidenziale intervento.

Tra le tante trovate va certamente segnalata quella del nuovo costume che Stark fornisce a Peter, dotato delle più sofisticate tecnologie (troppe a dire il vero, quasi impossibili da gestire), oltre ad un’assistente vocale (donna) che, dialogando con il ragazzo, cercando di educarlo all’utilizzo del complicato marchingegno. E poi, dicevamo, l’inevitabile scontro, che, stavolta, vede contrapposto il nostro eroe a un ex rappresentante della working class, il quale, in reazione ad un abuso di potere perpetrato dal governo americano, decide di trattenere una parte dei resti di alcune navi spaziali aliene (non sappiamo come, precipitate sulla Terra), da cui, con l’aiuto dei suoi vecchi operai, riesce ad estrarre una fonte di energia potentissima, con cui costruisce incredibili armi ad alta tecnologia, in grado di modulare la consistenza della materia, oltre che distruggere qualunque cosa costituisca un ostacolo. Il confronto adulto-giovane, ma soprattutto l’estrazione sociale di Adrian Toomes /L’avvoltoio (Keaton), pone non poche questioni sulla effettiva condannabilità, sul piano morale, del cattivo di questo film, il quale contesta, in maniera ragionevole, il cinismo e la spietatezza del mondo in cui vive. Tra l’altro, Toomes quando avrebbe l’opportunità di eliminare il suo acerrimo nemico non ne approfitta, auto infliggendosi, quasi, la sconfitta. In questo senso chi ha scritto il film, pur ponendo una prospettiva interessante, subito si è ritratto, per concedere un epilogo consono alla narrazione.

Spider-man: Homecoming è un grande spettacolo che vi intratterrà per oltre due ore, senza mai annoiarvi. Acquistate – ve lo consigliamo caldamente – la bella edizione in blu ray distribuita da Sony Pictures e sprofondate nella fantasia più sfrenata che, per il tempo di un film, diviene magicamente realtà.

Pubblicato e distribuito da Sony Pictures, Spider-man: Homecoming è disponibile in blu ray, in formato 2.39:1, con audio in varie lingue (DTS-HD 5.1-Master Audio), con sottotitoli opzionabili. Più di 60 minuti di contenuti speciali: 10 scene eliminate e integrali; i blooper del cast; guida all’uomo ragno: un insieme di nozioni clou; i postumi: gli autori colmano il vuoto dopo la battaglia di New York; una tela intricata: l’integrazione di Spider-man all’interno dell’universo cinematografico Marvel

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Utlima modifica: 24 Novembre, 2017



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