Stasera in tv su Rai 5 alle 21,15 L’intervallo di Leonardo Di Costanzo (David di Donatello al Miglior regista esordiente nel 2013)

L’intervallo, presentato nella sezione Orizzonti della 69a Mostra del Cinema di Venezia, è la prima opera di finzione del documentarista Leonardo Di Costanzo, Uno splendido esordio premiato nel 2013 con il David di Donatello per il miglior regista esordiente

  • Anno: 2012
  • Durata: 90'
  • Distribuzione: Cinecittà Luce
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia, Svizzera, Germania
  • Regia: Leonardo Costanzo
  • Data di uscita: 05-September-2012

Stasera in tv su Rai 5 alle 21,15 L’intervallo, un film italiano del 2012 diretto da Leonardo Di Costanzo (che abbiamo recentemente intervistato), presentato alla 69ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti. Con Francesca Riso, Alessio Gallo, Carmine Paternoster, Salvatore Ruocco, Antonio Buil, Jean Yves Morard.

Sinossi
Per colpa di uno sgarro al boss camorrista del suo quartiere, la sedicenne Veronica viene presa in ostaggio e trattenuta all’interno di un palazzo abbandonato all’estrema periferia di Napoli, in attesa di essere punita. A sorvegliarla, seppur controvoglia, c’è Salvatore, un coetaneo timido e goffo con cui nelle ore di attesa Veronica instaura un rapporto di complicità e affetto, grazie al grado di fiducia raggiunto tramite lunghe chiacchierate in cui entrambi confidano i loro sogni e le loro paure.

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L’intervallo, presentato nella sezione Orizzonti della 69a Mostra del Cinema di Venezia, è la prima opera di finzione del documentarista Leonardo Di Costanzo. Il film si svolge a Napoli e narra le vicende di due adolescenti, Salvatore (Alessio Gallo) e Veronica (Francesca Riso). Per selezionare i due protagonisti, il regista ha visionato duecento giovani dei quartieri spagnoli, ridotti poi a dieci, con i quali ha aperto un laboratorio d’improvvisazione durato tre mesi al Teatro Mercadante di Napoli. Fatta la scelta degli interpreti, il testo è stato adattato alla loro spontaneità e sensibilità, qualità che escono marcatamente dal film.

L’intervallo è inteso come una pausa da un destino ineluttabile, una fuga da una terra di confine, da un quotidiano che non da scampo, che opprime i due ragazzi, sospesi fra un’atroce realtà e un futuro im-possibile. Il sequestro di Veronica, da parte del boss del quartiere, diventa così il pretesto per isolare i mondi dei due adolescenti cresciuti troppo in fretta, con un modo tutto loro di affrontare la realtà. Veronica si dimostra spavalda, ma s’impaurisce quando Salvatore gli racconta della ragazza uccisa dalla camorra. Dal canto suo il ragazzo sembra soccombere alle imposizioni degli adulti, consapevole di un destino già scritto.

Il regista ci fa scoprire con lo scorrere della pellicola le motivazioni della segregazione di Veronica: una relazione con un ragazzo del clan rivale. Lo spazio abbandonato dell’ospedale psichiatrico diventa quindi il set di un incontro di due anime che vorrebbero prendere il volo, ma che si trovano a far parte, loro malgrado, di un meccanismo che li stritola. Di Costanzo svela il mondo interiore dei due ragazzi, mostrandoci due lati della stessa medaglia. Ci fa assaporare lentamente il passaggio dalla diffidenza alla complicità, che si manifesta visivamente nella scena della barca. La parodia dell’Isola dei Famosi da parte di Veronica strappa un sorriso e mostra tutta la “spensieratezza” dei suoi anni.

Molto bella la conclusione, il dialogo di lei con il Boss è di un realismo assoluto, segno di una sceneggiatura “indossata” dagli attori. Per la stesura il regista si è avvalso, infatti, di Maurizio Braucci, scrittore e autore della sceneggiatura di Gomorra e Reality di Matteo Garrone. Veronica, tesa verso un possibile “altro mondo”, viene quindi subito ricondotta dentro un “sistema” dove non si accettano ribellioni. Il regista ischitano con questo splendido esordio si candida (a merito) a un riconoscimento nella sezione Orizzonti o al Premio Opera Prima.

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