Capitan Mutanda, ovvero il divertimento come forma sovversiva per eludere la malinconia e la tristezza

Il diffuso senso dell’umorismo, i giochi verbali e il nonsense di alcune scene e dialoghi rendono Capitan Mutanda un film capace di stimolare rilevanti riflessioni, sebbene all’insegna di una gradevole leggerezza. Il divertimento diviene forma sovversiva per eludere la malinconia e la tristezza

  • Anno: 2017
  • Durata: 89'
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Genere: Animazione
  • Nazionalita: USA
  • Regia: David Soren
  • Data di uscita: 01-November-2017

La storia è un copione che segue il filone comico: due ragazzini, nonché amici per la pelle, George e Harold, amano la vita. Per loro il sorriso è alla base di tutto, tanto che il comune e spiccato senso dell’umorismo lo riversano nei fumetti. Nella fattispecie, insieme realizzano fumetti comici, in cui il protagonista è Capitan Mutanda. I loro scherzi però non godono della stima di tutti. Il preside della loro scuola, il sig. Knupp, in realtà li detesta, sopportando solo il loro compagno di classe, Malvin, un ragazzo privo di volontà e di forza d’animo. A causa della minaccia di essere divisi e destinati in classi separate, George e Harold hanno il classico lampo di genio: ipnotizzare il preside e convincerlo ad essere nientepopodimeno che Capitan Mutanda, il supereroe dei loro racconti comici. Un’esilarante risvolto dalle tinte quasi surreali, minato solo dall’arrivo di un nuovo insegnante: il professor P., deciso a eliminare il divertimento dalla faccia della terra.

Un film di animazione all’apparenza impertinente e sfacciato, che nasconde e svela in un turbine di goliardia una morale ben più profonda: la risata come forma di resistenza al grigiore della vita. La pellicola diretta da David Soren è la trasposizione per il grande schermo dell’’omonima serie di libri per l’infanzia creata da Dav Pikey. Già regista di Turbo, David Sore, con la supervisione della DreamWorks, riesce nell’impresa di confezionare un prodotto che per linguaggio, costumi e ambientazioni, accontenta tutti, facendo breccia nel cuore di una vasta fetta di pubblico. Il divertimento è inteso come forma “sovversiva” atta ad eludere la malinconia e la tristezza che generano solo odio e apatia. Opporsi all’inquietudine con le armi della risata significa condurre lo spettatore verso concetti comuni ad ogni epoca umana, ma spesso sotterrati in nome dell’egoismo e della prevaricazione sociale.

Capitan Mutanda, dunque, è all’apparenza un film dai caratteri infantili. In realtà, per i temi affrontati, riesce ad accontentare tutti: sia i più piccoli, perché attratti da un buffo supereroe che “combatte le ingiustizie”, sia un pubblico adulto, alla ricerca del vero senso della vita, attraverso un umorismo scanzonato. La scelta delle mutande sempre presenti, il senso dell’umorismo che ne consegue, i giochi verbali e il nonsense di alcune scene e dialoghi, rendono Capitan Mutanda un film capace di stimolare rilevanti riflessioni, sebbene all’insegna di una gradevole leggerezza.

GUARDA IL TRAILER >>



Condividi