Festa del Cinema di Roma: presentato da Bernardo Bertolucci e diretto da Italo Spinelli, Da’ Wah è il racconto di un altro Islam

Da’Wah, il documentario diretto da Italo Spinelli (e presentato da Bernardo Bertolucci alla Festa del Cinema di Roma), ci invita a rivolgerci all’Islam da un altro punto di vista e a scoprire che le differenze, quando esistono, sono nulla rispetto ai punti di contatto

  • Anno: 2017
  • Durata: 62'
  • Distribuzione: Merlino
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Italo Spinell

Come ogni Festival che si rispetti anche quello romano, accanto all’offerta dei film delle sezione principale, mette in conto una serie di eventi collaterali che fanno da vetrina a quei lungometraggi dall’appeal commerciale meno conclamato. Il caso di Da’Wah diretto da Italo Spinelli rientra solo in parte in questa categoria perché raramente capita che a caldeggiare la visione di un’opera inserita all’interno di un cartellone festivaliero sia un maestro del calibro di Bernardo Bertolucci, arrivato all’Auditorium Parco della Musica per condividere con il publico i motivi che hanno determinato questa scelta. L’unicità del suo intervento però va di pari passo con l’eccezionalità del materiale raccolto da Spinelli, il quale, occasione più unica che rara, ha avuto il permesso di entrare con la cinepresa all’interno di un pondock pesantren, il collegio islamico di Dalwa, situato nella provincia orientale di Giava in Indonesia dove 2700 ragazzi dai sei ai diciott’anni si dedicano allo studio del Corano, oltre che delle materie classiche dell’educazione scolastica.

Spinelli alterna le immagini filmate all’interno dell’istituto con le interviste fatte a quattro frequentatori di diversa età che, insieme, offrono uno spaccato delle attività e dei sentimenti con cui gli studenti portano avanti una giornata tipo del loro corso di studi. Nel farlo il regista non va alla ricerca di artifizi scenici e nemmeno di composizioni che aspirino a qualche forma di artisticità. In questo senso Da’Wah rispetto allo sperimentalismo in voga nel settore in questione lo si potrebbe considerare quasi un documentario vecchio stile per il pragmatismo con cui Spinelli persegue il risultato finale, che è quello di mostrarci l’altra faccia della religione musulmana e dei suoi giovani praticanti, quella meno funzionale a coloro che, per motivi di cassetta o interessi personali, traggono vantaggio alimentando il cosiddetto scontro di civiltà. Da’Wah, al contrario, con il suo invito alla tolleranza e al rispetto dell’altro ci sprona a rivolgerci all’Islam da un altro punto di vista e a scoprire che le differenze, quando esistono, sono nulla rispetto ai punti di contatto. Per questo motivo auguriamo al film una diffusione almeno pari all’importanza del messaggio che veicola.

GUARDA IL TRAILER >>

Utlima modifica: 6 Novembre, 2017



Condividi