L’altra metà della storia di Ritesh Batra, una struggente storia di amore e rimpianto per una gioventù dimenticata

L’altra metà della storia, tratto dal romanzo di Julian Barnes, Il senso di una fine, vincitore del Man Booker Prize nel 2011, è un film magistralmente interpretato da bravissimi attori, che riesce a far commuovere lo spettatore

  • Anno: 2017
  • Durata: 108'
  • Distribuzione: Bim Distribuzione
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Gran Bretagna
  • Regia: Ritesh Batra
  • Data di uscita: 12-October-2017

Chi non ha mai dimenticato il primo amore? E soprattutto la propria adolescenza? È quello che accade al protagonista di L’altra metà della storia, diretto dal regista indiano Ritesh Batra. Il protagonista è Tony Webster (Jim Broadbent), un divorziato e pensionato, il quale conduce una tranquilla e sedentaria esistenza. Un giorno riceve inaspettatamente una misteriosa lettera, in cui scopre di aver ereditato da Sarah Ford (Emily Mortimer), la madre della sua fidanzata dell’epoca, il diario del suo migliore amico morto suicida. Il diario però è nelle mani di Veronica (Charlotte Rampling), la figlia di Sarah, la quale non è disposta a darglielo.

L’altra metà della storia è tratto dal romanzo di Julian Barnes, Il senso di una fine, vincitore del Man Booker Prize nel 2011. Essendo il libro caratterizzato da una narrazione in forma di monologo interiore di Tony, il lavoro dello sceneggiatore Nick Payne è stato quello di sviluppare dei personaggi che nel testo erano minori, fino a trasformali in ruoli importanti, e a costruire la percezione che Tony ha degli altri, allo scopo di restituire pienamente il peso emotivo di ciascuna scena. Il film è una struggente storia di amore e rimpianto per una gioventù dimenticata. I temi più importanti sono i rapporti interpersonali e il tempo che passa. Per quasi cinquant’anni, Tony Webtser non ha fatto altro che pensare ai suoi bisogni, non soffermandosi a vedere quelli delle persone care. Attraverso dei flashback ripercorriamo i suoi anni giovanili, l’incontro con una giovanissima Veronica (Freya Mavor) e quello con sua madre Sarah, la sua grande amicizia con Adrian Finn (Joe Alwyn). Sarà proprio l’amicizia con quest’ultimo che determinerà la fine della sua storia con Veronica. Nel corso della vicenda, eventi del passato continuano a riemergere nella memoria di Tony, e alla fine diventano l’elemento che gli permette di collegarsi alla verità di quanto è realmente accaduto al suo amico Adrian, e a quello che è il centro del mistero del film. Jim Broadbent interpreta magnificamente i panni di un uomo che, solo in età matura, riesce a comprendere gli errori commessi in gioventù.

L’altra metà della storia riesce a cogliere l’obiettivo di far commuovere lo spettatore, attraverso l’inaspettata e scioccante scoperta fatta dal protagonista verso la fine del film. Un segreto custodito da Veronica per ben cinquant’anni. Pur essendo un personaggio positivo e rispettabile, Tony ha commesso un errore, che, in un modo o nell’altro, ha cambiato per sempre la vita delle persone che gli furono accanto all’epoca della sua giovinezza. Ma del resto chi non ha commesso errori nella propria vita? Un film magistralmente interpretato da bravissimi attori, capace di farci riflettere sui veri valori della vita e sull’importanza di rimettersi in gioco dopo aver compreso i nostri sbagli, ma soprattutto su quale strada percorrere per giungere a una serenità che ci faccia stare in pace con noi stessi.

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