Goodbye Mr. Zeus!

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Dopo Se devo essere sincera (2004), E se domani (2005) e Uno su due (2006), la piccola casa di produzione bolognese, ITC Movie, produce un altro film, una commedia sui generis, firmata dal regista e sceneggiatore Carlo Sarti.

Dopo aver ottenuto diversi riconoscimenti per i cortometraggi e i documentari realizzati, il regista spiega al suo pubblico l’idea alla base dell’ultimo film: “E’ una piccola narrazione in forma di commedia, ed è la rappresentazione del limite della condizione umana”.

E lo spunto dal quale parte Sarti per raccontare la sua idea di libertà è un pesce rosso.

“L’animale domestico più indifeso e più privo di comunicazione”, come dice Sarti stesso, è un pesce rosso che diventa l’alter ego di Alberto (Fabio Troiano), un impiegato di banca senza sogni, senza alcuna ambizione, in coppia con una donna algida, Adelaide (Chiara Muti), che ha bisogno di controllarlo, di farlo tornare alla realtà, quando si sente dire: “il mio pesce sa cantare…”.

Zeus, il pesce rosso, sembra davvero interagire con il protagonista, dimostrando quanto la loro vita sia simile, chiusa dentro un acquario.

Passa per pazzo, per ingenuo, eppure l’esistenza di Alberto cambia il giorno in cui, di fronte ad una cascata, sente di dover liberare il pesce e se stesso da una vita di privazioni, e così sembra dire…”Goodbye, Mr. Zeus”.

Scritta più di dodici anni fa, la sceneggiatura ha ricevuto il Premio Solinas ex-aequo con una menzione speciale della Giuria nel 1998. Il progetto, però, non ha visto alcuna sovvenzione per esaurimento delle risorse finanziarie.

Per quanto originale, l’idea di partenza non trova  uno sviluppo convincente nei novanta minuti di cui è composto il film; quell’idea sulla libertà e sulle innumerevoli fragilità del protagonista non è tradotta in un’adeguata forma di rappresentazione .

Zeus, il pesce rosso, sembra sostituirsi al personaggio di Alberto, parlando per lui, decidendo per lui, scegliendo per lui.

Inusuale nel panorama del cinema italiano, Goodbye, Mr. Zeus rappresenta comunque lo sforzo di affrontare in chiave leggera e fiabesca i temi della libertà e delle costrizioni, anche in modo surreale ed onirico.

Martina Bonichi

Utlima modifica: 26 Febbraio, 2015



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