Edgar Wright e Kevin Spacey a Roma per presentare Baby Driver

 

Il regista inglese Edgar Wright è da pochi giorni in Italia per promuovere il suo ultimo film: Baby Driver. L’Italia è l’ultima tappa del lungo tour promozionale che va avanti da ormai più di due mesi e che ha visto il regista de L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004) e di Hot Fuzz (2007) volare da un capo all’altro del globo (Brasile, Giappone, Francia, Corea del Sud etc.) fino ad atterrare, sabato scorso, nella Città Eterna.

Due sere fa si è tenuta un’anteprima di Baby Driver a cui è seguito un incontro con Edgar Wright. Poco dopo l’inizio dell’incontro si è aggiunto, a sorpresa, l’attore Kevin Spacey che nel film interpreta uno dei personaggi principali.

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Durante la serata sono emersi alcuni spunti interessanti, come ad esempio il fatto che le musiche presenti nel film siano canzoni che il regista ama profondamente e che hanno per lui un grande significato.

La persona responsabile dei diritti musicali ha lavorato per più di un anno e ha fatto un lavoro eccellente: mi hanno dato quello che volevo. Ci sono alcune canzoni che avrei voluto inserire, ma alla fine non è stato fatto perché mi è stato detto che portano sfortuna come ad esempio Hotel California che però ho voluto citare in con una battuta

Kevin Spacey ha sottolineato come sia stato conquistato dal ruolo propostogli dato che si tratta di un personaggio che muta nel corso del film e che dà modo allo spettatore di riflettere e di maturare il proprio giudizio.

Ai personaggi bianchi o neri preferisco quelli che si trovano in una zona d’ombra

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Quando ho avuto modo di chiedere al regista come il contributo di Roberto De Angelis (uno dei migliori operatori di macchina e steadicam operator al mondo) avesse contribuito a cambiare il suo stile narrativo rispetto ai precedenti film, il regista ha risposto dicendo che potendo contare sul talento di De Angelis ha voluto creare una narrazione che alternasse lunghi piani sequenza a momenti più serrati e concitati.

Il primo giorno di riprese, forse in maniera un po’ incosciente, abbiamo girato il lungo piano sequenza inziale e, a fine giornata, Roberto aveva percorso a piedi l’equivalente di 70 isolati

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Il regista ha detto come la partecipazione di un attore del calibro di Kevin Spacey lo abbia portato a modificare alcune battute del personaggio confidando nel grande talento dell’attore premio Oscar.

QUI trovate la nostra recensione al film del geniale regista inglese.

Utlima modifica: 1 Settembre, 2017



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