Aquarius di Kleber Mendonça Filho: la resistenza ‘analogica’ di una donna alla ‘digitalizzazione’ della vita

È una resistenza ‘analogica’ quella della protagonista di Aquarius, che si oppone al dilagare incontrollato di una ‘digitalizzazione’ della vita che, presuntuosamente, si ostina nel tentativo di svelare qualunque cosa, persuasa dall’equivoco che tutto possa essere tradotto in immagini, in rappresentazione

  • Anno: 2016
  • Durata: 140'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Brasile
  • Regia: Kleber Mendonça Filho

Opera seconda del regista brasiliano Kleber Mendonça Filho, che esordì all’inizio della sua carriera nelle vesti di critico cinematografico, Aquarius, oltre a sollevare un tema decisivo della contemporaneità – la colonizzazione massiccia che le multinazionali in Brasile hanno mosso senza scrupoli, appoggiate da un governo colluso – riesce a mettere a fuoco, come rare volte si è visto prima, lo spirito di una donna non più giovane, la quale, segnata da eventi drammatici che ne hanno formato il carattere, viene mostrata senza veli, e soprattutto senza retorica, innescando un notevole processo d’immedesimazione nello spettatore.

Clara (interpretata da una notevole Sonia Braga) è una donna che ha superato un cancro, la morte del marito e degli amici con cui aveva condiviso una parte considerevole della propria vita, e, per tale motivo, ha sviluppato una tempra difficile da scalfire, quantunque sia esposta ad eventi non facili da gestire: il palazzo in cui vive, l’Aquarius, è stato quasi completamente acquistato da un’impresa che vuole ristrutturarlo, stravolgendone completamente la funzione. Solo l’appartamento di Clara è rimasto invenduto, e la non docile donna non intende in alcun modo cedere alle pur allettanti proposte degli sfrontati acquirenti. Imbastirà una lotta senza esclusione di colpi, scendendo sullo stesso campo minato di battaglia in cui viene trascinata dalla scaltra azienda che vuole annettersi lo stabile.

Già il filone principale della narrazione del film (scritto dallo stesso Kleber Mendonça Filho) basterebbe, per l’abilità mostrata nella trattazione, a decretare la bontà di un film che, seppur con uno stile assai diverso e in un contesto dissimile da quello europeo, ricorda non poco le opere dei fratelli Dardenne, laddove i personaggi messi in scena dai due registi belgi paiono essere imparentati con la mai doma Clara, pronta al tutto per tutto pur di non farsi sussumere da una logica che pare insuperabile, divenuta parte integrante di un corpo sociale arresosi troppo presto a un’avanzata inarrestabile; ma la bellezza di Aquarius è ulteriormente alimentata dalla pregevole messa in scena della vita di una donna anziana, che, però, non ha smesso di desiderare, di avere voglia di vivere, non potendo rassegnarsi all’idea di lasciarsi spegnere lentamente. E colpisce ancor di più la grande sensibilità di Kleber Mendonça Filho, che ha saputo fornire una rappresentazione verosimile, finanche sfatando luoghi comuni e tabù relativi alla fase finale della vita di una donna.

Da segnalare, non per morbosità evidentemente, ma per la genuina sincerità, la sequenza in cui Clara, sebbene lacerata dal dubbio, chiama un gigolò indicatole da un’amica per vivere un momento di fugace ma intensa passione: è una donna che vorrebbe avere ancora, e giustamente, una vita sessuale appagante, sebbene non sia facile per lei, quantunque ancora di bell’aspetto, trovare un compagno. I turbamenti che la sfiorano vengono restituiti caparbiamente, ma, ed è questo l’aspetto più interessante del film, non minano la valutazione complessiva della persona, che viene presentata in ogni aspetto della sua personalità, e lo spettatore riesce a coglierne fino in fondo la dignità, che non viene mai meno e le conferisce un’aura che la preserva dalla decadenza del mondo circostante.

È una resistenza ‘analogica’ quella di Clara, che si oppone al dilagare incontrollato di una ‘digitalizzazione’ della vita che, presuntuosamente, si ostina nel tentativo di svelare qualunque cosa, persuasa dall’equivoco che tutto possa essere tradotto in immagini, in rappresentazione. Ma alcuni elementi, per nostra fortuna, resistono all’assalto della spettacolarizzazione, chiedono di rimanere fuori campo, di essere semmai segnalati, ma non mostrati, in quanto destinati ad essere vissuti sotto forma di esperienza non riferibile: il mistero e la meraviglia dell’esistenza costituiscono un nocciolo duro che non può essere scalfito. Bisognerebbe mettersi felicemente in contatto con esso, finalmente liberati dal dovere di essere soggetti, per abbracciare una forma comunitaria che, assai più originaria e ontologicamente pregnante, ci informa dal profondo.

Pubblicato da Teodora Film e distribuito da CG Entertainment, Aquarius è disponibile in dvd, in formato 2.35:1, con audio in italiano e originale (DD 2.0 e DD 5.1) e sottotitoli opzionabili. Nei contenuti speciali il trailer.

Trova Aquarius su CG Entertainment

GUARDA IL TRAILER >>



Condividi