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2018

Nerve, l’ultima frontiera del selfie va in scena in un avventuroso thriller di troppe pretese e molti rimpianti

La regia di Henry Joost e Ariel Schuman confeziona un B movie adolescenziale che fatica a diventare adulto

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L’adattamento cinematografico di Nerve si rivela poco originale e incapace di incidere sulle atmosfere di una pellicola che vorrebbe essere all’ultimo respiro ma s’inceppa spesso in ridondanze teen e dialoghi non all’altezza. La protagonista della storia è Venus “Vee” Delmonico, una giovanissima maturanda, apparentemente insicura e timida, con la passione per la fotografia. Ha un amico saggio, Tommy, il suo mentore smanettone, e una migliore amica, Sidney, che è esattamente il contrario di lei, spavalda e determinata fino al punto di iscriversi a un gioco virale di nome Nerve che clandestinamente viaggia sugli smartphone di mezza Staten Island, il borgo di New York dove i ragazzi vivono.

Una volta in Nerve puoi decidere se essere giocatore od osservatore. Chi compete deve, passo dopo passo, superare sfide sempre più complesse con premi in denaro correlati alla difficoltà della proposta. Gli osservatori giudicano e apprezzano mentre l’identità degli organizzatori è sconosciuta e le regole del gioco sconsigliano di rivolgersi alla polizia.

Al principio Vee non sembra esserne interessata ma quando Sidney la mette in imbarazzo davanti a tutti raccoglie la sfida e concorre. La sua prima prova, baciare uno sconosciuto per almeno 5 secondi all’interno di un fast food, la porta a scegliere Ian, un giovane intento nella lettura di Gita al faro di Virginia Woolf.

Un indizio alla David Linch? Un suggerimento sull’esito finale della trama? Forse, ad ogni modo è questo il punto di svolta principale di Nerve. Da qui in poi la storia prende la sua naturale velocità di crociera e imbarca rapidamente tutto quello che serve per arrivare al redde rationem. Gli autori non badano a spese e quasi tutti gli archetipi narrativi teorizzati da Vogler  fanno la loro comparsa nella notte illuminata dalla fotografia di Michael Simmonds, che carica le atmosfere di rimembranze dei luccicanti anni ’80, ben spalleggiata dalla scenografia di Kara Zeigon e i costumi di Melissa Vargas .

I due interpeti principali Emma Roberts, “Vee”, e Dave Franco, “Ian”, non fanno difetto a questa tendenza e le reminiscenze di Jeff Goldblum e Michelle Pfeiffer di Tutto in una notte di John Landis o dell’accoppiata Sophie Marceau e Pierre Cosso del secondo episodio de Il tempo delle mele fronteggiano costantemente gli scarni lineamenti caratteriali di entrambi.

Dopo The Circle un altro film sui pericoli della rete in versione “Grande Fratello”? Una “simpatica” avventura tra adolescenti alla ricerca di una loro dimensione nel mondo dei grandi? Una storia d’amore e d’amicizia e di autoaffermazione del proprio io? Probabilmente Nerve  è un po’ di tutto questo ed è il limite principale di una pellicola di cui il giorno dopo non resta altro che uno sbiadito ricordo e forse qualche like.

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  • Anno: 2016
  • Durata: 96'
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Henry Joost, Ariel Shulman
  • Data di uscita: 15-June-2017