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VISTI AI FESTIVAL

Le concert (Festival di Roma 2009 Selezione Ufficiale)

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Tante emozioni e risate con l’ultimo film di Radu Mihaileanu, “Le concert”, una pellicola in cui questioni assai complesse, come la situazione della Russia post-sovietica, vengono affrontate attraverso il filtro di una comicità tutta slava. E poi tanta ottima musica, come il concerto per violino di Tchaikovsky. Cosa rimane del sogno comunista? Davvero poco, se non molta ironia.

Il non giovanissimo Andrei Filipov (Alexei Guskov), un tempo direttore della prestigiosa orchestra del Bolshoi, durante gli anni del regime viene epurato, in quanto nell’organico dei suoi strumentisti, erano presenti due elementi ebrei. Uno dei tanti burocrati del KGB compie un’irruzione durante un concerto, e lo dichiara, umiliandolo in pubblico, nemico del popolo. Da quel momento inizia la sua decadenza, tanto che all’inizio del film lo vedremo nei panni di un addetto alle pulizie. Per caso però Filipov viene a conoscenza del fatto che un’importante società di Parigi vuole il Bolshoi per un concerto. Preso da un istinto incontenibile radunerà tutti i vecchi orchestrali di un tempo per accaparrarsi il prestigioso evento e riscattare una vita piena di umiliazioni.

Mihaileanu mette insieme una serie di minoranze (zigani, ebrei, slavi post-sovietici) che integra con l’opulente occidente per il tempo d’un concerto. L’armonia assoluta di cui spesso parla Filipov è qualcosa che può esser raggiunta solo in un sublime passaggio musicale. Difficile non ricordare “Prova d’orchestra” di Federico Fellini con le splendide musiche di Nino rota.
Le meravigliose note del concerto commuovono e aprono la strada ad un nuovo orizzonte post-socialista e post-liberale in cui già s’intravede la sagoma della città eterna terrena.

Luca Biscontini

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