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Per il 40° anniversario della scomparsa di Roberto Rossellini verrà presentato il suo ultimo film, Beaubourg

“Non si può vivere senza Rossellini”. Questo pensiero guidava Bernardo Bertolucci per il suo secondo film, Prima della rivoluzione. Il 1977 è l’anno della morte del regista di Roma città aperta, e il film Beaubourg si trasforma nel testamento autoriale di Rossellini, il suo ultimo documento filmato

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Il Cinema Ritrovato
XXXI edizione
Bologna, 24 giugno – 2 luglio

Sabato 24 giugno
Cineteca di Bologna (Piazzetta Pasolini, 2/b)

EVENTO DI APERTURA DEL FESTIVAL
IL CINEMA RITROVATO 2017

ROSSELLINI 77

nel 40° anniversario della scomparsa di

Roberto Rossellini

Ø Beaubourg

L’ultimo film di Roberto Rossellini, realizzato durante la costruzione del Centre Pompidou

Introducono
Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna
Roberto Cicutto, presidente dell’Istituto Luce – Cinecittà
Jacques Grandclaude, produttore del film
Renzo Rossellini

Ø Non si può vivere senza Rossellini

Intervengono
Marco Bellocchio
Leonardo Di Costanzo
Roberto De Paolis
Annarita Zambrano
Jonas Carpignano

Ø Rossellini filmant Beaubourg

 

“Non si può vivere senza Rossellini”. Questo pensiero guidava Bernardo Bertolucci per il suo secondo film, Prima della rivoluzione, dove si ascolta questa dichiarazione d’amore verso il padre del Neorealismo. Ma qual è la presenza di Roberto Rossellini nel cinema d’oggi?

È la domanda a cui risponderà il presidente della Cineteca di Bologna Marco Bellocchio, assieme ad alcuni degli autori che hanno rappresentato l’Italia all’ultimo Festival di Cannes, Leonardo Di Costanzo, Roberto De Paolis, Annarita Zambrano,Jonas Carpignano, in un ideale confronto tra generazioni di cineasti attorno al tema della rappresentazione del reale, riemerso con forza nel cinema italiano contemporaneo.

A 40 anni dalla scomparsa, avvenuta il 3 giugno 1977, la Cineteca di Bologna e l’Istituto Luce – Cinecittà annunciano unagiornata in ricordo di Roberto Rossellini, il 24 giugno a Bologna, in occasione dell’inaugurazione della 31ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna fino al 2 luglio.

Un anniversario che coincide con l’ultimo film di Roberto Rossellini e con la realizzazione di una delle opere architettoniche più emblematiche e imitate della contemporaneità, il Centre Georges Pompidou. Rossellini è il regista scelto per girare le immagini dell’avveniristica novità nel cuore di Parigi. Ma il 1977 è anche l’anno della morte del regista di Roma città aperta, e il film Beaubourg si trasforma nel testamento autoriale di Rossellini, il suo ultimo documento filmato.

Un film che meglio di ogni altro rappresenta lo spirito del Cinema Ritrovato: l’ultima opera di un grandissimo regista, dedicata a uno dei luoghi più importanti e famosi del Novecento, è un oggetto sconosciuto.
Il Cinema Ritrovato lo riporta alla luce, compiendo la sua missione di trasmissione del patrimonio cinematografico e della cultura.
È da questo desiderio che nasce la tavola rotonda con autori di diverse generazioni, pur tutte segnate dalla lezione rosselliniana. E se il Neorealismo si è imposto nella storia come una delle massime espressioni culturali del nostro Paese nel mondo, ecco che di nuovo oggi l’Italia, in un momento di grande difficoltà per il cinema, torna a rivitalizzare la scena internazionale grazie a una comunità di giovani autori che hanno fatto tesoro della lezione neorealista.

La giornata di sabato 24 giugno si aprirà (alle ore 14.45 alla Cineteca di Bologna in Piazzetta Pasolini) proprio con la proiezione del film di Roberto Rossellini realizzato durante la costruzione del Beaubourg, presentato dal produttore Jacques Grandclaude, da Renzo Rossellini, dal direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli e dal presidente dell’Istituto Luce – Cinecittà Roberto Cicutto.
A seguire, la tavola rotonda con Marco Bellocchio, Leonardo Di Costanzo, Roberto De Paolis, Annarita Zambrano, Jonas Carpignano, mentre, a chiusura di programma, le immagini realizzate dallo stesso Jacques Granclaude che ritraggono Roberto Rossellini al lavoro al Beaubourg: “Il Beaubourg è un fenomeno importante”, dichiarò Roberto Rossellini. “Ho osservato il fenomeno. Non ho utilizzato nel film né musica né narratore. Ho voluto mostrare il Beaubourg. Ho nascosto dozzine di microfoni e ho raccolto tutte le voci del pubblico che corre in massa al Beaubourg”.

Cosciente dell’importanza storica del momento, Jacques Grandclaude chiese a Rossellini di poterlo filmare passo dopo passo, inquadratura dopo inquadratura, durante l’intera realizzazione del film. Convinto da questo approccio che, sorridendo, definì “da entomologo”, lui, che non aveva mai accettato che lo si filmasse in questo modo, divenne l’attore principale di una “lezione di cinema”.