Richard – Missione Africa, il film d’animazione con un forte messaggio ecologista

Adozione, diversità, amicizia, separazione, coraggio, tenacia: questi alcuni fra i tanti elementi “educativi” trattati nel film di animazione Richard – Missione Africa, tutti temi molto importanti per i principali destinatari della pellicola, cioè i bambini

  • Anno: 2016
  • Durata: 85'
  • Distribuzione: M2 Pictures
  • Genere: Animazione
  • Nazionalita: Lussemburgo, Germania, Belgio, Norvegia, USA
  • Regia: Toby Genkel, Reza Memari
  • Data di uscita: 10-May-2017

Adozione, diversità, amicizia, separazione, coraggio, tenacia: questi alcuni fra i tanti elementi “educativi” trattati nel film di animazione Richard – Missione Africa, tutti temi molto importanti per i principali destinatari della pellicola, cioè i bambini. Distribuito dalla M2 Pictures in collaborazione con Fondazione Bio Parco di Roma il film, oltre all’impianto narrativo ‘classico’, condito da divertenti trovate di attualità (come quella dei piccioni che, in tutta Europa, comunicano tramite social connettendosi alla rete con le zampe sui cavi telefonici sospesi), propone un forte messaggio ecologista, di conoscenza ed avvicinamento dei piccoli e grandi spettatori al mondo naturalistico ed ornitologico, mostrando – attraverso una storia godibile e coinvolgente, i comportamenti e le abitudini degli uccelli in modo comprensibile e tutti, come il fenomeno delle grandi migrazioni. Per questa sua caratteristica, il film ha ottenuto il patrocinio della Lipu – Lega Italiana Protezione Uccelli – associazione che tutela la biodiversità e promuove la cultura ecologica in Italia (http://www.lipu.it/articoli-natura/5-conservazione/1049-richard-missione-africa).

La trama rispecchia le tipiche narrazioni dei cartoons della Disney (fra tutti ricordiamo Il brutto anatroccolo), dove un personaggio apparentemente inadeguato deve tirare fuori tutta la sua forza d’animo ed il suo carattere per ottenere ciò che desidera, fino al lieto fine, raggiunto dopo molte peripezie. Qui il protagonista, un passerotto di nome Richard, rimane orfano nel momento stesso in cui esce dall’uovo: il suo nido, situato sulla sommità di una statua abbandonata nel bosco, rimane così vuoto ed esposto a mille pericoli, finché una comprensiva cicogna dall’istinto materno, Aurora, decide di adottare il piccolo rimasto solo, non senza dover lottare con Claudius, il marito capo-stormo delle cicogne, che non ama le contaminazioni con uccelli di rango minore. Tutto scorre tranquillamente per alcuni mesi: Richard cresce credendo di essere una cicogna (o volendolo credere per sentirsi parte di una famiglia), acquisendone tutte le abitudini, e soprattutto giocando con Max, il suo fratellastro cicognino con cui da subito s’instaura un rapporto di grande affetto. Ma un brutto giorno, con l’arrivo dell’autunno, Claudius annuncia l’imminente migrazione in Africa e decreta, in maniera irrevocabile, nonostante le proteste e le suppliche degli altri familiari, il distacco di Richard dal resto dello stormo: i passeri non migrano, perché il loro corpo, che pesa solo pochi grammi, non reggerebbe all’urto dei venti e delle correnti. Dunque Richard deve restare a casa, ed iniziare una nuova vita da solo, riunendosi ai suoi simili. L’incredulità per un simile abbandono si trasforma, per il passerotto adottato, in orgoglio ferito e desiderio di rivalsa: Richard dimostrerà a tutti di potercela fare e di essere degno di appartenere al mondo delle cicogne e, quel che più conta, dell’amore dei suoi genitori. Nel difficile viaggio verso l’Africa – dalla Germania, attraverso la Francia, l’Italia, il mare e mille avventure – il passero incontrerà finalmente dei veri amici, anche loro soli e rifiutati perché diversi: il gufo Olga, troppo grande rispetto ai suoi simili, il suo amico immaginario Oleg, ed il pappagallo  Kiki, che coltiva il sogno di diventare una ‘star’ della disco-music. L’Africa riserverà per tutti sorprese inaspettate.

Quando avevo 20 anni – afferma il regista tedesco Toby Genkelnon c’era un cinema d’animazione degno di nota in Germania. Quasi tutti gli animatori e i designer di personaggi venivano da Stati Uniti, Irlanda o Canada. A quel tempo suonavo in una band e volevo essere una rock star, non avevo capito quanto fosse splendido il genere cinematografico di animazione”. Per dare ai personaggi animati il maggior realismo e credibilità possibili, i designer del film hanno studiato con attenzione i movimenti degli uccelli veri: il risultato è una grande vitalità che sprigiona dai personaggi, dai becchi, dalle piume, dal modo di volare ed un ritmo incalzante nella narrazione.

Circa dieci anni fa stavo seduto su una panchina di Monaco di Baviera – racconta Reza Memari, il co-regista e sceneggiatore iraniano, naturalizzato in Germania – e c’erano dei passeri che beccavano delle patatine fritte. All’improvviso ho sentito quak e ho visto uno stormo di anatre in volo verso sud, verso l’Africa ed ho pensato quanto fosse ingiusto che i passeri d’inverno non potessero volare verso sud. Così è nato Richard e la sua storia. Quando sono venuto a vivere in Germania con i miei, per sfuggire alla rivoluzione iraniana, mio padre mi diceva sempre di adattarmi, io ero l’estraneo e spiccavo per il mio aspetto: Richard – Missione Africa rispecchia la mia storia, anche io volevo dimostrare a mio padre quello che sapevo fare”.

Presentato in anteprima al Future Film Festival di Bologna ed in concorso al 67° Festival di Berlino, nella sezione Generation Kplus, Richard – Missione Africa contribuisce a sostenere la Twins International Onlus, una realtà associativa che lavora da 10 anni per promuovere i progetti Alice for Children, che ogni anno sostiene oltre 2.500 bambini che vivono in condizioni di estrema povertà nelle baraccopoli di Korogocho e Dandora nella periferia di Nairobi, dove si trova una delle più grandi discariche d’Africa e dove vivono raccogliendo rifiuti circa 10.000 persone, il 55% bambini.

Elisabetta Colla

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