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IN SALA

Mobile Suit Gundam: Thunderbolt – December Sky, il manga di Yoshikazu Yasuhiko diviene film

Mobile Suit Gundam: Thunderbolt - December Sky riesce ad affrontare temi come la guerra, mostrando quanto essa incida nella psiche umana, tanto da corroderla fino a portarla alla follia. Un’operazione ben riuscita che promette buoni incassi

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Era il 1980 quando il manga creato da Yoshikazu  Yasuhiko usciva per la prima volta in Italia ottenendo grande successo tra gli amanti del fumetto giapponese. Ora Gundam è diventata una delle serie più apprezzate dal nostro paese grazie anche all’utilizzo fatto della piattaforma web per la sua diffusione (per questo sarebbe adatta la definizione di ONA – Original net Anime), e si è deciso di produrre un lungometraggio sfruttando i quattro episodi della serie (montati assieme) con scene aggiornate, prendendo spunto dal fumetto originale. I motivi di tale successo possono essere molti, a cominciare dal crudo realismo adottato per quello che non è assolutamente soltanto un cartoon: grazie all’utilizzo nella trama di uno scenario post- apocalittico dove il nulla regna sovrano, Mobile Suit Gundam: Thunderbolt – December Sky riesce ad affrontare temi come la guerra, mostrando quanto essa incida nella psiche umana, tanto da corroderla  fino a portarla alla follia. Tutto diventa sacrificabile per amore della patria, persino le generazioni future (finanche parti del proprio corpo prestate alla scienza per sconfiggere il nemico).

Eppure non tutto è perduto, visto che viene lasciato, anche se pur in minima parte, spazio all’amore, come quello che sboccia tra Daryl Lorenz e la professoressa Karla, il comandante Io Flaming e la sua amante Claudia. L’amore non è il solo sentimento ad emergere: infatti vi è spazio per il senso di colpa (la responsabilità per il sacrificio di vite umane), ed infine vi è il desiderio di una pace duratura che faccia sentire tutti fratelli. Lo scontro finale tra i due protagonisti ricorda molto da vicino il duello tra Ettore e Achille nell’Iliade, alla quale rimanda lo scenario utilizzato, anche se trasposto in un universo futuristico.

Dal punto di vista registico è sorprendente l’uso fatto della musica nel film. Si utilizzano brani jazz e motivi dal sapore retrò che non stridono con quanto accade, ma rendono ancora più malinconica la storia (in alcuni casi la musica serve da collante per colmare alcune lacune narrative). L’uso del ralenty per le sequenze di morte crea sempre un certo pathos nello spettatore. Pecca è sicuramente la troppa violenza di cui il film è largamente intriso e che non costituisce certamente un messaggio positivo per il pubblico più giovane, che vede in generi come questo una fucina dei suoi miti futuri. Un’operazione ben riuscita che promette buoni incassi ma che attrarrà solo un certo tipo di pubblico realmente appassionato ai manga e alla loro cultura.

Alessia Di Fazio

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  • Anno: 2016
  • Durata: 70'
  • Distribuzione: Nexo Digital
  • Genere: Animazione
  • Nazionalita: Giappone
  • Regia: Kou Matsuo
  • Data di uscita: 16-May-2017