Death House, uno dei film capostipite dello slasher, in dvd con Opium Visions

Death House (Silence night, Bloody night, 1972) è un film che affascina sin dalle primissime inquadrature, laddove la pellicola, deteriorata dall’usura del tempo, provoca una quota non indifferente di piacere al cinefilo che, non senza aspettative, si accinge alla visione

  • Anno: 1972
  • Durata: 85'
  • Distribuzione: Opium Visions
  • Genere: Horror
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Theodore Gershuny

Death House (Silence night, Bloody night, 1972) è un film che affascina sin dalle primissime inquadrature, laddove la pellicola, deteriorata dall’usura del tempo, provoca una quota non indifferente di piacere al cinefilo che, non senza aspettative, si accinge alla visione. Sul frontespizio del dvd, sotto al titolo, appare una scritta che suggerisce la natura dell’opera (“Alle origini dello slasher”), ma chi scrive ritiene Death House molto più che un film germinale, giacché, sebbene non manchino momenti sanguinolenti e stilemi tipici del genere, la storia messa in scena evoca sì la dimensione dell’orrore, non tanto però mostrandolo, piuttosto tenendolo fuori campo, perché è il passato ad assumere una valenza determinante, in quanto condizione dell’azione. Allora, tra un andirivieni e l’altro, lo spettatore, che assiste a un escalation di violenza, cerca di capire quale sia il misfatto all’origine di tanta crudeltà, ed il film tiene sapientemente sulle spine, concedendo un sublime finale in cui, con immagine virate in un giallognolo che ‘storicizza’ i fatti, viene svelato l’arcano.

Non mancano, dicevamo, alcune caratteristiche tipiche che hanno segnato indelebilmente l’iconografia cinematografica: ci riferiamo, in particolare, alle soggettive girate con un grandangolo che deforma lo spazio: il villain si aggira furtivo, con respiro affannato, negli interni della casa al centro della narrazione, e, in questo senso, Death House può considerarsi uno dei primi film ad aver introdotto un topos che è ritornato frequentemente e che ha fatto scuola (viene in mente, tanto per citarne uno, Halloween di John Carpenter, 1979).

Ma, ripetiamo, Death House è anche molto altro, perché affronta temi scabrosi come l’incesto, oppure quello della malattia mentale, e i poveri degenti della casa-clinica psichiatrica mostrati nell’epilogo sembrano, nel loro incedere strascinato ma imperterrito, gli zombi di Romero, quelli visti nel film capostipite. L’accostamento fatto tra acuto sentimento religioso e impetuosa necessità di vendetta produce una forte frizione, e il persecutore si trasforma in una sorta di angelo della morte che cerca, con la sua inusitata violenza, di ricomporre il passato, provando a risarcire chi fu vittima di un orrore che quasi si fatica a raccontare. Insomma, sono tante le considerazioni che questo film stimola, ma il recensore deve trattenersi (anche se ha già rivelato non poco) per non rovinare la fruizione a chi vorrà recuperarne la visione..

Opium Visions, ancora una volta, rivela grande lungimiranza nella scelta dei film da proporre nella sua neonata collana, e questa quinta uscita conferma la bontà di un progetto che sta riuscendo nell’impresa di sottrarre all’oblio opere significative, più che mai degne di una pronta rivisitazione.

Distribuito da Opium Visions, Death House è disponibile in dvd in versione originale (con sottotitoli opzionabili), in formato 1.85:1. Nei contenuti speciali è presente anche una bella intervista a Mary Woronov, protagonista del film, donna eccentrica, che rievoca il suo passato e la sua partecipazione a Death House.

Luca Biscontini

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