Stasera alle 21,15 su Rai 5 Oci ciornie di Nikita Mikhalkov con Marcello Mastroianni e Silvana Mangano

Un grande Marcello Mastroianni, che grazie a questo film vince la Palma d' Oro come migliore attore al Festival di Cannes del 1987

  • Anno: 1987
  • Durata: 117'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia, URSS
  • Regia: Nikita Mikhalkov

Oci ciornie è un film del 1987 diretto da Nikita Sergeevič Michalkov, ispirato ad alcuni racconti di Anton Čechov. Presentato in concorso al Festival di Cannes 1987, è valso a Marcello Mastroianni il premio per la migliore interpretazione maschile e una candidatura ai Premi Oscar 1988 come miglior attore.

Una mattina, a bordo di un piroscafo, un italiano di mezza età racconta ad un signore russo la storia della sua vita. Gli narra l’incontro tra lui e una giovane russa dagli splendidi occhi neri (oci ciornie), il loro folle amore di una notte e l’improvviso abbandono. Tormentato dal ricordo di quella donna, l’italiano si reca in Russia alla sua ricerca.

Un grande Marcello Mastroianni, che grazie a questo film vince la Palma d’ Oro come migliore attore al Festival di Cannes del 1987. E una grande Silvana Mangano, nel ruolo molto impegnativo della moglie di Romano, il personaggio ambiguo che Mastroianni interpreta con garbo, aderendo perfettamente alla sostanza delle novelle di Anton Pavlovic Cechov, La signora del cagnolino e Anna al collo dalle quali è tratta la sceneggiatura del film.

Mikhalkov, ispirato da Cechov, fa viaggiare il Mastroianni/Romano in due mondi, dai climi e le atmosfere diversificate, i quali serbano degli elementi di persistente rifrazione nella suggestiva intelaiatura storica. La componente drammaturgica è come un gioco di specchi, un continuo richiamo a rappresentazioni che restituiscono emozioni, plasmano ricordi, e si tramutano in altre percezioni. Le dissolvenze stemperano le tonalità del paesaggio agreste, mischiandosi con accordi vocali ed i suoni congeniti dell’ambiente circostante. Il regista riesce ad intrigare lo spettatore grazie alla complessità morale e misteriosa delle vicende di Romano, condite magistralmente dalle spensierate/commoventi musiche di Francis Lai, ed illustrate dalla fotografia ardente di Franco Di Giacomo. Il finale, non del tutto rivelativo, è struggente, e ne completa magnificamente l’opera.

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Utlima modifica: 28 Marzo, 2017



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