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EVENTI

XXI Festival Internazionale del Fumetto, dell’Animazione e dei Games (Romics)

Abbiamo preso parte alla conferenza stampa di presentazione del XXI Festival Internazionale del Fumetto, dell’Animazione e dei Games (edizione primavera) – meglio conosciuto come Romics – che si terrà sempre a Roma dal 6 al 9 aprile

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Mercoledì 22 marzo in tarda mattinata, abbiamo preso parte, presso la romana Casa del Cinema a Villa Borghese, alla conferenza stampa di presentazione del XXI Festival Internazionale del Fumetto, dell’Animazione e dei Games (edizione primavera) – meglio conosciuto come Romics – che si terrà sempre a Roma dal 6 al 9 aprile. Ben sette relatori hanno sviscerato nel dettaglio quella che è oggi una rassegna di importanza internazionale, essendo Romics ormai da qualche anno un evento per intere famiglie. Certo, si è persa la qualità del visitatore medio, che nei lontani anni ’90 girava per i vari stand a caccia di fumetti rari. Adesso, questa “fiera” è tutto un pullulare di cosplayer e gamer, ai quali sarebbe davvero divertente chiedere chi definì il fumetto: “Arte sequenziale”; ma pretendere da generazioni che non conoscono nemmeno Pirandello di sapere chi sia William Eisner sarebbe volere francamente troppo.

Kali Yuga a parte, la suddetta conferenza è stata assai interessante e ci ha fatto intravedere una edizione di Romics abbastanza gustosa. Come sempre, l’Italia è incapace di farsi del bene, di valorizzare quello che ha, persino nel mondo dei fumetti. Allora, riteniamo giusto riportare lo scontento dell’Amministratore Unico della Fiera di Roma (Pietro Piccinetti), nel suo denunciare che la sede ove si svolgerà la rassegna è a dir poco malservita dai trasporti pubblici, considerato che Piccinetti ha stigmatizzato come lì:  “Non si fermi nemmeno il Leonardo Express”.

Passiamo ora ad annotazioni più “tecniche”. Quest’anno, i Romics d’Oro andranno, rispettivamente, al mitico Yoshiyuki Tomino, “padre” di  Daitarn 3 (1978 – 1979) e Gundam (1979 – in corso); Sharon Calahan, direttrice della fotografia per la Pixar Animation; e Igort, che reputiamo al momento il miglior autore di fumetti europeo, nel solco della grande tradizione italiana nella Nona Arte, e del quale ricordiamo il bel Quaderni giapponesi (2015).

Questa edizione della Fiera sarà molto incentrata sul rapporto con la Letteratura, come si evince dal Concorso Libri a Fumetto: fortunatamente per una volta non si è utilizzata la definizione graphic novel! Purtroppo, si tratta della solita eccezione che conferma la regola, giacché durante la conferenza stampa i vari relatori hanno a dir poco abusato, è proprio il caso di dirlo considerate le pronunce, di termini anglosassoni. Sembra quasi che nell’“ambiente del danaro” il non ficcare una parola inglese in una frase sia sinonimo di mancanza di mestiere, mah!

Per i 75 anni di Wonder Woman, verranno esposte altrettante copertine originali del fumetto creato nel 1941 William Moulton Marston. Egli era uno psicologo, forse aver conoscenza della psiche maschile lo ha aiutato nella furbesca idea di creare una succinta amazzone che di suo nulla ha avuto da dire nella evoluzione del fumetto americano. Eppure, questa  prosperosa guerriera continua ad avere diversi ammiratori; verrebbe da interrogarsi ingenuamente sul motivo, ma non siamo tanto naïf, malgrado il tema che stiamo affrontando.

Infine, da museologi siamo stati allietati dall’annuncio della apertura a settembre-ottobre del museo dedicato al nostro Carlo Rambaldi, nella sua città natale di Vigarano Mainarda (Ferrara) in occasione del 35° anno dalla vincita dell’Oscar ai Migliori Effetti Speciali per E.T. L’extra-terrestre (1982) di Steven Spielberg. Ricordiamo che l’artista italiano ne ha ottenuti altri due, con King Kong (1976), diretto da John Guillermin,  e l’inarrivabile Alien (1979) di Ridley Scott. In mostra ci saranno schizzi originali e oggetti utilizzati per la realizzazione dei film.

In chiusura una riflessione del tutto personale. Siamo assolutamente favorevoli ad accostare il fumetto alla Letteratura, come, del resto, al cinema; non per niente i cosiddetti cartoni animati sono una faccia della stessa medaglia dei comics. Riteniamo decisamente meno filologica la massiccia presenza dei videogiochi, che meriterebbero una fiera tutta loro. I “games” hanno in qualche misura contaminato il fumetto. Giudicarli utili e, persino, vicini alla Nona Arte è sbagliato. Se il videoludismo ha positivamente ispirato tante pellicole, la trasposizione in tavole di Resident Evil & Co. è stata una operazione del tutto fallimentare, almeno dal punto di vista qualitativo.

Riccardo Rosati

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