Federico Zampaglione ospite di CinemaZero per presentare “Shadow”

Shadow

“Non è così diverso scrivere un album di canzoni dall’elaborare una sceneggiatura – racconta Federico Zampaglione – è qualcosa che hai nella mente e che non ti abbandona mai. Comporre o scrivere è una dolce ossessione che può condurti alla pazzia”. Così parla della sua attività di regista di genere Federico Zampaglione, musicista e leader del noto gruppo pop-rock Tiromancino, che giovedì 27 maggio sarà a Pordenone, ospite di Cinemazero, alle 20.45 in SalaGrande, per presentare il suo film Shadow. Zampaglione infatti, per questa pellicola che tanto si avvicina alla tradizione dell’horror italiano anni ’70, lascia le vesti di musicista  per vestire quelle inaspettate di regista del terrore. Proprio in questi giorni al Festival di Cannes la pellicola ha suscitato un grande entusiasmo dopo la proiezione per il mercato cinematografico internazionale, ricevendo offerte da Russia, Giappone, Benelux, Scandinavia e Spagna, che si vanno ad aggiungere alla lunga lista dei paesi in cui il film verrà distribuito (USA, Canada, Germania, Austria, Lussemburgo, Svizzera, Medio Oriente e Inghilterra).

L’incontro con Zampaglione a Cinemazero si propone come anticipazione della notte horror di FilmMakers al chiostro, una delle serate più attese della manifestazione estiva di cinema indipendente organizzata da Cinemazero, che animerà il chiostro dell’ex convento di S. Francesco a Pordenone i martedì di luglio e agosto.

In Shadow, opera interessante a livello visivo, che rimanda a molti maestri del genere  (Mario Bava e Dario Argento), si racconta di un giovane soldato di ritorno dall’Iraq che per fuggire dall’orrore della guerra parte per un viaggio solitario in un luogo sperduto in Europa. Qui incontra l’inquietante Angelina e la spaventosa leggenda che regna tra le montagne, con cui si dovrà scontrare.

Zampaglione mostra di sapere davvero cosa fa, non solo avendo un’idea ben chiara di che cosa sia il cinema dell’orrore, che senso abbia e che cosa si celi dietro la repulsione che le immagini spaventose provocano in noi, ma anche essendo dotato di una propria visione personale di come si debba raggiungere l’obiettivo di ogni film dell’orrore: generare inquietudine e quindi dubbio intorno ad elementi solitamente tranquillizzanti. Il regista dimostra in maniera chiara e diretta, facendo ricredere anche i più scettici, come il cinema di genere non sia soltanto una forma d’intrattenimento per teenager desiderosi di forti emozioni, ma sia un’ottima lente d’ingrandimento per comprendere paure, tensioni e disagi di una società.

La pellicola ha ottenuto una doppia nomination alla prima edizione del Fantasy Horror Awards per la categoria Best Screenplay (nomination per la migliore storia in un film horror) e best Soundtrack (migliore soundtrack di un film horror). A Federico Zampaglione è stato assegnato anche il Premio Speciale della Giuria come miglior regista horror. Shadow ha già trovato una strada internazionale da percorrere partecipando a diversi festival nazionali e oltre confine come il London Frightfest 2009, il Sitges 2009, il Buenos Aires Rojo Sangre 2010, il Courmayeur Noir Festival 2009, Trieste Science + Fiction 2009 e l’Oporto Fantasporto 2010, riscuotendo grandi consensi di pubblico e critica non solo tra gli appassionati del cinema horror. Zampaglione si addentra in un terreno difficile, sterile, anticommerciale in un Paese come il nostro, troppo settoriale per i generi popolari.

A differenza del suo film d’esordio, l’insolita commedia “nera” Nero bifamiliare, per Shadow non é Zampaglione ad occuparsi della colonna sonora. Ne è stato solo supervisore mentre le musiche sono state curate da The Alvarius, gruppo nato per questa occasione, composto da Francesco, fratello del cantautore, e Andrea Mossanese. Un sound sperimentale e psichedelico, frutto di una grande passione per il rock, che ricorda le colonne sonore anni ’70 e ’80 del cinema italiano.

Per Informazioni:
CinemaZero



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