Il cittadino illustre

  • Anno: 2016
  • Durata: 118'
  • Distribuzione: Movies Inspired
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Argentina, Spagna
  • Regia: Gastón Duprat, Mariano Cohn
  • Data di uscita: 24-November-2016

Sinossi: Un premio Nobel per la letteratura, che vive in Europa da decenni, accetta un invito dalla sua città natale in Argentina per essere premiato. In un viaggio nel cuore della letteratura stessa, l’uomo ritroverà l’affetto e le affinità che ancora lo uniscono al suo popolo, così come le differenze inconciliabili che daranno vita a un crescendo di violenza, con un risultato inaspettato. I personaggi dei suoi libri provengono da quella terra, proprio da lì infatti riprendono vita e si ribellano al loro stesso autore. Salas è il paese che lo scrittore porta nel cuore, quello che ha descritto con forse eccessiva sincerità, quello che oggi gli si rivolge contro.

Recensione: Imprevedibile, sorprendente e a tratti inquietante. La pellicola argentina presentata alla 73esima Mostra del cinema di Venezia, nelle sale cinematografiche dal 24 Novembre, è un autentico gioiello per sceneggiatura, regia e interpretazione. Una scrittura originale, attuale e mai banale, che s’indirizza verso la vera essenza dell’arte, la quale, più che adagiarsi sugli allori e la vana gloria, deve scuotere le coscienze, svegliare i moti del cuore e cambiare l’interpretazione della realtà.

Tutto questo è Il cittadino illustre, in cui Oscar Martinez, l’attore protagonista del film, per la sua recitazione, ha vinto la Coppa Volpi a Venezia per la migliore interprete maschile. Nei panni di Daniel Mantovani, uno scrittore di successo che vince addirittura il premio Nobel, la sua inquietudine lo porta ad un discorso per niente retorico, dopo la premiazione, fino al rifiuto totale di ogni contatto con il mondo, accentuando una misantropia quasi imbarazzante. Soltanto una lettera giunta da Salas, sua terra natia, in Argentina, desta in lui curiosità ed entusiasmo. Intraprende un viaggio che da Barcellona lo porterà in patria dopo quasi 40 anni, da dove è “scappato” per cercare fortuna, e dove sta per tornare in cambio della cittadinanza onoraria.

La pomposa celebrazione iniziale, però, ben presto si trasforma in riluttanza dei suoi compaesani, veri ispiratori dei suoi romanzi di successo. I giudizi di Mantovani minano l’ipocrisia del paese, destando malcontento e una crescente agitazione. Da accogliente, la gente del luogo comincia ad essere violenta. Ben presto, il protagonista capisce che tornando a Salas deve fare i  conti con il suo passato, con i personaggi dei suoi libri che in un certo senso si ribellano contro di lui, perché bistrattati e ritenuti ingenui e rozzi.

La sceneggiatura, però, non sarebbe così interessante se non ci fosse una regia capace di tirare fuori il meglio dalla storia. Il duo Mariano Cohn e Gastón Duprat dirige in modo ammirevole il cast, che oltre a Martinez vede tra gli altri la partecipazione di Dady Brieva e Andrea Frigerio, rispettivamente il miglior amico e l’ex ragazza di Mantovani. A prima vista scarna fino all’essenziale, la direzione dei due tiene incollato lo spettatore per quasi due ore, con  scene che alternano commedia e dramma. Quando il senso del film sembra aver preso corpo, ecco che repentinamente si cambia registro. Il sapiente dosaggio di umorismo – mai volgare o scontato – e tragedia, rendono il film un fiore all’occhiello per l’Argentina, che può sperare magari per la corsa ai prossimi Oscar statunitensi. Una pellicola ambiziosa, che mette d’accordo critica e pubblico. Una commedia crepuscolare, che fa riflettere sui luoghi del successo, che possono essere tanto affascinanti quanto disseminati di insidie, sia per la creatività che per i rapporti con gli altri, provocando una profonda crisi in chi non è disposto a scendere a compromessi.

Dario Cataldo

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Utlima modifica: 27 novembre, 2016



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