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I messaggi da forze sconosciute di Bruce Lee e gli avventurieri del pianeta Terra di Yul Brinner rivivono in dvd

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Immerso in un immaginario scenario senza tempo, è stato l’unico lungometraggio firmato dal direttore della fotografia Richard Moore, scomparso nel 2009 e il cui curriculum incluse, tra gli altri, I selvaggi di Roger Corman e Joe Bass l’implacabile di Sydney Pollack.

Riscoperto su supporto dvd italiano da Sinister Film e con il trailer quale contenuto speciale, Messaggi da forze sconosciute, però, racchiude il suo principale motivo d’interesse nel fatto che fu la star delle arti marziali Bruce Lee, nel 1968, a concepire l’idea per quello che sarebbe dovuto essere un film capace di catturare sia lo spirito delle arti marziali che una parte della filosofia Zen.

Film che, dedicato proprio a lui (trovato morto nel 1973), ha visto la luce soltanto dieci anni più tardi, portando in scena un gruppo di uomini impegnati a contendersi il diritto a far parte della spedizione che deve ritrovare il “Libro della Saggezza”, famigerato testo che nessuno sembra avere mai consultato e che la credenza dice contenere ogni segreto sulla vita terrena.

Testo custodito dal misterioso Zetan, ovvero l’indimenticabile Christopher Lee, per raggiungere il quale sono una serie di difficilissime prove a dover essere affrontate dai diversi concorrenti; tra cui il Cord con le fattezze del televisivo Jeff Cooper, che, vincitore del torneo, prosegue ugualmente il proprio cammino sebbene, a causa di una scorrettezza durante l’incontro finale, viene squalificato e sostituito dall’avversario sconfitto.

Nel corso di oltre un’ora e mezza di visione che, con David Carradine nel ruolo di un suonatore di flauto non vedente e il Roddy McDowall di Ammazzavampiri incluso nel cast, sguazza in mezzo a bizzarrie assortite che vanno dall’assurdo voto di castità del protagonista a confronti con uomini scimmia; senza dimenticare un Eli Wallach il cui personaggio vive da dieci anni in un pentolone nel deserto (!!!).

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E non si tratta dell’unico fanta-recupero in digitale da parte dell’etichetta distribuita da CGHV, che, con galleria fotografica nella sezione riservata agli extra, rende disponibile su disco anche Gli avventurieri del pianeta Terra, messo in piedi nel 1975 dal Robert Clouse che non solo si era già occupato de I 3 dell’operazione Drago (riecco Bruce Lee), ma avrebbe poi diretto i due eco-vengeance Il branco e Occhi nella notte, l’uno incentrato su feroci cani, l’altro su un’invasione metropolitana di ratti sbrana-innocenti.

Ratti che, tra l’altro, non mancano neppure in questo antesignano del filone post-apocalittico urbano ambientato in quella che, all’epoca della sua realizzazione, si immaginava sarebbe potuta essere la futuristica New York del 2012.

Una New York piegata da malattie e carenza di cibo provocate da un conflitto nucleare scoppiato vent’anni addietro e su cui, appunto, imperversano peste, fame, guerra e morte. Una New York dove l’orrore quotidiano di dover uccidere per non essere uccisi viene evitato in una piccola comunità asserragliata in un quartiere e i cui membri hanno deciso di darsi alle regole di pacifica convivenza civile; con a capo un sindaco chiamato il Barone, che, incarnato dal bergmaniano Max von Sydow, governa e amministra secondo i principi della ragione e della democrazia.

Fino al momento in cui gli sforzi attuati dalla piccola società per garantirsi una vita degna della sua denominazione vengono messi a dura prova dalla cieca violenza in cui credono le bande capeggiate dal sanguinario Carrot, interpretato dall’icona della celluloide di genere William Smith (Conan il barbaro, I ragazzi della 56ª strada e Poliziotto sadico tra gli oltre duecentosettanta titoli che costituiscono la sua invidiabile filmografia).

Mentre, tra duelli all’ultimo sangue e pugnale alla mano, spetta al mitico Yul Brinner fare la parte dell’eroe, concedendo anima e corpo a Carson il guerriero e fronteggiando i temibili nemici, circondato da edifici fatiscenti e sotterranei da esplorare.

Francesco Lomuscio