Splendor | Carlo Verdone regista per Mina e Celentano, Leo Gullotta, Federica Di Giacomo e tutti gli ospiti della nona puntanta

Carlo Verdone

Carlo Verdone, regista per Mina e Celentano, l’attore e doppiatore Leo Gullotta, la regista Federica Di Giacomo, il disegnatore Giampiero Wallnofer e la giovane attrice Sara Serraiocco sono gli ospiti della nona puntata di “Splendor”, in onda sabato 12 novembre alle 24 su Iris

“Splendor” torna per la nona puntata sabato 12 novembre, alle 24 su Iris, e il giorno successivo dalle 21 su Mymovies; ospiti del programma – condotto dal giornalista Mario Sesti – che parla di cinema, cultura, intrattenimento ed ancora di arte tenendo viva l’immaginazione e l’emozione dello spettatore, sono il regista e attore Carlo Verdone, l’attore e doppiatore Leo Gullotta, la regista vincitrice del Premio Orizzonti all’ultimo Festival di Venezia, Federica Di Giacomo, la giovane attrice Sara Serraiocco e il disegnatore Giampiero Wallnofer.

Interprete e regista di memorabili pellicole che hanno reso grande il cinema italiano, Carlo Verdone sarà in questi giorni protagonista di “Un sacco Verdone”: la retrospettiva che Iris ha voluto dedicargli e che prevede la messa in onda, ogni sabato in prima serata, di alcuni tra i suoi più apprezzati lavori.  “Credo proprio che ‘Borotalco’ sia stato il film più importante della mia carriera, è quello della svolta perché interpreto un solo personaggio. Era ben scritto sebbene la storia nacque dal nulla, ben articolato anche per la scelta riuscita del cast e dei caratteristi. C’era Mario Brega (Augusto), Angelo Infanti (Manuel Fantoni) e tante altre facce prese dalla strada. ‘Un sacco bello’ fu un film poetico, ma ‘Borotalco’ mi diede la sicurezza di aver intrapreso la strada giusta”. Carlo Verdone si diverte ancora e a stimolarlo è “la curiosità, la capacità di osservare e rubare dalla quotidianità. Sono ancora in grado di assorbire e riproporre alla mia maniera quei tratti distintivi di personaggi assurdi che riempiono ancora la città. E poi amo la gente e la vita, e non smetterò mai di stupirmi”. La recitazione, per Verdone, è l’arte di nascondere l’arte: “significa essere perfetti così che il pubblico non si accorga che reciti. I più bravi di tutti sono i napoletani perché hanno avuto come grande palestra la piazza”. Ma anche l’improvvisazione ha un’importanza rilevante: “le battute più celebri e divertenti di ‘Viaggi di nozze’ nascono così. Per far sì che il dialogo funzioni serve una ‘spalla’ collaborativa, preferisco che sia una donna magari in grado di mettermi in difficoltà”.

Proprio Verdone ha ricevuto qualche tempo fa una chiamata inaspettata, quella di Adriano Celentano che gli ha chiesto di interpretare e dirigere il videoclip di “Se mi ami davvero”, uno dei brani di Le migliori, il nuovo album che lo rivede insieme artisticamente a Mina, dopo 18 anni. “Mi hanno fatto ascoltare il pezzo e mi è piaciuto molto, allora con Paola Mammini abbiamo scritto la sceneggiatura e poi realizzato il video. È un piccolo film in cui al mio fianco c’è Geppi Cucciari”.

Quella di Leo Gullotta è una carriera che conta oltre 110 film per il piccolo e grande schermo ed una miriade di spettacoli teatrali e lavori di doppiaggio che lo hanno reso tra i più apprezzati artisti contemporanei. “Mi sentivo come Alice nel Paese delle meraviglie. Da bambino, quando misi piede sul palcoscenico, non capivo quello che stavo facendo e forse è questo mio stupore ad avermi accompagnato per sempre. Ho cominciato a comprendere il ‘lavoro’ della macchina da presa con i film di consumo, quelle commedie sexy che prima erano un tabù”. È la curiosità ad accomunarlo a Verdone: “Se non si è curiosi nulla ha senso, per inventarsi in tante altre vite bisogna voler apprendere e non mettere mai fine alla conoscenza. Mi sono sempre avvicinato ai lavori che ho fatto prima dal punto di vista umano, a questo approccio non siamo più abituati, si corre sempre ma l’ansia a me non è mai piaciuta”.

Gullotta tornerà presto in teatro con “Spirito allegro”, una commedia che dimostrerà ancora una volta agli spettatori quanto sia fondamentale la disciplina: “bisogna essere preparati restando liberi. Ho potuto contare sui valori di una famiglia salda, ho avuto un papà intelligente, che mi ha insegnato il rispetto per gli altri, il concetto di libertà e umanità. Probabilmente è per questo che non ho avuto mai angosce di nessun tipo”.

Con Liberami, Federica Di Giacomo ha vinto il Premio Orizzonti nel corso dell’ultima edizione della Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia raccontando le storie di alcune persone possedute da qualcosa identificato con Satana. “Ero molto lontana dal mondo dell’esorcismo, mi trovavo in Sicilia e lessi una notizia che aveva a che fare con questo argomento che onestamente pensavo fosse legato al passato, invece procedendo con le ricerche mi sono resa conto che era un fenomeno attualissimo”. La Di Giacomo non ha fatto altro che raccontare quello che ha visto: “Anche per me è stato strano, il primo esorcismo a cui ho assistito era molto diverso da quello che mi aspettavo, dalle immagini cinematografiche che siamo abituati a vedere. Addirittura si può praticare la procedure per telefono, Padre Cataldo lo fa senza indugio ed è abituato a rapportarsi quotidianamente con il maligno. Probabilmente è questo che di lui mi ha conquistata: parla costantemente con Satana, come se fosse una cosa normalissima e addirittura si prendono in giro”.

La ventiseienne Sara Serraiocco è la protagonista de La ragazza del mondo, diretto da Marco Danieli al cinema dal 9 novembre, storia d’amore tra due giovani che appartengono a due mondi opposti: quello di Giulia, fatto di rigore e testi sacri, che esclude con ferocia chi non vi appartiene e quello di Libero, parte del mondo di tutti gli altri, di chi sbaglia, di chi si arrangia cercando un’altra possibilità. “Ho preso parte alle adunanze dei credenti di Geova per rendere al meglio il mio personaggio, per avvicinarmi a questo universo religioso da cui proviene Giulia e da cui decide di allontanarsi”. Dopo questa già pluripremiata pellicola, presentata al Festival di Venezia, la Serraiocco torna ad essere protagonista in Brutti e cattivi, opera prima di Cosimo Gomez, dove interpreta una ballerina nata senza braccia, che è a capo di una banda di disabili alle prese con una rapina. “È stata una nuova prova per me, dura fisicamente perché ho fatto tutto senza controfigura. Il mio personaggio esiste nella realtà, è una ballerina pescarese che fa parte di una compagnia in cui balla una delle mie carissime amiche. Conoscerla, ed essere a conoscenza delle sue esperienze di vita, mi ha aiutato ad indossare i suoi panni”.

Tra gli ospiti anche il disegnatore Giampiero Wallnofer, freelance per molte importanti agenzie pubblicitarie italiane. “Dall’istinto alla disciplina, è stato questo il mio percorso. Era una passione dell’infanzia, pian piano mi sono reso conto che di questo avrei potuto vivere”. Giampiero passa dall’illustrazione per l’infanzia al fumetto erotico, quest’ultimo a suo dire è stato, sin da subito, fondamentale per la sua formazione: “questo tipo di creazione mi ha aiutato nella definizione del corpo umano, è valso come una lezione di anatomia”. Autori di riferimento per la sua crescita sono stati Roger Dean, con le sue copertine per gli YES e il suo primo libro WIEVS, e Ferenc Pinter, famoso per essere l’illustratore dei tascabili e degli Omnibus Mondadori.

 I Kutso sono gli ospiti musicali della puntata, diventati da poco la resident band scelta per la trasmissione musicale “Bring the Noise”, il gruppo si è classificato al secondo posto al Festival di Sanremo 2015, nella categoria Nuove proposte. “Ho imparato a cantare ascoltando i Deep Purple, gli Iron Maiden, i New Trolls, Mia Martini, Stevie Wonder, Sarah Vaughan, Mahalia Jackson, Demetrio Stratos e Nina Simone – ha affermato Matteo Gabbianelli -. Ma ci sono molti altri cantanti meno noti sulle cui canzoni ho modellato la mia voce in maniera episodica e disordinata. Spesso ho semplicemente ascoltato una canzone senza sapere chi fosse il cantante e l’ho imparata e provata fino alla nausea”.

Prodotto da ERMA Pictures e Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con DGCinema MiBACT, Splendor è un programma ideato e curato da Sabina Ambrogi, Max De Carolis, Mario Sesti, scritto insieme a Nicole Bianchi, Fabio Luzietti e Gabriele Niola, con il coordinamento produttivo di Cristina Scognamillo, e Margherita Bordino e Valeria Santori in produzione.



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