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Stasera in Tv

Stasera alle 21,05 su Rai 3 Anime nere di Francesco Munzi

Anime nere è un film del 2014 diretto da Francesco Munzi, liberamente tratto dell’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco e in concorso alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Anime nere ci mostra un mondo compresso, inespresso, e lo spettatore è convocato a dare lui stesso forma a tutto il materiale emotivo che rimane a fior di pelle sui personaggi, che brancolano nell’oscurità, entrando in contrasto tra di loro, ma sempre sommessamente

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Anime nere è un film del 2014 diretto da Francesco Munzi, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco e in concorso alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

La recensione di Taxi Drivers (Luca Biscontini)

Un tuffo in una dimensione ancestrale, arcaica, e, in un certo senso, sacra; un passato che non smette di ritornare, con le proprie leggi, usanze; un modo di concepire l’esistenza che, nonostante tutti i tentativi di normalizzazione, o semplicemente di rifiuto, rifluisce impetuosamente invischiando tutti coloro che sin dalla nascita sono sotto quel determinato astro. Prima di essere una storia di malavita, Anime nere è la messa in scena di un dramma famigliare, che si dipana lentamente sotto i nostri occhi, senza eccessivi strepiti, e la normalità dei rapporti quotidiani viene investita da una sciagura che non cessa di mietere vittime.

I Carbone sono uomini e donne legati da un rapporto tribale, ma ciascuno di essi intrattiene un legame più o meno profondo con la dimensione dell’illegalità, o meglio di una ‘moralità altra’, parallela, che convive, giustapponendosi, con la realtà di tutti i giorni.  I tre fratelli protagonisti (davvero intense le prestazioni attoriali di Marco Leonardi, Peppino Mazzotta e Fabrizio Ferracane) scandiscono i diversi gradi di appartenenza a una normatività radicata in un territorio ostile, ma al tempo stesso meraviglioso, ancora incontaminato, dove le principali attività rimangono l’agricoltura e la pastorizia, un mondo criminaloide fatto di non detti, di silenzi, di riunioni famigliari in cui si decide della sorte di altri esseri umani. Ma tutto ciò –  è questa è l’eccezionalità dell’opera di Munzi – rimane fuori campo, dove l’occhio dello spettatore non arriva, e ciò che la macchina da presa immortala sono gli effetti sulle persone, che non possono far altro che tenersi tutto dentro.

Anime nere ci mostra un mondo compresso, inespresso, e lo spettatore è convocato a dare lui stesso forma a tutto il materiale emotivo che rimane a fior di pelle sui personaggi, che brancolano nell’oscurità, entrando in contrasto tra di loro, ma sempre sommessamente. Ecco perché l’epilogo del film si carica di una drammaticità che raccoglie tutta l’umanità negata, ammutolita, non partecipata, e la tragedia vede coinvolto come principale esecutore proprio il fratello che più si era estraniato dai ‘fatti della famiglia’. Un trattato antropologico, dunque, che rivela un profondo lavoro di preparazione da parte del regista che ha saputo cogliere in maniera acuta i comportamenti, le mentalità e i modi di vita di un mondo oscuro ma palpitante, segreto, strisciante e, in ultima analisi, soffocante. Il traffico di droga, il riciclo di denaro sporco e tutte le altre attività illegali connesse sono il sintomo di un ‘malessere’ più profondo, di una etica alternativa che non smette di rivendicare la propria cittadinanza.

Ricoperto giustamente da tanti David di Donatello, Anime nere si appresta a rimanere un caso nella cinematografia italiana e di genere. Per chi non l’avesse ancora visto, da non perdere.

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  • Anno: 2014
  • Durata: 103'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia, Francia
  • Regia: Francesco Munzi