Il programma di maggio del Cineclub Detour

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Cinema Detour – Maggio 2010
Cinema Detour / Oasi Urbana – Via Urbana 107 (NUOVA SEDE) 00184 Roma
Ingresso riservato ai soci. tessera annuale 7 € + sottoscrizione

MER 5 MAGGIO FREAKANIMA
21.00 MARY AND MAX di Adam Elliot (Australia/USA 2009, 80 min. v.o sott. Italiano) Dai vincitori per l’Oscar del corto d’animazione HARVIE KRUMPET, questa nuova storia racconta di due amici di penna: Mary Dinkle, una pacioccosa e solitaria bambina di 8 anni di Melbourne e Max Horovitz un ebreo di 44 anni di New York, gravemente obeso e con la sindrome di Asparger. Un giorno la piccola Mary nell’ufficio postale apre a caso l’elenco telefonico di New York, copia un indirizzo e scrive. Max risponde: i due diventano pen friend legati dalla passione per la cioccolata e i disegni animati. Accompagnati da una voce narrante, interpretata da Philip Seymour Hoffman, i diversi mondi dei due personaggi corrono paralleli negli anni tra lettere e dolciumi fino a incontrarsi.

Mary&Max

GIO 6 MAGGIO DETOUR ZE BEST 2010: AMERICAN COMPOSERS#1
21.00 AMERICAN COMPOSERS – JOHN CAGE di Peter Greenaway (1983, 55 min. V.o. sott. Italiano) Il documentario è stato girato in occasione di una performance realizzata per il settantesimo compleanno del musicista, performance nella quale Cage realizzò un’opera che intersecava i suoi lavori tra i quali: “Double Music”, “Music for Marcel Duchamp”, “Indeterminacy”, “Song Books”, “Branches”,”Inlets”, “Roaratorio: An Irish Circus on Finegans Wake”.

cage

VEN 7 MAGGIO C.A.R.M.A. Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate presenta
VideoNight artworks collection show
a cura di Valentino Catricalà, Veronica D’Auria, Lino Strangis

videoarte

Sarà proposta una rassegna di opere la quale intende dare un veloce sguardo d’insieme su questo tipo di produzione, che se anche negli ultimi anni trova maggiore interesse da parte di spazi espositivi pubblici e privati, è ancora di fatto lontana dalle abitudini dei cineamatori e dalle frequentazioni di un pubblico più ampio.
In prima serata sarà proposta un’antologia di nuove proposte selezionate (nell’ambito del contesto italiano) in seguito al costante lavoro di monitoraggio svolto dal gruppo curatoriale Le Momo Electronique. In questa sezione sono state raccolte le proposte di autori all’inizio della loro esperienza nelle quali il gruppo di selezione, in base a parametri storico artistici, ha individuato dei punti di interesse potenzialmente sviluppabili (e già più o meno sviluppati) in una concreta linea di ricerca. “E’ estremamente importante per noi lavorare per rendere visibili questi lavori soprattutto per incoraggiare i giovani a continuare nella speranza e la consapevolezza che tra questi qualcuno proseguirà il suo percorso artistico e confermerà il valore culturale della propria produzione… Questa è una pratica molto rara nel contesto artistico nostrano in cui una delle fasi più difficili è proprio quella del debutto”. (Veronica D’Auria, coordinatrice del gruppo curatoriale).
Al centro della serata sarà proiettata una selezione di opere di artisti (anch’essi italiani) di cui è già stata accertata la qualità della ricerca a diversi livelli di carriera. Questa sezione intende segnare, se anche senza pretese di completezza, uno stato dell’arte, uno sguardo panoramico sul presente di questi linguaggi artistici nel nostro paese. “Altrettanto significativa è questa selezione nella quale vanno a confluire le opere di alcuni tra i più interessanti autori attualmente stabilmente impegnati in questo tipo di ricerca, sono artisti che hanno già ottenuto riconoscimenti prestigiosi a livello nazionale e internazionale ma che il grande pubblico ancora misconosce, come Cèsar Meneghetti, Igor Imhof e Lino Strangis“. (Valentino Catricalà)
In fine serata si potranno fruire le opere di due grandi artisti storici di confermata e storica fama internazionale: Il gruppo italiano Studio Azzurro (fra i primi e probabilmente il più famoso gruppo di arti multimediali italiano nel mondo) e il pioniere della videoarte cinese Zhang Peili e una serie di rare opere del padre della video arte, da poco scomparso: il grande maestro Nam June Paik.

DOM 9 MAGGIO DETOUR ZE BEST 2010: DOCTOUR
21.00 HELVETICA di Gary Hustwit (Gran Bretagna 2007, 80 min. V.o. sott. Italiano) Helvetica è una pellicola indipendente, un film-documentario sulla tipografia, il disegno grafico e la cultura visiva globale. Mostra la proliferazione di un set dei caratteri come componente di una più grande conversione di stili comunicativi. La pellicola è un’esplorazione ed allo stesso tempo una discussione con i progettisti della comunicazione circa il loro lavoro, il processo creativo e le scelte estetiche dettanti l’utilizzo di un font, piuttosto che di uno stile. Introdotto nel bel mezzo di un’onda rivoluzionaria nel campo del lettering, la popolarità del carattere svizzero fece presto breccia nelle agenzie di pubblicità che vendettero questo nuovo stile di disegno ai loro clienti, l’Helvetica così comparve rapidamente nei marchi corporativi, nel signage per i sistemi di trasporto, nelle stampe d’arte ed in altri innumerevoli campi della comunicazione. L’inclusione, nel 1984, nei font di sistema Macintosh confermò la sua diffusione anche nella grafica digitale.

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MER 12 MAGGIO VISIONI presenta
21.00 COLLATERAL di Michael Mann. Con Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg. USA 2004. Un’adrenalinica sfida nella notte di Los Angeles atmosfera sincopata. Max, tassista modello, compie una corsa con un procuratore donna che avrebbe dovuto discutere un caso in tribunale la mattina successiva. Immediatamente dopo, un nuovo cliente, Vincent, che gli fa una proposta allettante, accompagnarlo per l’intera notte in cambio di 700 dollari. Max si fa convincere, senza sapere che da quel momento avrebbe iniziato un viaggio allucinante…

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GIO 13 MAGGIO CELINE, POUND, D’ANNUNZIO: la commedia severa 
a cura di Federico Febbo

Un artista non può essere un uomo! L’irreciprocità di questo dualismo, da sempre incompreso e che fonda l’eterna polemica sul comportamento e sulla vita che caratterizza alcuni grandissimi intelletti, marca ancora una volta la vita di tre dei più grandi scrittori del XX secolo. L’uomo di cui parlo è quello inteso, ancor più oggi, nella sua sciagurata accezione di “civile”; l’uomo probo, morale, sociale che deve tendere al giusto ed infine saper accostare quel sentire comune che chissà da quale populismo idealista è stato generato. Certo, è stato generato dalla nascita dello stato civile, nato solo per il timore reciproco tra umani di contro la lex naturalis, ma non sarebbe onesto chiedersi se dalla costituzione di questo stato civile in poi, ed ancor prima, questa tendenza al “buono” può aver solo prodotto e alimentato il suo rovescio? E’ lecito pensarlo ma non per tutti. Chi arriva a porsi un quesito tale non lo fa per moralismo o pessimismo naturalista ma perché riuscire ad ammettere che non sappiamo ancora esattamente cosa sia la natura umana è la prerogativa di un vero artista, che è, o così diviene, soprattutto un mostro. Nessuno può impedirmi di pensare che contrariamente a quanto viene detto, che la nozione di natura umana di bontà, libertà e giustizia verso cui noi tutti dovremmo tendere, siano concetti in realtà fondati su una retorica universale e, per quanto possa essere atroce, la storia ha sempre confermato questa funesta tesi. Il vero artista fa la politica dell’uomo e non la politica del cittadino e se l’uomo è un mostro l’artista non può che esserlo all’ennesima potenza. Celine, Pound e D’Annunzio questo lo avevano ben compreso, per l’appunto al di là di qualsiasi equivoco politico, e se ogni vita non è che un impresa di demolizione, come chiosava Fitzgerald, bisogna essere severi con se stessi fino al parossismo, quello di una vita consapevole della mostruosità da cui viene incarnata ed è solo per questo che per questi tre scrittori l’ideale di bontà o giustizia era nient’altro che un estrapolazione per la quale non si può trovare nessuna giustificazione storica. L’approccio del vero artista, del genio, è molto più limitato di un qualsiasi uomo ordinario della società civile, per ciò questi non può fare altro che essere cattivo. A differenza di Gargantua che rideva con un occhio mentre piangeva con l’altro, Celine Pound e D’Annunzio scelsero nella loro esistenziale commedia di chiuderne uno. Indovinate quale….

CELINE, POUND, D'ANNUNZIO

21:.30 VIAGGIO AL CENTRO DEL DELIRIO regia di Nato Frascà e Ugo Leonzio (1970, b/n, 30 min. italiano). Trasmesso nel 1970 dalla prima rete della Rai nella rubrica “l’Approdo”, settimanale di lettere ed arti a cura di Franco Simongini che vedeva tra l’altro nel direttivo Carlo Emilio Gadda e Carlo Bo, questo strepitoso documentario con intervista ripercorre l’aspetto più cupo di una mestizia che ha sempre avuto il sapore di una fine in Celine, quella della possibilità dello scrivere come perfezione. Se Celine nella sua vita è sceso così in basso, ma si badi dal cielo, fino a degradarsi dalla società tra le due guerre, è perché sapeva che l’applauso ed il successo erano lì a conclamare il fatto di essere ancor troppo lontano dal suo vero scopo in scrittura. Proprio Carlo Bo apre questo documentario ricchissimo di materiali d’archivio (si potranno anche ascoltare le due canzoni “au noeud coulant” e “le réglement” scritte e cantate dallo stesso Celine) con interviste all’autore come a sua moglie Lucette Almanzor ed al suo migliore, unico, amico Marcel Aymé; e poi ancora Pascal Pia, Dominique de Roux e Michel Beaujeaur. Potrei dire molto di Celine perché troppo se ne è detto, dalle questioni squisitamente filologiche alla toccante, quanto equivocata, questione dei libelli antisemiti, un immotivata incomprensione però mai giustiziata da alcuni fatti compiuti da Celine durante l’occupazione, come il suo rifiuto di collaborare ai giornali di regime, l’ospitalità e la protezione in casa sua offerta ad alcuni paracadutisti alleati e poi i Nazisti che per primi non capivano e censuravano i suoi libri in Germania. Contraddizioni che i più non hanno mai voluto esaminare ma solo per motivare quella rabbia politica che necessitava di un traditore da ghigliottinare. L’ottusità del non capire che il suo odio non era nei confronti degli uomini, o alcuni uomini, ma bensì dell’uomo”. Quel fraintendimento di tutti che vede nell’homo homini lupus di Hobbes l’uomo che mangia un altro uomo, quando è in realtà solo l’uomo che mangia se stesso.
22.00 INTELLIGENZE SCOMODE DEL NOVECENTO, EZRA POUND regia di Giano Accame e Sergio Tau (2000, colori, 28 min.italiano) Ideato da Giano Accame, una serie di appuntamenti per la Rai Educational che avevano lo scopo di andare a rinvigorire e riproporre alcune figure di intellettuali ed artisti, soprattutto italiani come Malaparte, Pirandello e Marconi, avvolti nell’ombra di un contesto storico che li aveva segnatamente visti troppo vicini ad alcune posizioni politiche e che in più di un caso li avrebbe portati a diventare paradigmi e modelli di una specifica cultura sociopolitica, quella di destra. In questo documentario vengono sviscerati gli aspetti artistici del grandissimo poeta ed esegeta e della sua personalissima vita. Uno scrittore assoluto che ha graziato e disgraziato la cultura italiana, dagli Stati Uniti a Londra ed infine Rapallo, il manicomio criminale ed il suo eidos economico, lo sdoganamento pasoliniano. Ma al di là di qualsiasi mio intento apologetico, troppo volgare per avvalorare tesi già sciolte e comunque a me indifferenti, questa biografia tocca la corda che ha reso irraggiungibile e perso “lo miglior fabbro” come Eliot appellava il suo maestro, parafrasando ovviamente quell’Arnaut Daniel della commedia dell’Alighieri.
22.30 INTELLIGENZE SCOMODE DEL NOVECENTO, GABRIELE D’ANNUNZIO regia di Giano Accame e Sergio Tau (2000, colori, 29 min.italiano) Un intensissima biografia del genio D’Annunzio, oggi tanto fuori moda, il Giove dell’Olimpo dei poeti di fine ottocento. Dalla candidatura di destra, ancora storica, del 1897 a Ortona fino all’esecrabile episodio di Bava Beccaris a Milano, che gli fece gridare (insieme a tutti gli altri borghesi d’Italia, non dimentichiamolo) “vado verso i banchi di sinistra, vado verso la libertà”per poi passare attraverso il richiamo dei partiti di corte nelle giornate radiose pre-grande guerra, fino all’incontro con il Duce, da lui sedotto e abbandonato. E poi “Il Piacere” e la “Figlia di Iorio”, la complessità e la versatilità dell’irrisolvibile ambiguità di questo ineguagliabile poeta, narrata in questo affascinante ed esaustivo documentario prodotto per la Rai educational.

VEN 14 MAGGIO MEGACHIP presenta
L’Associazione Culturale MEGACHIP organizza un ciclo di serate al cinema, con l’intento di mostrare sul grande schermo filmati rari o mai visti rinvenibili in rete web. Nel corso di tali incontri gli spettatori assisteranno, per circa 2 ore, alla proiezione di videoclips di breve e media durata, che affrontano argomenti rilevanti, selezionati per la formazione di un’opinione equilibrata e globalizzata. In sala, sarà presente un esperto conduttore-opinion maker che avrà il ruolo di introdurre i temi e armonizzare i commenti. Un progetto a sostegno della Democrazia e della Cultura Digitale.

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21.00 I MURI DEL MONDO conduce Miguel Martinez. 
Miguel Martinez, nato a Città del Messico, di padre messicano e di madre statunitense, vive in Italia ed è il curatore del sito http://www.kelebekler.com. Studia da vicino i materiali veri con cui si edificano e si abbattono i muri: le culture.

DOM 16 MAGGIO DETOUR ZE BEST 2010: BEING CHARLIE KAUFMAN
21.00 SYNECDOCHE, NEW YORK di Charlie Kaufman ( USA 2008, 124 min. V.o. sott. Italiano) Un film scritto e diretto dallo sceneggiatore di “Essere John Malkovich” e “Se mi lasci ti cancello”. Caden Cotard, regista teatrale fresco del successo ottenuto grazie alla messa in scena di Morte di un commesso viaggiatore, si prepara ad affrontare la preparazione della sua nuova opera che prevede addirittura la ricostruzione di una New York a grandezza naturale all’interno di un magazzino di Manhattan. Nel frattempo deve anche gestire i difficoltosi rapporti con le donne della sua vita.

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MER 19 MAGGIO SCHERMAGLIE cinema (in)oltre presenta
21.30 ZEMANLANDIA (documentario, Italia 2009, 55′)i Giuseppe Sansonna. Primi anni ’90. un squadra di provincia, il Foggia del boemo Zdenek Zeman approda in serie A e sconvolge il campionato. Non una biografia sportiva ma una storia collettiva di una piccola provincia che sale inopinatamente alla ribalta del calcio italiano. Storia di un messianico approdo e di un duo. Zeman e Casillo, allenatore e presidente del Foggiacalcio. Il levriero e l’orca, capace quest’ultimo di planare sul campo in elicottero per festeggiare il passaggio dalla serie C1 alla B. Il Clint Eastwood del calcio, uomo dalle due espressioni, con e senza sigaretta, sguardo raggelante e silenzi penetranti e l’Al Capone del tavoliere. Coppia comica perfetta. Ma Zemanlandia è anche la storia di un piccolo stadio trasformato in un inferno e di un gruppo di giocatori semisconosciuti che saettavano indemoniati per un’ora e mezzo segnando e incassando valanghe di gol.
Alla serata interverrà il regista Giuseppe Sansonna
Recensione del film su SCHERMAGLIE di Duccio Brevi (alias Andrea Luppatelli)

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GIO 20 MAGGIO DETOUR ZE BEST 2010: AMERICAN COMPOSERS#2
21.00 AMERICAN COMPOSERS – PHILIP GLASS di Peter Greenaway (Gran Bretagna 1983, 55min. V.o. sott. Italiano) Documentario realizzato da Peter Greenaway per la BBC che ripercorre l’evoluzione artistica del compositore Philip Glass.

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VEN 21 MAGGIO Cinematografo Poverania e BizzarroCinema.it presentano
21.30 LA GRATA – UNA PRODUZIONE CINEMATOGRAFO POVERANIA (Italia, 2009 – 82′) di Fabio Morichini e Matteo Sapio. Con Federico Scribani, Pepita Cianfoni, Lara Martelli, Sylvia de Fanti, Francesco Cabras. Roma, Novembre, cordone sanitario, pandemia. Nella città ancora svolazzano le mosche, nonostante sia inverno. La protezione civile ha riaperto i padiglioni abbandonati dei grandi ospedali cittadini per l’emergenza. In una stanza chiusa da trent’anni, viene approntata, in tutta fretta, una sala di terapia intensiva: qualcosa di strano è successo lì dentro, molti anni prima. La paziente che viene ospitata è una giovane donna in coma, un volto noto, una soubrette della televisione. Davanti al letto c’è una grata, che copre un vecchio condotto dell’aria. E le mosche, che tutto osservano.-. Web: www.myspace.com/orphans198

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Il Mucchio Selvaggio (Fuori Uscite) Erano già riusciti a spiazzarci due anni fa con il loro inclassificabile lungometraggio d’esordio Bios, i due registi romani Fabio Morichini e Matteo Sapio. Oggi continuano la loro missione destabilizzante con La Grata, mantenendo intatte (e addirittura radicalizzando) le caratteristiche che resero così off la loro opera prima: sperimentazione visiva, narrativa e linguistica ma sempre e rigorosamente senza troppe pippe, senza quell’aria accademica di chi sfoggia inappuntabili erre mosce ma anzi con quel ghigno beffardo di chi non si capisce bene se ci è o ci fa. Difficile incanalare La Grata in parametri di genere o di stile, difficile anche raccontarne la trama destrutturata che si svolge sullo sfondo di una Roma in piena crisi pandemica, invasa dalle mosche (“che vanno sempre sulla merda” come afferma un esperto alla radio). In primo piano, i personaggi più di sparati: un dottore fedifrago tormentato dagli incubi, uno strozzino con le stigmate, una soubrettina televisiva in coma, due sceneggiatori che discutono di cinema sociale mentre mangiano lardo di colonnata e bevono vino rosso e, infine, un infermiere ottuso intrappolato in una circostanza lynchana. La Grata accumula situazioni e suggestioni, devia continuamente il tiro, divaga e si perde (come nell’inquietante omaggio a Kafka realizzato in stile cinema delle origini), poi si ritrova, sferra qualche colpo e ricomincia da capo. Apre tutte le porte che gli capitano a tiro e si prende la libertà di chiuderne poche (o nessuna?), percorre vie impervie e cambia continuamente pelle risultando costantemente inatteso. Un folle ma lucidissimo patchwork che si esprime al meglio facendo le cose più sbagliate, e che, andando oltre il comune senso del cinema, della bellezza e della perfezione, scopre un mondo incontaminato tanto dalle accademie della purezza infinita quanto dai sovversivi dell’ultima ora. Concretamente inammissibile, felicemente “fuori luogo”… 

Bizzarro Cinema
Saranno presenti in sala: i registi e tutto il collettivo Poverania

DOM 23 MAGGIO DETOUR ZE BEST 2010: WHAT WE DO IS SECRET
21.00 WHAT WE DO IS SECRET di Rodger Grossman. Con Shane West e Bijou Phillips (USA 2008, 92 min. v.o. sott. Italiano) Biopic incentrato sui mitici GERMS, seminale punk band losangelina degli anni ’70, e sul suo cantante, Darby Crash. La vera forza della band si fondava su esibizioni live adrenaliniche e selvagge, per le quali i Germs conquistarono la fama di “bestie selvagge”, facendosi cacciare da molti club. 
Il successo arriva con l’album GI – Germs Incognito, del 1979, “uno dei massimi capolavori punk di tutti i tempi” (enciclopedia del rock Giunti). Dello stesso anno è la partecipazione allo storico film-documentario The Decline of Western Civilization di Crash che sempre più viene accreditato come il giusto erede di Johnny Rotten, e che inizia ad essere considerato una vera e propria icona di culto. 
In un innovativo intreccio stilistico di narrativa, vero e finto documentario, il film di Grossman illustra la storia selvaggia di Darby Crash e il suo misterioso “piano quinquennale” per diventare una leggenda. La storia della band culmina nel tragico suicidio programmato di Crash che, per uno scherzo del destino, fu oscurato nei media il giorno successivo dall’assassinio di John Lennon. Da notare che Shane West, che interpreta il ruolo di Darby Crash nel film, lo ha poi sostituito come cantente della band. Qualcuno avrà avuto la fortuna di vedere in concerto i riformati GERMS in un recente tour che a toccato anche Roma.

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MER 26 MAGGIO VISIONI presenta
21.00 GIU’ AL NORD di Dany Boon. Con Kad Mérad, Dany Boon, Zoé Félix, Philippe Duquesne, Line Renaud. – Francia 2007. Philippe è direttore di un ufficio postale in Provenza. Obbligato al trasferimento tenta di farsi mandare in Costa Azzurra e, per ottenere l’assegnazione, inscena un trucco che viene scoperto. A questo punto potrebbe temere il licenziamento. Invece gli accade…di peggio

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GIO 27 MAGGIO MEGACHIP presenta
L’Associazione Culturale MEGACHIP organizza un ciclo di serate al cinema, con l’intento di mostrare sul grande schermo filmati rari o mai visti rinvenibili in rete web. Nel corso di tali incontri gli spettatori assisteranno, per circa 2 ore, alla proiezione di videoclips di breve e media durata, che affrontano argomenti rilevanti, selezionati per la formazione di un’opinione equilibrata e globalizzata. In sala, sarà presente un esperto conduttore-opinion maker che avrà il ruolo di introdurre i temi e armonizzare i commenti. Un progetto a sostegno della Democrazia e della Cultura Digitale.
21.00 11/9 Decostruzione dei miti sull’11/9 attraverso materiali video a disposizione sul web e in libreria: il mito della Spectre-alQa’ida, le inchieste con il baco, gli integralisti impossibili, le esercitazioni militari in contemporanea, gli scenari alternativi, il mito fondante della Guerra Infinita. 
Conduce Pino Cabras, direttore editoriale del sito www.megachip.info, ha pubblicato “Strategie per una guerra mondiale”, un libro sull’11 settembre e sugli scenari seguiti a quell’evento.

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VEN 28 MAGGIO DETOUR ZE BEST 2010: DJANGOMIIKE!!
21.00 SUKIYAKI WESTERN DJANGO di Takeshi Miike con Quentin Tarantino (Giappone 2007, 120 min. V.o. sott.italiano) A centinaia di anni dalla battaglia di Dannoura, i clan dei Genji e degli Heike si fronteggiano di nuovo in una povera città di montagna in cui aleggia la leggenda di un tesoro sepolto. Yoshitsune comanda i suoi Genji vestiti di bianco, mentre Kiyomori capeggia gli Heike, in abiti rossi. Un bandito solitario, oppresso da un carico di ferite emotive e dotato di un incredibile talento, giunge per caso in città. Le aspettative entrano in contrasto quando i personaggi principali si chiedono a quale gruppo si unirà il bandito. Trucchi sleali, tradimenti, desideri e, infine, l’amore, si susseguono caoticamente finché la situazione non esplode in un chiarimento conclusivo.

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DOM 30 MAGGIO DETOUR ZE BEST 2010: YATTAMIIKE!!
21.00 YATTERMAN di Miike Takashi (Yatterman, Giappone 2009 119 min., v.o. sott. Italiano) Trasposizione di Yattaman, famoso anime degli anni 70. La storia racconta del trio Drombo, un terzetto di ladruncoli assoldati dal Dottor Dokrobei, una misteriosa figura che gli ordinerà di recuperare i 4 frammenti della pietra Dokrostone in cambio di un favoloso tesoro. Ma a mettergli i bastoni tra le ruote ci sono gli Yattaman, i difensori della giustizia. La battaglia fra le 2 fazioni avviene a colpi di robot, e naturalmente il bene trionfa ogni volta, ma per i cattivi oltre al sapore della sconfitta li aspetta la terribile punizione che il dottore ha preparato in serbo per loro.

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Per informazioni:
Cineclub DETOUR



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