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Stasera su alle 21,35 su Rai Storia L’ultimo metrò di François Truffaut

L’ultimo metrò (Le dernier métro) è un film del 1980 diretto da François Truffaut. Il film ebbe successo di pubblico e di critica, vincendo dieci César ed ottenendo una nomination all’Oscar. Truffaut e la sceneggiatrice Suzanne Schiffman nella ricostruzione storica fanno riferimento alle memorie personali e ai ricordi degli amici. Con Catherine Deneuve, Gérard Depardieu e Andréa Ferréol

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L’ultimo metrò (Le dernier métro) è un film del 1980 diretto da François Truffaut.

Parigi è occupata dalle truppe naziste. L’ultimo metrò è l’ultima corsa prima del coprifuoco, il divieto di circolare per le strade notturne dopo le 23.00, ultima possibilità di ritornare a casa per gli amanti del cinema e del teatro. In quei difficili giorni di angoscia e di guerra, per evadere dalla dolorosa realtà e anche per la necessità di riscaldarsi, i parigini correvano numerosi ad affollare cinema e teatri. Il film costituisce il secondo capitolo della filmografia del regista dedicata al tema dello spettacolo. Il primo, Effetto notte, riguardava il cinema; il terzo, che doveva riguardare il music-hall, non fu mai realizzato.

Nella Parigi occupata dai nazisti – dove, partito il metrò delle 20,30 scatta il coprifuoco, ma la gente non ha perso, malgrado tutto, nè la voglia di far teatro, nè quella di andarci – il piccolo Théatre de Montmartre è alle prese con l’allestimento di una commedia norvegese. Il suo direttore, Lucas Steiner, ebreo, ha fatto credere d’essere fuggito in America e d’aver affidato le sorti della compagnia e del teatro a sua moglie Marion, che ne è anche la prima attrice, e al suo fidato collaboratore, il regista Jean-Loup Cottins. In realtà, ma lo sa solo Marion, Steiner è nascosto nella cantina del teatro e di lì, con l’abile mediazione della moglie, che lo va a trovare ogni sera, guida la messinscena della nuova commedia e la regia dell’inconsapevole Jean Loup.

Il periodo dell’occupazione tedesca è stato anche il periodo dell’infanzia del regista. Truffaut e la sceneggiatrice Suzanne Schiffman nella ricostruzione storica fanno riferimento alle memorie personali e ai ricordi degli amici. Durante la guerra i genitori della Schiffman si erano nascosti e la madre non era tornata dal campo di concentramento. Uno zio di Truffaut, partigiano, era stato arrestato a la Gare de l’Est come l’amico di Bernard e poi deportato. Il regista ragazzino appena poteva si infilava in una sala cinematografica e nascosto nel buio imparava a memoria i dialoghi dei film.

Le riprese furono effettuate dal 28 gennaio al 16 aprile 1980. La maggior parte della pellicola fu girata a Parigi nel teatro Saint-Georges, e all’interno di una ex fabbrica di cioccolato situata poco distante dalla capitale francese. Il film fu proiettato per la prima volta il 17 settembre 1980. Il film ebbe successo di pubblico e di critica, vincendo dieci César ed ottenendo una nomination all’Oscar.

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  • Anno: 1980
  • Durata: 130'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: François Truffaut