69 Festival di Cannes: Wolf and Sheep di Shahrbanoo Sadat (Quinzaine des Réalisateurs)

  • Anno: 2016
  • Durata: 86'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Danimarca, Afghanistan
  • Regia: Shahrbanoo Sadat

È una co-produzione tra l’Afghanistan e la Danimarca l’opera che segna il debutto della giovane cineasta afghana e che consente allo spettatore di immergersi nei paesaggi remoti e suggestivi di una terra lontana e associata quotidianamente a guerra e morte.

Siamo in un villaggio rurale dove un gruppo di bambini trascorre le giornate badando al gregge di pecore, concedendosi qualche breve pausa per un bagno e qualche scorribanda. E non manca l’intrattenimento più antico del mondo, quello di raccontarsi le storie, che in un piccolo villaggio rurale legato ad antiche tradizioni, vengono enfatizzate e a volte esasperate. Dalla donna che si risposa con un uomo già marito di tre mogli alla ragazzina che fuma di nascosto e gioca a fare la moglie, a quella che tutti pensano sia posseduta, per via dei suoi strani comportamenti: tutto fa parte dell’universo auto-biografico della regista, che ha vissuto per 7 anni in un villaggio simile.

Il suo sguardo, già in giovanissima età, era pronto a registrare, per poi rappresentare, la realtà che la circondava; il suo accento strano e la leggenda che suo nonno parlasse con gli spiriti la resero una specie di “outsider” (come il personaggio di Sediqa nel film) che all’età di 18 anni si trasferì a Kabul per studiare cinema-documentario. Wolf and Sheep nasce nel 2010 da una collaborazione con la Cinéfondation du Festival, una fondazione che supporta finanziariamente i giovani cineasti al loro primo lungometraggio. Shahr Sadat aveva 20 anni quando fu selezionata, la più giovane autrice scelta per questo progetto.

Anna Quaranta

Utlima modifica: 22 Maggio, 2016



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