69 Festival di Cannes: Mercenaire di Sacha Wolff (Quinzaine des Réalisateurs)

  • Anno: 2016
  • Durata: 112'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Sacha Wolff

Opera prima di Sacha Wolff, Mercenaire è ambientato tra la Francia e un’isola della Caledonia, territorio d’oltremare della stessa Francia. Soane (Toki Pilioko) vive sull’isola e gioca a rugby; viene notato per la sua prestanza fisica e contro il volere del padre parte per la Francia. I suoi sogni si infrangono all’arrivo, quando le sue caratteristiche fisiche non vanno più bene alla squadra a cui era destinato. Si affida così a Sosefo (Mikaele Tuugahala), un suo connazionale giocatore di rugby e già ben integrato nella società francese che lo introduce in una piccola squadra.

La vita è dura per Soane, straniero ovunque: in Francia che amministrativamente è la sua patria ma dove non si sente accolto, e nella sua isola natia, rinnegato da un padre violento e dispotico. Trova un po’ di amore nel morbido corpo di Coralie (Iliana Zebeth), che per un breve periodo gli regalerà una vita tranquilla e sostenuta da affetto e amore.

Deriso dai suoi compagni di squadra, che ignorantemente lo chiamano Maori; inseguito da Abraham (Laurent Pakihivatatu), che originariamente lo aveva convinto ad andare in Francia, ma non essendo andata a buon fine la trattativa, lo minaccia di ritorsioni contro la sua famiglia se non gli restituisce i soldi del biglietto aereo; circondato da dirigenti e sponsor della squadra che lo sfruttano convinti che gli bastino poche briciole in cambio del duro lavoro che ogni giorno svolge; Soane decide di riscattarsi dai torti subiti e mettere le basi per un nuovo inizio, che ripartirà proprio da una maggiore consapevolezza di quello che ha da offrire.

Il film unisce il mondo del rugby a quello della realtà post-coloniale: due mondi che hanno generato e continuano a generare violenza e uso prepotente della forza fisica. Se nel primo ambito si tratta di un gioco, nel secondo le implicazioni sono decisamente più serie e drammatiche. In tutti e due i casi è piuttosto comune che le persone si vendano al miglior offerente, oppure facciano da mediatori in trattative poco pulite, per avere un tornaconto.

Soane, da ragazzo diciannovenne impaurito del padre e ignaro delle sue potenzialità si ritrova a diventare uomo molto in fretta e a capire che senza compromessi non si può stare a questo mondo. Molte sono le scene violente, in campo e fuori, così come la presenza di animali con gli arti amputati: tutte immagini che rappresentano il difficile e traumatico passaggio all’età adulta, quello scontro con la realtà dura e avversa che inizia proprio da un padre incapace di dare amore e sostenere i propri figli.

Come Soane, anche Coralie, la sua ragazza, ha bisogno di affetto perché probabilmente non ne ha ricevuto da piccola dalla sua famiglia; anche lei come Soane si fa sfruttare in cambio di pochi attimi di “affetto” da parte degli uomini con cui va, pronti a deriderla una volta soddisfatti i propri bisogni.

Fino a che non si prende coscienza del proprio valore ci si affiderà sempre alla prima persona furbescamente in grado di prosciugare forze e anima di chi è più debole, in cambio di un magro salario o di qualche scampolo furtivo di tenerezza. È un percorso lungo, un viaggio di andata verso una terra aspra e lontana, per poi tornare più forti e ricominciare.

Anna Quaranta

Utlima modifica: 22 Maggio, 2016



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