69 Festival di Cannes: Aquarius di Kleber Mendonca Filho (Concorso)

  • Anno: 2016
  • Durata: 140'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Brasile
  • Regia: Kleber Mendonca Filho

Aquarius di Kleber Mendonca Filho indaga la memoria dello spazio e di un popolo, di due generazioni in posizioni contrastanti nel rapportarsi ad essa, dove la nuova guarda alla vicina e distante America ed è pronta a obliare il passato nell’omologazione e la vecchia difende l’identità in una lotta solitaria. Sonia Braga è Clara, una benestante vedova ed ex critica musicale residente a Recife nel palazzo “Aquarius” costruito negli anni ’40, un complesso che ha quasi la sua stessa età. La magnetica protagonista è una rispettata figura intellettuale – la chiamano Dona Clara – dai gusti musicali all’avanguardia ed eclettici, che dopo la morte del marito ha deciso di trascorrere il resto dei suoi giorni nella casa dove ha cresciuto i tre figli. La sua tranquilla quotidianità è turbata dall’arrivo di Diego (Humberto Carrão), un giovane e ambizioso ingegnere edile disposto a tutto pur di comprare l’intero palazzo e realizzare il suo progetto di ricostruzione. Ha inizio una guerra fredda giocata tra dentro e fuori Clara, dalla quale emerge lo stato attuale di un Brasile attaccato e difeso a spada tratta dalla magnifica eroina femminile.

L’opera seconda del giornalista Kleber Mendonca Filho, dopo il debutto alla regia con Neighbouring Sounds, è un complesso ‘ritratto di signora’ immersivo nella vita e nella mente di una donna costretta a un isolamento esterno provocato dalla speculazione edilizia,  che contribuisce a creare la medesima condizione interiore. Lo schermo è riempito dall’elegante e incisiva Braga, a cui il tempo sembra soltanto aver aggiunto bellezza. Nel passaggio iniziale di scavo nella memoria appaiono nitide la sua indipendenza e forza: il flashback torna indietro negli anni ’80, quando una Clara giovane dai capelli corti e sopravvissuta al cancro al seno ascolta i Queen. Questa è la caratura della protagonista, una donna combattiva, libera, anticonformista, colta. Nella memoria di Clara ritroviamo anche il suo modello, la zia Lucia di cui si celebrano i settanta anni, una donna rivoluzionaria ed iconica per il Paese. Nel presente Clara ha gli stessi capelli lunghi della zia ed una grazia sensuale che non si piegherà mai al compromesso.

I luoghi di Clara sono un’estensione della sua persona. La casa custodisce la memoria, è il luogo degli affetti, il rifugio sicuro dove poter ascoltare la musica intonandola al proprio umore. Clara viene attaccata nel suo riparo da Diego, simbolo di una generazione di breve memoria e corrotta dal denaro, identificato come valore supremo. Aquarius non piace, non è moderno e funzionale e per questo viene attaccato, abusato, svuotato e lasciato deteriorarsi. Nella lotta di preservazione Clara è messa a dura prova da un nemico senza scrupoli e feroce, il quale non riesce a penetrare la porta di casa ma l’avvolge in modo sinistro, infatti Clara è l’unico essere vivente ad abitare un luogo fantasma tradito in virtù del profitto. Resiste ostinata alla crescente violenza psicologica persino quando la sua famiglia si scaglia contro di lei, abbindolata com’è dalla cospicua offerta in denaro. Noi siamo con Clara per tutto il tempo, annusiamo la sua paura, la sua solitudine si insinua, il bisogno di sentirsi di nuovo amata per una notte arde sulla pelle, la sua faticosa ma implacabile resistenza è modello.

La testardaggine di Clara nel voler portare avanti una causa senza proseliti è corroborata dal suo rigoroso rispetto per la storia, personale e di un Paese, il Brasile, ferito da contraddizioni e corruzione. Le contraddizioni non esimono Clara, e con lei una certa borghesia intellettuale, che tratta i propri domestici come membri della famiglia ma che poi scivola distrattamente in osservazioni classiste.

Il film non finisce, ovvero la storia elude la chiusura con una vittoria o una sconfitta. La battaglia tra i due titani generazionali continua, a noi la lucida responsabilità di scrivere il finale nella nostra realtà.

Francesca Vantaggiato

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Utlima modifica: 21 Maggio, 2016



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