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CineSexy in dvd tra Emanuelle, calde labbra e sesso profondo

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Per quanto riguarda CineSexy, la collana dvd dedicata al cinema erotico che la rivista Nocturno cura per CG Entertainment, su queste pagine ci eravamo fermati a Le notti porno nel mondo n° 2 (1978) di Joe D’Amato alias Aristide Massaccesi, sorta di mondo movie a carattere piccante che fece da sequel a Le notti porno nel mondo (1977), che lo stesso realizzò in collaborazione con Bruno Mattei.

E torniamo ad occuparci proprio dei due grazie alla fondamentale riscoperta di Emanuelle e Françoise (Le sorelline) (1975), sceneggiato in coppia ma diretto dal solo futuro autore di Buio omega (1979) e Antropophagus (1980), in questo caso al suo ingresso nel filone che lo condusse pian piano nell’ambito delle luci rosse.

Come spiegato anche nel corso dell’intervista di un’ora Joe D’Amato totally uncut – Erotic experience posta a corredo del film, tutt’altro che appartenente alla saga che diede popolarità all’indonesiama Laura Gemser in quanto la Emanuelle del titolo possiede in questo caso i connotati di Rosemarie Lindt.

Una Emanuelle che, decisa a vendicare la sorella Françoise alias Patrizia Gori, suicidatasi dopo essere stata tradita dal molto poco raccomandabile Carlo, interpretato da George Eastman (pseudonimo di Luigi Montefiori) e che la sfruttava spingendola addirittura a prostituirsi, lo intrappola in una stanza della propria abitazione costringendolo ad assistere attraverso un vetro agli spettacoli più estremi, riducendolo alla condizione di una bestia.

Spettacoli comprendenti rapporti saffici, banchetti orgiastici e cannibalismo per concretizzare un delirio a tratti onirico non privo di splatter e piuttosto vicino, in fin dei conti, alla filosofia del torture porn.

Calde labbra

Mentre, sempre con la Lindt inclusa nel cast, Calde labbra (1976) di Demofilo Fidani vede la Leonora Fani de La svergognata (1974) e di Amore mio non farmi male (1974) nei panni (pochissimi, in verità) di Francesca, la quale, traumatizzata dopo aver assistito ad un violento amplesso tra i suoi genitori, non solo è cresciuta considerando i maschi come dei bruti, ma finisce per invaghirsi dell’istruttrice di francese Lise Braille, appena arrivata nella casa in cui vive insieme alla madre.

Istruttrice cui concede anima e corpo la decana del porno d’oltralpe Claudine Beccarie e nei confronti della quale vive una passione amorosa prima platonica, poi carnale, regalando non poche situazioni bollenti all’insegna del sesso lesbo.

Situazioni destinate a spingere l’insieme verso il dramma; man mano che nella vicenda subentra anche la non meno eccitante Flavia Fabiani dietro il cui nome si nasconde, in realtà, quello della Sofia Dionisio sorella della Silvia vista, tra l’altro, in Amici miei (1975) di Mario Monicelli e Il comune senso del pudore (1976) di Alberto Sordi.

Se poi non ne avete abbastanza, accanto ad un contributo video di Michele Giordano riguardante in maniera principale la già citata Beccarie, nella sezione del disco riservata ai contenuti speciali potete trovare la versione hard (di soli settantuno minuti) del lungometraggio, qualitativamente scadente ma di cui ci si può accontentare, considerata la non facile reperibilità del materiale.

Sesso profondo

Proprio a proposito di hard, infine, non possiamo fare a meno di segnalare l’uscita di uno dei primissimi esempi tricolori del genere, risalente alla sua golden age: Sesso profondo (1980), girato da Marino Girolami – ma firmandosi Frank Martin – negli stessi luoghi in cui mise in piedi Zombi holocaust (1980) e dove Lucio Fulci concepì Zombi 2 (1979) e sfruttandone, addirittura, gli stessi attori.

Ne è infatti protagonista Stefania D’Amario nel ruolo di Jennifer, che, da poco sposata con Roman, ovvero Al Cliver (all’anagrafe Pierluigi Conti), vive con la frustrazione dell’impossibilità di avere un orgasmo perché, posseduta in gioventù da un coetaneo tramite l’utilizzo di un modellino di aeroplano, non riesce a provare piacere sessuale se non quando si trova a bordo di un velivolo.

Un fastidioso aspetto della propria personalità che la spinge sia ad andare in terapia da uno psicologo, sia a tentare varie esperienze etero ed omo tra le lenzuola per sbloccarsi, ma senza il risultato sperato.

Fino ad una svolta decisiva, ma non prima che, con Venantino Venantini incluso in mezzo ai “partecipanti”, lo schermo venga tempestato di fellatio, dettagli ginecologici, masturbazioni assortite ed un’ironica sequenza di copula ad alta quota.

Il tutto, impreziosito dalla fotografia del mai disprezzabile Sergio Salvati, il quale racconta la sua interessante carriera nell’ambito della Settima arte durante i ventiquattro minuti di conversazione offerti come extra del supporto.

Francesco Lomuscio