Festa del Cinema di Roma: The Whispering Star di Sion Sono (Selezione Ufficiale)

  • Anno: 2015
  • Durata: 100'
  • Genere: Fantascienza
  • Nazionalita: Giappone
  • Regia: Sion Sono

In un futuro apocalittico l’umanità si è ormai ridotta drasticamente e l’80% della popolazione è composta da robot. L’androide Yoko Suzuki viaggia da un pianeta all’altro a bordo della Rental Spaceship Z con il compito di consegnare pacchi agli ultimi umani rimasti. Gli scenari che si trova ad attraversare sono desolati e le consegne spesso subiscono ritardi di anni, tanto che l’androide si chiede perché gli uomini preferiscano ricevere materialmente i pacchi piuttosto che utilizzare il teletrasporto. Il suo compito la conduce un giorno a Whispering Star, una stella sulla quale ogni rumore superiore ai 30 decibel rischia di sterminarne la popolazione. Yoko cercherà in punta di piedi l’indirizzo della consegna.

Il pluripremiato regista giapponese Sion Sono (Love Exposure, Suicide Club) confezione un’opera di indiscutibile eleganza formale, ma del tutto priva di componenti narrative che possano spingere lo spettatore a tollerarne l’eccessiva lentezza. Tutto ciò supponendo che si riesca nell’impresa di non assopirsi una volta capito l’andazzo. The Whispering Star mette davvero a dura prova il concetto di tempo percepito (se non avessi letto prima che il film durava solo un’ora e quaranta avrei pensato che, tra i titoli di testa e l’epilogo, fossero passati interi giorni) e inanella tutti gli errori più madornali in cui il cinema d’autore non dovrebbe mai cadere. La reiterazione ossessiva dei gesti quotidiani compiuti dalla protagonista, piuttosto che suggerire lo stato di anomia post-apocalittica in cui versa l’umanità, trasforma ben presto il film in una sorta di parodia di se stesso.

Per capirci, se Maccio Capatonda o The Jackals dovessero mai fare una parodia del cinema orientale d’autore immagino che potrebbero uscirsene con qualcosa del genere. Lunghissime inquadrature di insetti imprigionati in una plafoniera, imperscrutabili sguardi nel vuoto e dialoghi scarni e tutti inspiegabilmente sussurrati inducono lo sventurato fruitore a percepirsi in un rapporto similare a quello che, nell’immaginario collettivo, lega da sempre il ragionier Fantozzi a La corazzata Potëmkin. Con la differenza che La corazzata Potëmkin è un capolavoro e per soffrire gli effetti nefasti del film di Sion Sono non c’è neanche bisogno di rinunciare a una finale dei mondiali di calcio. Qualsiasi alternativa è preferibile a questo. Ed è un peccato perché le idee visive non mancano (l’intuizione dell’astronave a forma di casa fatiscente, ad esempio, è notevole) e la confezione – la fotografia soprattutto – è di gran lusso. Solo manca una storia e, anche volendo valutare il film in termini di pura sperimentazione del linguaggio, c’è da dire che questo The Whispering Star inventa davvero pochissimo. Annoia e basta.

Fabio Giusti

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Utlima modifica: 17 Ottobre, 2015



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