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David di Donatello 2015: Quentin Tarantino elogia il cinema italiano

Il David di Donatello 2015 andrebbe soprattutto ricordato per l’omaggio e le parole spese con sincerità che Quentin Tarantino ha rivolto al cinema italiano

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Prima di passare al trionfo di Anime Nere di Francesco Munzi e alla delusione e amarezza di altri, il David di Donatello 2015 andrebbe soprattutto ricordato per l’omaggio e le parole spese con sincerità che Quentin Tarantino ha rivolto al cinema italiano. Per quello che è stato l’esempio da seguire  “Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone è stato il primo film che ho visto in vita mia al cinema” dice alla platea, e dalle sue parole si sente un’ammirazione sconfinata verso il cinema italiano.  Un Tarantino sorridente che abbraccia e bacia tutti e si muove sotto le note di Pulp Fiction riproponendo il balletto famoso …Quando sul palco a premiarlo sale Ennio Morricone , a cui giustamente è stata dedicata una standing ovation, il regista americano straborda sorrisi e lo ringrazia di cuore quando Morricone accetta e conferma la proposta di collaborare nel suo prossimo film. Tarantino ha ricevuto dalle mani del “Maestro” due David: il primo del 1995 per Pulp Fiction e per Django Unchained del 2012.

Ma torniamo ai nostri. Anime Nere dicevamo…Film pluripremiato, porta a casa nove statuette come miglior film, migliore regia, miglior sceneggiatura, migliore produttore, miglior autore della fotografia, migliore musicista, miglior canzone originale, miglior montatore, miglior fonico di presa diretta. Film reale, intenso e crudo, realizzato ad Africo (piccolo paesino della Calabria) dove una famiglia calabrese viene sconvolta e coinvolta dalle frange della ‘ndrangheta. Il regista ha voluto ringraziare i calabresi per la grande  collaborazione nelle riprese di un film che sicuramente avrà avuto non poche difficoltà visto il tema trattato.

Il giovane favoloso di Mario Martone porta a casa cinque David tra cui (senza sorpresa e meritatissimo) spicca quello di Elio Germano come miglior protagonista maschile, straordinario nell’interpretazione del giovane Leopardi.  A Il Giovane favoloso vanno anche i David per il miglior scenografo, migliore costumista, miglior truccatore, miglior acconciatore.

Il David per il miglior attore non protagonista è andato ( anche con vera sorpresa da parte dell’attore) a Carlo Buccirosso in Io e la Giulia, film che ha visto Edoardo Leo esordiente alla regia e che ha portato a casa anche il David Giovani.

Il miglior regista esordiente è Edoardo Falcone per Se dio vuole, mentre gli altri David assegnati sono stati rispettivamente : a La teoria del tutto, miglior film dell’Unione Europea, miglior film straniero Birdman di Alejandro Inarritu, per gli effetti digitali è stato premiato Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores. David di Donatello per il miglior documentario a Belluscone di Franco Maresco. Infine è stato assegnato un David speciale a Gabriele Muccino, di rientro da Hollywood dove sta per girare il suo prossimo film ,apparso emozionato davanti al pubblico italiano e contento di essere ritornato a casa, come lui stesso ha detto.

Capitolo Mia Madre di Nanni Moretti : una bellissima Margherita Buy riceve il suo settimo David di Donatello come miglior protagonista femminile, praticamente è l’attrice che ha vinto più David di Donatello. Applauditissima meritatamente per la grandissima interpretazione in Mia Madre , una emozionata e emozionante Giulia Lazzarini che riceve il David come migliore attrice non protagonista. Ringrazia tutti ma in particolare con affetto la dedica va a Nanni Moretti con queste parole “Nanni , ti voglio molto bene” .

Forse Mia Madre meritava qualche altro riconoscimento, senza nulla togliere ad Anime Nere, ma per un film altrettanto intenso e delicato ci si aspettava un David in più. Insomma su dieci nomination soltanto due David per onestà sembra poco.

Ottima la conduzione affidata ad un pimpante Tullio Solenghi, oramai vero e proprio padrone di casa dei David di Donatello. Grande commozione infine per il ricordo dei grandi protagonisti scomparsi  da Virna Lisi a Giorgio Faletti, da Manuel De Sica a Monica Scattini e Anita Ekberg fino a Claudio Caligari e Francesco Rosi.

Questo David di Donatello 2015 ha fatto bene perché ogni tanto ai protagonisti del cinema italiano di oggi va ricordato che il nostro cinema è stato in assoluto il primo e miglior esempio che tutti hanno seguito. Se poi a ricordarcelo è un genio come Quentin Tarantino…beh questa è una grande lezione.

Graziella Balestrieri  

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