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Retina Video Art Festival: un occhio sulla video-arte contemporanea

Retina Video Art Festival, il primo festival dedicato alla video arte contemporanea, è approdato a Roma (al Museo di Arte Contemporanea Macro – La Factory, il 21 e 22 febbraio) per una due giorni di video-installazioni comprendenti 21 progetti creativi digitali provenienti da tutto il mondo

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Retina Video Art Festival, il primo festival dedicato alla video arte contemporanea, è approdato a Roma (al Museo di Arte Contemporanea Macro – La Factory, il 21 e 22 febbraio) per una due giorni di video-installazioni comprendenti 21 progetti creativi digitali provenienti da tutto il mondo.

Mi era stato proposto di andarci (in abbinamento – direi più che corrispondente – con la mostra di M. C. Escher, dalla quale – oltretutto – avevo l’ultima possibilità di lasciarmi incantare, data la sottile coincidenza della fine della stessa col 21 c.m.). E ci sarei voluta tanto andare, solo per il gusto di lasciarmi trasportare dal flusso ininterrotto delle immagini in movimento e inconsapevolmente scorrere senza sosta, proiettata negli schermi e nei pannelli allestiti per l’irripetibile occasione.
Ma qualcosa è capitato.

La mancata visione del Retina dunque, che mio malgrado – causa i su non-detti contrattempi funesti – non sono riuscita a vedere, mi ha comunque inevitabilmente condotta alla felice ed estasiata scoperta di alcune produzioni di video-maker da collocare fra le espressioni artistiche più elevate e futuriste nel campo dell’audio-video digitale.

Visioni ancestrali accompagnate dalle forme sempre diverse della musica elettronica. Esercizi di stile basati sulla sperimentazione e la ricerca di linguaggi sempre più moderni, tecnologici e innovatici, e in continua evoluzione, che sanno esplorare le strade del non-visto, in una fusione tra visivo e sonoro dal forte impatto emotivo.

Fra tutti, Jake Fried (classe 1984). Il giovane artista in questione, realizza piccoli capolavori di animazione utilizzando inchiostro combinato a bianchetto, pastelli e caffè. Inizialmente conosciuto per i suoi dipinti, ha dato una svolta alla sua arte creando una serie di animazioni ipnotiche e disegnate interamente a mano, dando alle sue opere quell’impronta stilistica tale da farle sembrare quadri in movimento.

E per condividere con voi – ordunque – la fallita esperienza di una sfavillante scoperta, vi lascio alla visione di Brain Lapse (2014), ultimo lavoro dell’artista bostoniano, e al link con la gallery dei suoi video-film, visitabile sul sito ufficiale www.inkwood.net.

Enjoy!

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