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Fino al 7 marzo Spazio Oberdan ospita una retrospettiva dedicata a Federico Fellini

Novant’anni dalla sua nascita, cinquant’anni dall’uscita de La Dolce vita, ma poi per proporre una retrospettiva su Federico Fellini non c’è bisogno di alcun anniversario.

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Novant’anni dalla sua nascita, cinquant’anni dall’uscita de La Dolce vita, ma poi per proporre una retrospettiva su Federico Fellini non c’è bisogno di alcun anniversario. Questa rassegna, organizzata in collaborazione con la Scuola Nazionale di Cinema – Cineteca Nazionale, intende essere occasione di ripensare l’intera opera filmica di quello che sarebbe riduttivo definire soltanto un grande regista, e soprattutto di farlo scoprire agli spettatori più giovani, la maggior parte dei quali ignorano del tutto chi sia Fellini. La sua opera, infatti, come accade solo ai classici, è davvero senza tempo, con il passare degli anni i suoi film, miscela visionaria ed esplosiva di realtà e immaginazione, non hanno perso un grammo del loro spesso immenso valore. Anzi, accade di rimanere ancor più stupefatti nel verificare come Fellini, eccelso esempio della modernità cinematografica, risulti oggi ancor più che moderno, addirittura contemporaneo.
Segnaliamo due appuntamenti speciali inseriti nella rassegna. Il primo con il documentario Noi che abbiamo fatto la dolce vita, presentato in anteprima all’ultimo Festival di Locarno e formidabile rievocazione attraverso la voce di molti testimoni della genesi del capolavoro (La dolce vita) che nel 1960 valse al suo autore la Palma d’oro al Festival di Cannes. Alla proiezione sarà presente Vittorio Boarini, direttore della Fondazione Fellini di Rimini. Il secondo con la presentazione del volume Fellini-Satyricon. L’immaginario dell’antico (Raffaele De Berti, Elisabetta Gagetti e Fabrizio Slavazzi, a cura di, Cisalpino, Milano, 2009) realizzato dall’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Lettere e Filosofia e che costituisce la conclusione di un lungo lavoro di ricerca sul Satyricon, uno dei film più misteriosi di Fellini per i molteplici livelli di lettura che implica. Il volume sarà presentato da uno dei curatori, il prof. Raffaele De Berti, prima della proiezione.

Per info e il programma completo:
Spazio Oberdan – Cineteca Milano