Medfilm Festival

‘What if they Bomb here Tonight?’: le pareti non proteggono più

Paura e fragilità raccontate in una notte di vetro

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Il cortometraggio What If They Bomb Here Tonight? è stato selezionato per la programmazione del MED Film Festival di Roma, offrendo al pubblico italiano l’occasione di confrontarsi con una pellicola breve ma intensa proveniente dal Libano, diretta da Samir Jihad Syriani, sceneggiata da Nadyn Chalhoub. Questa scelta del festival sottolinea l’interesse per opere che coniugano contesto politico e dimensione domestica, e apre un dialogo con il pubblico italiano su temi globali e contemporanei.

Sito Ufficiale del Festival

Vetri, bombe e speranza

La storia ruota attorno a una coppia libanese, Samir e Nadyn, che vive in una casa con pareti di vetro. Durante una notte insonne, essi vivono nella tensione costante di un possibile attacco aereo israeliano che potrebbe mandare in frantumi le loro pareti e distruggere la loro sicurezza. Con i figli che dormono tranquillamente nelle vicinanze, i due adulti si trovano ad affrontare la scelta impossibile: restare nella casa che amano, ma rischiare il peggio oppure fuggire e abbandonare quel poco che hanno costruito.

L’ambientazione è ridotta, minimalista: la casa di vetro, la notte, l’attesa. Questa riduzione dello spazio amplifica la vulnerabilità dei personaggi e rende visibile ciò che spesso resta implicito. Inoltre sottolinea e ribadisce la fragilità della vita civile nelle zone di conflitto.

Regia e stile visivo

Samir Jihad Syriani, classe 1989, è un regista e sceneggiatore libanese che ha maturato esperienze nel campo dei videoclip, delle pubblicità e dei cortometraggi studenteschi. In What If They Bomb Here Tonight?, utilizza uno stile visivo che punta sulla tensione sottile. La casa trasparente diventa simbolo e spazio filmico al contempo; i vetri diventano metafora di protezione e al tempo stesso di esposizione. Il fatto che i protagonisti siano gli stessi registi e sceneggiatori (Syriani e Chalhoub) rafforza l’idea di un’opera in cui l’autore è direttamente coinvolto anche sul piano interpretativo e soggettivo.

Dal punto di vista tecnico, si segnala la fotografia di Pierre Mouarkech e il montaggio di Désirée Abou Jaoude. Insieme contribuiscono a costruire una tensione crescente, quasi claustrofobica, e al contempo palpabile.

Decidere: restare o sparire nella stessa notte

Il film affronta diversi livelli tematici: innanzitutto la paura costante della guerra e dell’attacco. Una paura vissuta da chi è civile e apparentemente protetto da una casa. Ma la casa stessa può diventare trappola.
La famiglia. I figli dormono, ignari della minaccia, mentre i genitori devono decidere. Ciò mette in scena la responsabilità genitoriale in un contesto di incertezza.
Lo spazio domestico come luogo di vulnerabilità. La trasparenza delle pareti di vetro suggerisce l’impossibilità di nascondersi, una condizione di esposizione totale.
La scelta della fuga o della resistenza. Restare significa accettare il rischio, fuggire significa perdere ciò che si ha. Una metafora utile anche per riflettere sulla condizione di molti civili nei conflitti contemporanei.
In questo senso, il film non è solo cronaca del conflitto, ma riflessione poetica. L’angoscia dell’attesa, il silenzio della notte, il rumore potenziale dell’esplosione più che l’esplosione stessa. Questo dimostra come un cortometraggio possa trattare temi grandi con mezzi relativamente ridotti.

Arrivo al MED Film Festival di Roma

La scelta di includere questo corto al MED Film Festival di Roma consente di arricchire la programmazione con un’opera che parla di conflitto, casa, identità e vulnerabilità.

What If They Bomb Here Tonight? è un cortometraggio che contiene spessore emotivo e riflessivo. Il potenziale del film non è racchiuso solo nella storia, ma anche nel suo ritmo, nella costruzione dello spazio, all’uso del silenzio e del rumore, e al modo in cui lo sguardo del regista, nonché interprete, trasforma una notte d’attesa in metafora universale.

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