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Festival di Cannes 2014: Grace di Monaco di Oliver Dahan accolto con fischi e pochi applausi

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La 67esima edizione del Festival di Cannes è iniziata. Più o meno ogni Festival che si rispetti ha come film d’apertura un film non in concorso e per quanto riguarda Cannes l’apertura è più un evento segnato da glamour e paillettes che di vero cinema. Sulla croisette, infatti, settecento poliziotti attenti a garantire la sicurezza dei grandi divi. «Essere a Cannes è un invito speciale, un’esperienza magnifica», dice il presidente di giuria Jane Campion. Ed è emozionante sentire il conduttore Lambert Wilson che pronuncia i nomi dei grandi: Luchino, Federico, Orson, Ingmar, Akira, Michelangelo per arrivare a Alain Resnais. «Non ci facciamo prendere dalla nostalgia. Queste persone sono nella memoria di tutti. Il cinema va avanti».

Il film d’apertura è stato il discusso Grace di Monaco di Oliver Dahan con Nicole Kidman che oggi, 15 maggio, è uscito nelle sale cinematografiche italiane. Già durante l’anteprima per la stampa il film è stato accolto da una critica spietata con fischi e solo qualche applauso. Lo scorso 2 Maggio, la famiglia Grimaldi aveva fatto emanare dal proprio ufficio stampa un comunicato che non era per niente positivo. I Grimaldi, infatti, danno la colpa al regista per riferimenti storici inesatti ed episodi di fantasia ritenendosi offesi per essere stati il soggetto di una storia con fini puramente commerciali. «Capisco bene che i figli vogliano preservare la privacy dei propri genitori» – dice la Kidman – «ma l’opera di Olivier Dahan la ritengo rispettosa. Al centro c’è la love story di Grace e Ranieri e nessuna intenzione malevola sulla loro famiglia e in particolare su Grace. Nel leggere la sceneggiatura e nel girare il film mi sono emozionata tante volte. E anche se la sua storia è così fiabesca, quello che le capita è universale». Il regista Oliver Dahan litiga anche sul taglio finale della pellicola con la società di distribuzione nel Nord America, la Weinstein Co. La versione del regista sarà quella proiettata a Cannes.

Grace di Monaco si colloca nel Principato degli anni Sessanta avendo come sfondo la disputa tra il principe Ranieri e il presidente di Francia Charles De Gaulle prossimo a un’invasione del piccolo Stato. Nel 1956 Grace Kelly diventa principessa e si trova ad affrontare una profonda crisi coniugale e di identità quando deve decidere se tornare sulle scene cinematografiche. Nel 1962 Alfred Hitchock le offre il ruolo di protagonista del thriller psicologico Marnie (che poi va a Tippi Hedren) e la principessa, intrappolata in una vita di corte troppo rigida, accetta. Contemporaneamente c’e’ una crisi politica tra il principato e la Francia, perché De Gaulle vuole imporre il sistema fiscale francese a Monaco, e minaccia l’embargo e anche una possibile annessione con la forza. Di fronte ad una crisi del genere Grace rinuncia al suo ritorno a Hollywood per salvare la sua famiglia e l’immagine del principato e, secondo il film, è lei stessa ad avere un importante ruolo nel dietro front di De Gaulle.

Luana Verbanac

 

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