Yves Saint Laurent

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Anno: 2014

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 100’

Genere: Biografia, Drammatico

Nazionalità: Francia

Regia: Jalil Lespert

Data di uscita: 27 Marzo 2014

 

Un talento visionario e precursore dei tempi quello di Yves Saint Laurent, rappresentato per la prima volta al cinema da Jalil Lespert. Il film, presentato al Festival di Berlino nella sezione Panorama, è liberamente tratto dal libro “Yves Saint Laurent” scritto da Laurence Benaim. Quello che vedremo al cinema da domani, 27 marzo, è un biopic intenso ed elegante sullo stilista di origine algerina, morto sei anni fa, ma che ha lasciato dietro di sé, oltre al ricordo affettuoso della “famiglia YSL”- come Lespert chiama il suo compagno Pierre Bergé e i collaboratori di Yves – un modo di intendere l’alta moda rivoluzionario per l’epoca in cui la maison Saint Laurent muoveva i suoi primi passi.

Siamo nel 1957, anno della morte di Christian Dior. È l’anno in cui Yves, assistente del grande stilista dall’età di 17 anni, viene designato come suo successore alla guida della notissima maison francese. All’inizio degli anni ’60, lo stilista poco più che ventenne inizia a sentire la pressione delle responsabilità in Dior e, grazie al significativo sostegno di Bergé, fonda la sua casa di moda, resa riconoscibile in tutto il mondo dalle iniziali del suo nome: YSL. Lo stile di Yves si manifesta subito come qualcosa di estremamente particolare, con l’introduzione di abiti tradizionalmente maschili – come il tailleur pantalone, il blazer, lo smoking, la sahariana, ecc – , e ricercato. Il successo esplode con la produzione dei primi abiti di haute couture ispirati alle opere di Mondrian, con le quali Yves manifesta la sua grande passione per l’arte.

La fotografia di Thomas Hardmeier si allinea agli stati d’animo di Yves, capace di straordinarie creazioni artistiche e di abbandonarsi ai sentimenti più torbidi nella vita privata, manifestando così la sensibilità tipica del grande genio. Proprio in queste cadute, in cui Saint Laurent, interpretato da Pierre Niney, sembra perdersi, Lespert mette in evidenza la figura di Pierre Bergè,interpretato da Guillaime Gallienne, che ha indubbiamente contribuito a costruire la fama dello stilista e la riconoscibilità della sua etichetta su scala mondiale.

Buonissima l’interpretazione di Niney e Gallienne, attori della Comédie-Française. Il secondo, con  il suo Tutto sua madre, ha stravinto all’ultima edizione dei César. Notevole anche la protagonista femminile Victoire (Charlotte Le Bon), nei panni della venere conturbante che mette in crisi il rapporto tra Yves e Pierre.

Francesca Tiberi



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