Riff 2014: “Il bastardo innocente” di Igor Maltagliati

Il bastardo innocente

Anno: 2013

Durata: 80′

Genere: Commedia

Nazionalità: Italia

Regia: Igor Maltagliati 

La 13° edizione del Rome Indipendent Film Festival si apre con l’integrazione di una nuova ed interessante sezione, peraltro quanto mai in linea con l’imprinting del Festival: Romefilmmarket, riservata alle opere fuori concorso.

Romefilmmarket.com è la prima piattaforma italiana online dedicata esclusivamente al Cinema Indipendente . Suddivisa in dieci categorie, vanta già all’attivo più di 1000 titoli che spaziano tra i generi più diversi. L’obiettivo, tanto del Riff quanto del portale, è quello di offrire spazio e visibilità ai giovani talenti del cinema, di quel tipo di cinema slegato da ogni dovere con le major e le grandi produzioni ma al tempo stesso privato di ogni diritto: quello del supporto economico. Quello dell’accessibilità. Quello dell’incontro con il pubblico. Quello potenziale della crescita e della condivisione.

Il sito, tra le altre, presenta la sezione “Riff On Tour” dove è possibile prendere visione anche del film di Igor Maltagliati, Il bastardo innocente.

Iniziamo dal protagonista: chi è il bastardo innocente?

Giulio, metà-(l)-meccanico metà criminale, giovane e appetibile, innamorato del sesso e del ‘tuttoessubito’ gioca con la sorte, sia essa donna o rischio. Passa così da un letto (o auto che sia) a un altro senza il neppur lontano velo del nostro beneamato e cattolico senso di colpa e da una rapina all’altra, mentre progetta quella che dovrebbe cambiargli la vita!

Circondato da personaggi divertenti e sopra le righe (dalla “sorellina” innamorata alla psicotica moglie del boss), Giulio si renderà protagonista e causa di una banale vendetta amorosa, che in qualche modo graverà sul destino di tutti i personaggi.

Premesso che, dopo La mamma imperfetta, Il bastardo innocente è la prima Web Series che diventa un film e la prima prodotta in Italia (peraltro dallo stesso attore protagonista Alessandro Parrello) ad essere esportata Oltreoceano, possiamo riconoscere al prodotto finito una credibilità di base che lascia affascinati ma non del tutto convinti.

Difficile, almeno per i pochi che abbiano avuto il piacere di vederlo, non avvistare dei riferimenti fin troppo marcati al cortometraggio del pluri-premiato regista Nicola Piovesan, Il Garibaldi senza barba (2010), tra l’altro presentato durante la 10° edizione del Riff (2011): la storia di Piovesan ruotava in effetti attorno ad una inverosimile (ma ben costruita) banda di vecchietti uniti da un divertente quanto improbabile piano, quello del furto di un francobollo di inestimabile valore. Simile la trama, il taglio, l’utilizzo di maschere e annessi, il tono scanzonato e divertito. E questo per rimanere sul territorio nazionale.

Spostandoci sul panorama internazionale, invece, diventa addirittura impossibile non riconoscere Quentin Tarantino se non come padre, quantomeno come padrino della pellicola: si inizia dalle tendine di presentazione dei personaggi, si continua con l’ordine non cronologico degli eventi, si arriva al respiro generale del film, in cui è palese (e voluto) il richiamo al poliziesco italiano degli anni ’70.

La trama, il realismo, l’ambientazione nella Roma delle borgate parlano dichiaratamente infatti di una fascinazione del regista per il cinema degli anni di piombo, omaggiati in chiave comica sia attraverso il filo rosso della malavita capitolina che attraverso l’introduzione di elementi piccanti che rimandano alla commedia sexy all’italiana.

Insomma, quello di Maltagliati e del suo entourage è volutamente un cinema che non si prende sul serio: che cita, rimanda, ricorda ma sempre con un tono divertito e divertente, teso a schernire lo stereotipo dell’Attore, come quello del criminale e in fondo, forse, dell’uomo medio.

Rimane però, di fondo, evidente il tentativo ma non del tutto centrato!

Dalila Lensi



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