“THE STALKER” di Giorgio Amato

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Quello tra Lucio Melillo [Victor Alfieri] e Nadia [Cosetta Turco] potrebbe essere stato, inizialmente, un matrimonio felice, sbocciato da una vera storia d’amore.

Potrebbe. Ma non è questo che interessa al regista e sceneggiatore Giorgio Amato che in The stalker racconta la cupa discesa dell’animo del Melillo nei meandri negativi di una estremizzazione comportamentale che da lo porta a partorire, dopo la fine della storia d’amore, da una normale gelosia, un senso di possesso malato, ossessivo.

Lucio inizia a pedinare e perseguitare la sua ex moglie, colpevole ai suoi occhi, non solo di averlo abbandonato, ma anche di averlo derubato di tutto quello che, nella sua vita, era riuscito a costruire. Della sua casa, della sua dignità di uomo e, infine, della sua bambina, Adele [Alessia Moore].

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Lucio si ritrova, come molti padri nella stessa situazione, a dover contribuire al mantenimento di moglie e figlia, pur con uno stipendio davvero basso e già rosicchiato dalle rate del mutuo di una casa da cui ormai deve tenersi lontano, e dall’attività di estetista che lui stesso aveva avviato per la sua compagna.

La storia di Amato si dipana fredda e calibrata, raccontando il negativo tracollo dell’uomo in quella che potrebbe essere un sorta di follia in qualche modo accentuata [ma non pilotata] da sua moglie, che sin dall’inizio [e non ci viene dato modo di sapere se a ragione o meno] si rapporta verso il suo passato amore in maniera davvero scorretta e mai minimamente accondiscendente.

D’altro canto, il personaggio affidato alla buona verve attoriale dell’italiano trapiantato in USA Victor Alfieri [Angeli e Demoni; La valle dei pini], non nasconde una mentalità disturbata, profondamente labile, acquisendo e accumulando numerosi lati oscuri [è un violento; una guardia giurata non particolarmente ligia al dovere; è avvezzo ad una vita borderline, all’uso delle armi; feticisticamente attaccato ad una giovane prostituta; un fascista…] che devono portarlo a diventare figura iconica dello stalker, facendogli, però, assorbire anche molti luoghi comuni, poco credibili.

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La parabola discendente della vita di Lucio, poi, supera il punto di non ritorno quando, dopo le numerose denunce della moglie, il giudice decide di togliergli completamente l’affidamento della bimba, spegnendo del tutto la già fioca luce che illuminava la sua esistenza.

L’uomo elaborerà un piano curato nei più piccoli particolari [anche questi in alcuni casi davvero poco credibili] per dare alla sua ex una lezione secondo lui più che dovuta, e regalarsi una drammatica ultima vacanza con l’amata figlia.

Giorgio Amato racconta una storia di umanità in bilico, di perdita del senno e, in qualche modo, dell’umanità stessa, rincorrendo un tema, come quello dello stalking [e della violenza familiare], drammaticamente attuale, le cui estremizzazioni si fanno vivide nelle ravvicinate inquadrature di alcuni momenti topici del film [il pranzo a base di topo riscaldato del serpente del protagonista; i punti di sutura dati alla mano dopo un atto vandalico; la siringa inserita nelle vene del braccio; le continue violenze notturne alla sua ex donna, resa incosciente con un potente sedativo, alla maniera del diabolico portiere di Bed Time].

Per farlo, il regista sceglie di iniziare con un corposo incipit fatto di lunghi silenzi, che descrivono in maniera palpabile la profonda e degradata solitudine in cui la guardia giurata si era ritrovato proiettato, per poi dipingerne la devianza in maniera molto più vicina ad un drama che ad un thriller.

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Amato si tiene, infatti, ben lontano dalle trame di Genere che aveva utilizzato [seppur in piccolo e per stilemi] nel suo precedente Circuito Chiuso [2012], per affrontare la nuova storia da un punto di vista più emozionale.

Peccato, però, che il lato thrilling sia così poco sfruttato, perché avrebbe potuto regalare alla storia un piglio più interessante e teso, senza farla scadere in un, prevedibile, senso pietistico, e allargando il ventaglio drammaturgico, magari, verso punti di vista meno sfruttati.

Il film, prodotto dalla Italian Thriller Style di Iervolino, è destinato al solo mercato home video, ed è disponibile dal 26 di febbraio nel catalogo Eagle Pictures.

Luca Ruocco

Regia: Giorgio Amato

Sceneggiatura: Giorgio Amato

Produzione: Italian Thriller Style

Distribuzione: Eagle Pictures Home Video

Anno: 2014

Durata: 90’

Utlima modifica: 26 Febbraio, 2014



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