“ADAMOEVA” di Alfredo Confessore

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Alfredo Confessore, insieme a Simone Baldoni [co-sceneggiatore] e a Marco Parentela, creatore delle animazioni grafiche e degli effetti sonori del cortometraggio, rielaborano in chiave provocatoria e, [solo] in potenziale, feroce, la storia dei progenitori di tutta l’umanità.

Adamoeva, un solo nome, che amalgama il primo uomo e la prima donna in un unico essere, bifronte, come il doppio-volto che si fa unificando nella figura di un servente attorcigliato, nel finale. Un essere aberrante, colpevole “singolare” di un peccato originale che evade dalla metafora della mela strappata dai rami dell’albero proibito.

Adamoeva prende la forma di due ombre, inizialmente;  e di due creature primitive, perché solo abbozzate, in un secondo momento. Linee che messe insieme ricordano la forma di due esseri umani. Ma questa illusione di umanità [e di duplicità] si affievolisce e scompare del tutto già nella totale assenza di espressività dei loro volti e, ancor di più nei suoni a metà strada tra il gutturale e il robotico con cui i due si esprimono, aprendo e chiudendo il loro pixel-bocca.

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In un Eden tutt’altro che paradisiaco, Adamoeva si muove intorno ad un albero scheletrito dai cui rami pende un’unica mela: nera, azzannata e già consunta.

Uomo e donna, in preda ad una fame atavica, divorano il frutto neropece accidentalmente caduto dal ramo secco, ma la mela non riesce a placare la famelicità che di lì a breve cancellerà in loro ogni segno di umanità.

La parte femminile di Adamoeva partorisce un piccolo che, solo dopo qualche vagito, diventerà preda vivente dei due onnivori assassini.

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E la prova finale che nell’Eden di Confessore non regni nessun dio [benigno o meno], sta nell’atto sessuale, sempre selvaggio e invasato, a cui Adamoeva si abbandona nella chiusa, divenendo anche fisicamente un unico essere e, probabilmente, sperando di originare a breve un’altra piccola creatura di cui cibarsi, in quel deserto grigio.

Il corto di Confessore scorre con piacevolezza, e sceglie [intelligentemente] la via del muto. Anche graficamente, i disegni e le animazioni [semplici e volutamente rozzi] di Parentela fanno il loro lavoro.

Ma il tutto non riesce a dimostrare di avere, in effetti, la forza e la spregiudicatezza millantata, proprio a partire dal plot.

Un esperimento riuscito a metà.

Luca Ruocco

ADAMOEVA

Regia: Alfredo Confessore

Sceneggiatura: Simone Baldoni, Alfredo Confessore

Produzione: Scopo di Lucro Films

Distribuzione: /

Anno: 2013

Durata: 5’54’’

Utlima modifica: 13 Febbraio, 2014



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