54.Festival dei Popoli: “Per Ulisse” di Giovanni Cioni

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Diretto dal regista Giovanni Cioni, uno dei nostri documentaristi più noti e apprezzati in Europa, Per Ulisse  è stato presentato in anteprima nazionale all’interno del Concorso Internazionale della 54esima edizione del Festival dei Popoli di scena a Firenze fino a sabato 7 dicembre.

Il film ha per protagoniste una serie di persone che si ritrovano a frequentare uno spazio comune denominato Progetto Ponterosso, un centro di socializzazione diurno aperto a varie categorie di marginalità come ex tossicodipendenti, ex detenuti o soggetti con percorsi psichiatrici.

Il rimando ad Ulisse, l’eroe greco che si è perso e smarrito più volte durante il suo epico viaggio, presente a partire dal titolo e ricorrente nel film attraverso l’inserimento di brani estrapolati dall’Odissea è una scelta felice e ispirata, particolarmente adatta per restituire sullo schermo il percorso di queste persone alle prese con una quotidiana lotta per ritrovare se stessi, il proprio equilibrio ed un posto nel mondo che li circonda. La macchina da presa indugia sui volti vissuti degli ospiti del Ponterosso di Firenze, segnati da esperienze di vita forti ed estreme, ai limiti e ai margini della nostra società. Lo sguardo del regista è partecipe, profondamente rispettoso delle vite che racconta senza cercare in alcun modo di estrapolare momenti ad effetto ma sforzandosi piuttosto di entrare in sintonia con le diverse storie che transitano davanti al suo obiettivo.

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Inframezzato da frequenti, suggestive ed ipnotiche riprese in slow-motion delle onde che s’infrangono sulla sabbia Per Ulisse, già passato in aprile al Visions du Réel Film Festival di Nyon che nel 2011 aveva dedicato una retrospettiva ai lavori di Giovanni Cioni e coprodotto dalla francese Zeugma Films, è un intenso mosaico di esperienze umane, di racconti sofferti ma al contempo vitalissimi e non privi a volte di momenti di straordinaria comicità dovuti al modo che hanno alcuni di questi incredibili personaggi di raccontare i propri trascorsi fatti di debolezze, umiliazioni e cadute.

Se il cinema italiano di finzione negli ultimi tempi non sembra passare un momento particolarmente brillante il nostro cinema documentario dimostra invece un invidiabile stato di forma, segnato da un’urgenza continua di mettersi in discussione, di sperimentare nuove traiettorie sia a livello stilistico che contenutistico per cercare di restituirci la realtà attraverso forme e linguaggi diversi, originali e stimolanti. Un’ulteriore conferma in tal senso arriva da altri due titoli passati proprio in questi giorni al Festival dei Popoli come Centoquaranta – La strage dimenticata di Manfredi Lucibello sulla tragedia del Moby Prince o Educazione Affettiva, mediometraggio incentrato sugli ultimi giorni di scuola di una quinta elementare diretto da Federico Bondi e Clemente Bicocchi.

Boris Schumacher



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